Caro gasolio, Ruote Libere attacca le associazioni: “Ascoltare i camionisti”

La presidente Cinzia Franchini critica la richiesta di intervento al Viminale contro le proteste degli autotrasportatori. Dopo il confronto con Salvini, restano aperti i nodi dei costi del carburante, dei crediti d'imposta e delle difficoltà delle imprese del Sud

Cinzia Franchini

Le mobilitazioni contro il caro gasolio continuano nel Mezzogiorno e alimentano lo scontro tra Ruote Libere e le associazioni nazionali dell’autotrasporto. Al centro della polemica c’è la richiesta rivolta al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi affinché intervenga per favorire la conclusione delle manifestazioni.

A contestare questa posizione è Cinzia Franchini, presidente di Ruote Libere, che in una dichiarazione del 21 ottobre 2026 ha criticato duramente l’atteggiamento delle organizzazioni di categoria, accusandole di non comprendere le difficoltà economiche che hanno spinto numerosi trasportatori a protestare.

La presa di posizione arriva dopo l’incontro tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e le rappresentanze del settore. Un confronto accolto positivamente dalle associazioni partecipanti, ma che non avrebbe convinto una parte delle imprese mobilitate.

Franchini contro la richiesta al Viminale: “La protesta deve essere pacifica”

Secondo la presidente di Ruote Libere, la priorità dovrebbe essere individuare soluzioni alle difficoltà dell’autotrasporto, anziché concentrarsi sulla conclusione dei presidi.

Franchini distingue tuttavia il diritto di manifestare da eventuali comportamenti illegali. La protesta, sottolinea, deve svolgersi pacificamente, senza impedire ad altri operatori di lavorare e senza ricorrere a intimidazioni o violenze.

La critica riguarda quindi la scelta delle associazioni di sollecitare un intervento del ministero dell’Interno, mentre gli autotrasportatori continuano a chiedere risposte sul costo del carburante e sulla sostenibilità economica delle proprie attività.

Per Ruote Libere, la prosecuzione delle manifestazioni dopo l’incontro con Salvini mostrerebbe una distanza crescente tra alcune rappresentanze nazionali e gli operatori che hanno organizzato autonomamente la mobilitazione.

Crediti d’imposta sul gasolio, Salvini annuncia i pagamenti

Sul fronte economico, il ministro Salvini ha comunicato l’avvio dei pagamenti relativi ai crediti d’imposta sul gasolio, indicando un ritmo di circa 2.000 imprese beneficiarie al giorno su una platea complessiva di 32.000.

Il ministro ha inoltre prospettato la possibilità di introdurre un tetto al prezzo del carburante, misura sulla quale non risultano però definiti, nelle informazioni diffuse, modalità e tempi di applicazione.

Franchini riconosce l’importanza dello sblocco dei pagamenti, ma osserva che una parte consistente delle somme era già stata stanziata e attesa dalle aziende da diversi mesi.

Secondo Ruote Libere, il riconoscimento di risorse pregresse non può sostituire interventi strutturali capaci di proteggere le imprese dagli aumenti del gasolio.

La richiesta riguarda soprattutto meccanismi che consentano di adeguare i corrispettivi del trasporto alle variazioni dei costi, evitando che gli incrementi del carburante riducano ulteriormente i margini degli operatori.

Autotrasporto, perché le proteste sono più forti nel Mezzogiorno

Ruote Libere richiama anche le differenze nella struttura del mercato tra Nord e Sud Italia.

Secondo l’analisi di Franchini, molte imprese settentrionali intrattengono rapporti diretti con i committenti e riescono, almeno parzialmente, a trasferire gli aumenti del carburante sulle tariffe dei servizi.

Nel Mezzogiorno sarebbero invece più frequenti i rapporti commerciali intermediati da agenzie o da altre aziende di autotrasporto. Questa organizzazione renderebbe più difficile ottenere aggiornamenti dei compensi proporzionati all’incremento delle spese.

La compressione dei margini operativi viene indicata da Ruote Libere come una delle principali ragioni della mobilitazione, soprattutto per le imprese che hanno continuato a lavorare per mesi in condizioni economiche sempre più difficili.

Presidi e identificazioni, la posizione di Ruote Libere

La polemica coinvolge anche le dichiarazioni del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha riferito alla Camera delle identificazioni dei manifestanti in vista di possibili interventi sui presidi.

Nel dibattito politico sono emersi inoltre riferimenti a presunte infiltrazioni e contestazioni nei confronti di alcuni promotori delle proteste.

Franchini invita a distinguere le eventuali responsabilità individuali dal movimento nel suo complesso. Chi commette reati deve risponderne personalmente, sostiene la presidente, ma singoli episodi o sospetti non dovrebbero essere utilizzati per delegittimare indistintamente gli autotrasportatori coinvolti nelle manifestazioni.

Ruote Libere richiama inoltre l’attenzione sulle criticità che, secondo l’associazione, interessano da tempo il settore e che richiederebbero un impegno istituzionale continuativo.

Appello a Giorgia Meloni: “Confronto anche con chi manifesta”

La presidente di Ruote Libere rivolge infine una richiesta diretta alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, auspicando un suo coinvolgimento nella gestione della vertenza.

L’associazione chiede che il Governo ascolti non soltanto le organizzazioni tradizionalmente presenti ai tavoli ministeriali, ma anche gli autotrasportatori che hanno promosso autonomamente le proteste.

Franchini esprime scetticismo sull’efficacia degli annunci di Salvini e ribadisce che l’obiettivo dovrebbe essere garantire condizioni economiche sostenibili alle aziende del trasporto merci.

La vertenza sul caro gasolio rimane dunque aperta. Da una parte ci sono gli impegni governativi sui crediti d’imposta e l’ipotesi di misure sui prezzi; dall’altra, le richieste di interventi permanenti sui costi operativi e di una rappresentanza più ampia nel confronto con le istituzioni.

Ruote Libere conclude riconoscendo il ruolo degli operatori che hanno organizzato le mobilitazioni senza il coordinamento delle associazioni nazionali, indicando nella loro iniziativa un segnale da considerare nelle future trattative sul settore.

Redazione

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