I mercati ortofrutticoli del Veneto tornano a superare la soglia del miliardo di euro di valore, un risultato che non si registrava dal 2010. Secondo i dati pubblicati da Veneto Agricoltura, nel 2025 i 15 mercati regionali hanno raggiunto quasi 1,1 miliardi di euro, con una crescita del 19,6% rispetto al 2024 e del 14,7% sul 2016. Lโincremento economico รจ stato determinato soprattutto dallโaumento dei prezzi, mentre le quantitร commercializzate hanno seguito una direzione opposta.
Prezzi in forte aumento
Il valore complessivo degli scambi รจ cresciuto soprattutto per effetto del prezzo medio della merce ortofrutticola, arrivato nel 2025 a 1,59 euro al chilogrammo. Si tratta di un aumento del 20,8% rispetto allโanno precedente e del 60,7% se il confronto viene effettuato con il 2016.
La dinamica dei prezzi spiega quindi il superamento della soglia del miliardo, nonostante una riduzione delle quantitร trattate. Il risultato economico dei mercati veneti va dunque letto alla luce di questa differenza tra valore monetario degli scambi e volumi effettivamente movimentati.
Volumi in calo e meno mercati attivi
Nel corso del 2025 i mercati regionali hanno movimentato complessivamente 678mila tonnellate di prodotti, con una flessione dellโ1% rispetto al 2024.
Se si allarga lโanalisi allโultimo decennio, la riduzione diventa piรน evidente: dal 2016 i volumi sono diminuiti del 28,7%. Nello stesso periodo il numero dei mercati attivi รจ passato da 19 a 15, con una contrazione del 21%.
Il dato riflette un processo di concentrazione degli scambi, accompagnato dalla crescita di canali distributivi alternativi rispetto ai mercati tradizionali.
Ortaggi in testa agli scambi
La composizione delle merci conferma il ruolo predominante degli ortaggi. Nel 2025 ne sono state commercializzate circa 386mila tonnellate, il 3,4% in piรน rispetto al 2024.
Al secondo posto si trova la frutta fresca, con 186mila tonnellate, in diminuzione del 14%. Seguono gli agrumi, che hanno raggiunto 101mila tonnellate, segnando una crescita dellโ11,8%.
La frutta secca rimane una componente piรน contenuta, con circa 5mila tonnellate, ma registra un incremento del 9,6%.
Verona, Padova e Treviso concentrano gli scambi
La distribuzione territoriale evidenzia una forte concentrazione. Circa il 90% delle quantitร movimentate transita dai mercati di redistribuzione di Verona, Padova e Treviso.
Tutti e tre hanno perรฒ registrato una lieve contrazione rispetto al 2024: Verona ha segnato -1,5%, Padova -0,3% e Treviso -2,7%.
In calo anche i mercati terminali o al consumo, che complessivamente hanno registrato una variazione negativa del 3,8%, condizionata soprattutto dalle performance di Bassano del Grappa e Vicenza.
Di segno opposto lโandamento dei mercati alla produzione, sostenuti in particolare dalla sede di Lusia, che ha registrato una crescita del 6,9%.
Da dove arrivano i prodotti
Anche lโanalisi della provenienza evidenzia un sistema commerciale articolato. Il 52% delle merci in ingresso arriva da altre regioni italiane, soprattutto da Puglia, Sicilia ed Emilia-Romagna.
Una quota del 27% proviene dallโestero, principalmente da Spagna e Olanda, mentre il 20% รจ rappresentato da prodotti della produzione locale veneta.
Il sistema regionale si caratterizza quindi per una forte integrazione con altre aree italiane e con i mercati internazionali, affiancata da una componente di approvvigionamento direttamente legata alla produzione del territorio.
Il mercato locale assorbe oltre metร delle uscite
Sul fronte della destinazione, il 52% dei prodotti commercializzati dai mercati veneti viene acquistato da clienti locali.
Lโexport internazionale assorbe il 25% dei volumi, con Austria, Slovenia e Croazia tra le principali destinazioni. Un ulteriore 23% viene invece distribuito verso altre localitร italiane, soprattutto in Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna.
La rete commerciale dei mercati ortofrutticoli veneti mantiene quindi una doppia vocazione, con una quota consistente destinata al territorio e una parte significativa indirizzata oltre i confini regionali e nazionali.
Grossisti primi acquirenti
A guidare la domanda sono ancora i grossisti, che nel 2025 hanno acquistato il 53,7% dei volumi, mantenendo sostanzialmente la quota dellโanno precedente.
Segue la Grande distribuzione organizzata, che rappresenta il 28% degli acquisti, con una diminuzione dellโ8%. Cresce invece il peso dei dettaglianti fissi, arrivati allโ11% dei volumi con un incremento del 15,4%.
Il quadro restituito da Veneto Agricoltura mostra quindi un settore nel quale il valore economico degli scambi รจ aumentato nonostante la progressiva riduzione dei quantitativi movimentati, mentre la concentrazione dei mercati e la diversificazione dei canali distributivi continuano a modificare la struttura della filiera regionale.
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