Longevity Valley, nel Lazio un campus per la ricerca sulla longevità

Presentato recentemente a Washington il progetto per un polo internazionale dedicato alla medicina preventiva, alle biotecnologie e all'intelligenza artificiale. L'iniziativa coinvolge investitori internazionali, MIMIT e Regione Lazio e punta a favorire ricerca, innovazione e occupazione qualificata.

Il Lazio si prepara a ospitare Longevity Valley, un nuovo progetto internazionale dedicato alla scienza della longevità, alla medicina preventiva e allo sviluppo di tecnologie avanzate per la salute. L’iniziativa prevede la realizzazione di un campus scientifico e industriale capace di mettere in collegamento imprese innovative, investitori e istituzioni di ricerca.

Il progetto è stato presentato venerdì 16 ottobre, presso l’Ambasciata d’Italia a Washington e nasce su iniziativa della Longevity Valley Authority, insieme a un gruppo di imprese e investitori internazionali.

L’obiettivo è sviluppare un ecosistema nel quale intelligenza artificiale, automazione e bioingegneria possano contribuire ad accelerare la ricerca scientifica e il trasferimento delle innovazioni verso applicazioni concrete.

L’operazione è seguita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), attraverso la Segreteria tecnica del Comitato interministeriale per l’attrazione degli investimenti esteri (CAIE), in collaborazione con la Regione Lazio.

Un campus internazionale per biotecnologie e medicina preventiva

Il cuore di Longevity Valley sarà un campus dotato di infrastrutture di ricerca condivise, progettato per ospitare aziende e istituzioni scientifiche attive nei settori delle biotecnologie e delle tecnologie avanzate.

La struttura punta a offrire alle imprese l’accesso a laboratori, attrezzature e strumenti tecnologici che, soprattutto per le realtà di dimensioni più contenute, potrebbero risultare difficilmente sostenibili attraverso investimenti individuali.

Il modello proposto mira a favorire la collaborazione tra soggetti differenti, riducendo gli ostacoli che separano la scoperta scientifica dalla sua applicazione industriale e commerciale.

Particolare attenzione sarà dedicata alle imprese biotech e deep tech, chiamate a sviluppare soluzioni innovative attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzate.

Tra gli strumenti previsti figurano sistemi di intelligenza artificiale, processi automatizzati e applicazioni di bioingegneria, integrati in un ambiente di ricerca orientato alla condivisione delle competenze.

Attorno al campus dovrebbe inoltre svilupparsi una rete di collaborazioni scientifiche e industriali, con l’obiettivo di sostenere la nascita e la crescita di nuove iniziative nel settore della longevità.

Urso: ricerca e investimenti internazionali per lo sviluppo del Lazio

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), Adolfo Urso, ha evidenziato le prospettive industriali e occupazionali legate al progetto.

«Con questo progetto l’Italia si candida a diventare un hub di riferimento nelle scienze della longevità. Un’iniziativa che unisce ricerca scientifica, sviluppo industriale e occupazione qualificata, con ricadute importanti per il Lazio e per l’intero sistema produttivo nazionale», ha dichiarato il ministro.

Secondo Urso, l’iniziativa dimostra il valore della collaborazione tra istituzioni nazionali, amministrazione regionale e investitori privati nell’attrazione di progetti internazionali ad alto contenuto tecnologico.

Il coinvolgimento del MIMIT attraverso il CAIE si inserisce nell’attività di accompagnamento degli investimenti esteri, con particolare attenzione alle iniziative capaci di favorire innovazione e sviluppo produttivo.

La prospettiva indicata dal Ministero è quella di rafforzare il posizionamento dell’Italia nei settori scientifici e industriali legati all’invecchiamento e alla medicina preventiva.

Rocca: il Lazio punta sulle scienze della vita

Anche il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha sottolineato l’importanza del progetto per il territorio.

La scelta del Lazio come sede di Longevity Valley viene ricondotta alla presenza di competenze e attività consolidate nei comparti delle biotecnologie e delle scienze della vita.

Secondo Rocca, l’iniziativa rappresenta un’opportunità per trasformare il patrimonio regionale di ricerca e conoscenze in nuova occupazione qualificata, crescita economica e soluzioni innovative per la salute.

La Regione ha confermato l’intenzione di accompagnare le diverse fasi di sviluppo del progetto, considerato strategico per rafforzare l’attrattività del territorio nei confronti degli investimenti internazionali.

Il campus si inserisce quindi in una prospettiva che collega ricerca scientifica, sviluppo industriale e miglioramento della qualità della vita, con potenziali ricadute anche sul sistema produttivo regionale.

Invest in Lazio e il supporto agli investitori

Un ruolo nell’accompagnamento dell’iniziativa sarà svolto anche dagli strumenti regionali dedicati all’attrazione degli investimenti.

La Vicepresidente della Regione Lazio e Assessore allo Sviluppo Economico, Roberta Angelilli, ha richiamato la strategia avviata attraverso la piattaforma Invest in Lazio, sviluppata in sinergia con il portale nazionale Invest in Italy del MIMIT.

Il sistema è pensato per promuovere gli investimenti produttivi sul territorio e facilitare il rapporto tra operatori economici e istituzioni.

In questo quadro opera anche il Consorzio Unico Industriale del Lazio, che ha attivato un punto di contatto dedicato agli investitori.

Il servizio prevede informazioni, assistenza tecnica e supporto nella gestione dei procedimenti burocratici e autorizzativi, oltre all’accompagnamento nell’individuazione delle aree disponibili.

L’obiettivo è favorire lo sviluppo di iniziative industriali complesse, attraverso un coordinamento tra le diverse strutture coinvolte.

Longevity Valley Authority: il progetto e i suoi fondatori

La realizzazione del nuovo polo è promossa dalla Longevity Valley Authority, società italiana guidata dall’amministratrice delegata Tiziana Zampieri.

La società è stata fondata da Gregory Bailey, Alexander Pickett e Martin Ducker con l’obiettivo di sviluppare il progetto nel Lazio.

Secondo Gregory Bailey, cofondatore della società, la scelta dell’Italia è legata alla qualità della ricerca scientifica e delle competenze industriali presenti nel Paese.

L’ambizione è costruire un ecosistema capace di sostenere le imprese innovative nel settore delle biotecnologie, favorendo l’impiego congiunto di intelligenza artificiale, automazione, bioingegneria e infrastrutture condivise.

Il modello di sviluppo richiamato dai promotori è quello di un polo nel quale la concentrazione di competenze e tecnologie possa accelerare l’innovazione, analogamente a quanto avvenuto nella Silicon Valley per il settore tecnologico.

La specificità di Longevity Valley sarà tuttavia l’attenzione alla medicina preventiva e alle trasformazioni sociali ed economiche connesse all’invecchiamento della popolazione.

La collaborazione con il Buck Institute for Research on Aging

Tra le istituzioni scientifiche internazionali coinvolte nel progetto figura il Buck Institute for Research on Aging, centro di ricerca specializzato nello studio della biologia dell’invecchiamento.

La collaborazione con organismi di ricerca di livello internazionale rappresenta uno degli elementi previsti per lo sviluppo dell’ecosistema scientifico di Longevity Valley.

L’obiettivo è mettere in relazione ricerca di base, sviluppo tecnologico e applicazioni industriali, favorendo la collaborazione tra scienziati e imprese.

Il campus punta a creare condizioni che permettano di accelerare il percorso dalla scoperta scientifica alla realizzazione di nuove soluzioni, anche attraverso l’accesso condiviso alle infrastrutture.

In questa prospettiva, le attività non saranno limitate alla ricerca su terapie e dispositivi, ma comprenderanno un’analisi più ampia dei fattori che influenzano la salute e la longevità.

Dalla sanità all’alimentazione: gli ambiti di ricerca

Il progetto intende approfondire il contributo di diversi settori al miglioramento della salute e della qualità della vita.

Accanto alla medicina preventiva, le attività previste riguarderanno anche assistenza sanitaria, alimentazione, ambiente costruito, mobilità e organizzazione del lavoro.

L’approccio proposto dai promotori punta a esaminare questi ambiti attraverso sperimentazioni in contesti reali, con l’obiettivo di produrre evidenze scientifiche e individuare modelli potenzialmente applicabili anche in altri territori.

Il tema assume particolare rilevanza in relazione all’invecchiamento della popolazione, considerato una sfida crescente per i sistemi economici e sociali.

L’intenzione è studiare soluzioni che possano contribuire a migliorare la qualità della vita e ad affrontare le conseguenze dell’evoluzione demografica, integrando conoscenze scientifiche e innovazione tecnologica.

Longevity Valley, un nuovo polo tra ricerca e sviluppo industriale

Con la presentazione a Washington, Longevity Valley avvia un percorso che punta a rafforzare il ruolo del Lazio nei settori della ricerca biomedica, delle biotecnologie e della medicina preventiva.

Il progetto prevede la costruzione di un ecosistema internazionale nel quale imprese, istituzioni scientifiche e investitori possano collaborare utilizzando infrastrutture avanzate e competenze condivise.

La collaborazione tra Longevity Valley Authority, MIMIT e Regione Lazio rappresenta uno degli elementi centrali dell’iniziativa, che mira a generare opportunità di sviluppo industriale e occupazione qualificata.

La realizzazione del campus e l’attivazione delle attività previste costituiranno i prossimi passaggi per tradurre il progetto in un polo operativo dedicato alle scienze della longevità.

Foto: MIMIT
Redazione

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