Il Dalai Lama e la cultura tibetana nell’incontro alla Bct di Terni

Ospiti dell'Università della Terza Età Piero Verni, autore della biografia 'Il sorriso e la saggezza', Claudio Cardelli, presidente dell'Associazione Italia – Tibet e Pier Francesco Quaglietti, consigliere della stessa associazione

Quaglietti Marino Cardelli e Verni

Il Dalai Lama è stato l’argomento dell’incontro che si è tenuto ieri pomeriggio alla Biblioteca Civica di Terni, dove Piero Verni, Claudio Cardelli e Pier Francesco Quaglietti sono stati ospiti dell’Università della Terza Età e della sua direttrice, Annarita Marino.

‘L’Umbria incontra il Tibet’: l’appuntamento di Terni

L’appuntamento rientra nel ciclo di conferenze sul tema ‘L’Umbria incontra il Tibet’. Ad aprire i lavori, dopo i saluti della direttrice, è stato Pier Francesco Quaglietti, giornalista e consigliere dell’associazione Italia – Tibet, che ha introdotto l’intervento di Claudio Cardelli, documentarista e presidente della stessa Associazione: “Il Dalai Lama è in esilio in India dal 1959, dopo la repressione metta in atto dal Governo cinese. Dobbiamo considerare che il Tibet è grande due milioni di chilometri quadrati, un quarto della Cina, ed è un territorio difficilmente accessibile, circondato da alte montagne. E’ un po’ il nervo scoperto della Cina”. L’Associazione Italia – Tibet è stata fondata nel 1988 con l’obiettivo di divulgare storia, tradizioni ma anche situazione della regione e del popolo tibetano.

Dicevamo del Dalai Lama, il quattordicesimo nella linea di successione. Nel 1959 è dovuto riparare all’estero. Cardelli ha ricordato un aneddoto: “Nel 1982 organizzai una conferenza stampa di Sua Santità al Circolo della Stampa di Milano e intervenne un giornalista solo. Da allora, è molto cambiata la percezione e l’importanza del Dalai Lama nel mondo”. Proprio l’Associazione ha fatto da cassa di risonanza nel nostro Paese, oltre che da organizzatrice di numerosi incontri.

Verni, scrittore e giornalista, è l’autore della quarta biografia autorizzata del Dalai Lama, dal titolo ‘Il sorriso e la saggezza’. L’autore ha raccontato la genesi di questi libri in cui si parla del leader religioso tibetano: “La prima biografia mi fu proposta da una casa editrice quando ero molto giovane e mai avrei pensato di iniziare questa lunga storia. La risposta e l’autorizzazione a scrivere la biografia arrivarono dopo molti mesi rispetto alla nostra richiesta e fui invitato 15 giorni a Dharamsala, in India, ospite del Governo tibetano. Ricordo il primo incontro con Sua Santità, ero molto imbarazzato, ma lui ruppe così il ghiaccio: ‘Non sono un lupo travestito da agnello, non mordo’. Durante quei 15 giorni, abbiamo realizzato numerose interviste e, in particolare, abbiamo passato un’intera giornata con il Dalai Lama per scrivere un capitolo della biografia. Era il 1985, ma la biografia è uscita nel febbraio del 1990. Ricordo che non sapevo come concluderla, ma l’occasione arrivò da un evento storico: la consegna del Premio Nobel per la Pace al Dalai Lama. Il libro si conclude proprio così”.

Le biografie autorizzate del Dalai Lama e i capitoli sul Tibet

La seconda edizione della biografia mantenne l’impianto della prima e uscì aggiornata dieci anni dopo. “A inizio 2020-2021, quando ormai davo per conclusa l’esperienza di scrittura di biografie di Sua Santità, una nuova casa editrice legata al mondo del buddhismo mi contattò chiedendomi di farne una nuova. Dovettero insistere molto e alla fine accettai. Naturalmente, la terza edizione doveva rivolgersi a un mondo completamente cambiato, lo stesso Dalai Lama era diventato ormai una star internazionale. In questa nuova edizione, ho deciso di creare dei capitoli dedicati al mondo tibetano, che ormai era conosciuto, che possono leggersi separatamente dalla storia di Sua Santità”. La quarta edizione è un aggiornamento ulteriore della terza.

Cardelli ha voluto far presente di come il Dalai Lama rappresenti il principio della compassione. Verni ha a questo punto intrattenuto i presenti con un excursus sul buddhismo, che come l’induismo e la religione Tao, crede nella reincarnazione. La figura del Dalai Lama è nata nel 1.300 circa, è considerato “il protettore del Tibet”. Oltre che leader religioso, fino al 2011 è stato anche capo politico del Tibet. “Si parla di alcuni miracoli compiuti da Sua Santità, uno è sotto gli occhi di tutti: ha salvato l’essenziale della cultura tibetana pur in esilio: sono stati costruiti santuari tibetani, scuole di tradizione tibetana, è stata esportata la grande cultura medica del Tibet nonché il teatro. Un vero e proprio miracolo compiuto dal Dalai Lama e dal suo popolo”. Verni ha ricordato come molti tibetani, negli anni, abbiano sfidato anche la morte, mandando i propri figli a studiare nelle scuole tibetane. La Cina ha infatti cercato e cerca tuttora di ostacolare in tutti i modi la resistenza culturale di un intero popolo.

Redazione

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