Non ha rimbalzato ma almeno il Ftse Mib non è crollato ancora. In apertura ha fatto + 0,29, in linea con le altre Borse europee e, come si dice spesso in questa rubrica, con il petrolio a 106 dollari al barile e lo spread a 116 punti base, è davvero un grande, grandissimo successo e non si riesce a capire come le nazioni del Vecchio Continente riescano a farcela. C’è anche qualcuno che fa il furbo, che acquista gas dalla Russia nonostante le direttive e le sanzioni europee, ma non è questo il posto per discuterne.
Nella seduta odierna risulta che i più scambiati sono i titoli delle grandi banche, Intesa San Paolo (-0,15%), Unicredit (-0,03%), Monte Paschi (+0,18%) perché forse si pensa che la discesa sia finita e che presto, molto presto, possa tornare il sereno. Da questa rubrica arrivano solo previsioni pessimistiche ma l’investitore guarda con attenzione i fondamentali e poi, come al casinò, ci mette del suo.
Anche l’Eni (+1,27%) è scambiata in modo sistematico. Ferragamo invece delude per una trimestrale sotto le attese dove si è evinto un calo dei ricavi sostanzioso: subito punita -5,34%. Nella finestra del tifoso c’è il titolo Juventus: ha perso sonoramente contro la Lazio? Che importa, oggi cresce dello 0.28%. Però il senso di stagioni sempre negative si spiega con un ripiegamento del titolo del 38% in capo ad un anno. Il contrario dell’altra società calcistica, la Lazio che in controtendenza e nonostante le grandi difficoltà è salita negli ultimi dodici mesi del 58%.
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo e NON può essere considerato in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio.
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