Treni, l’Alto Adige accelera: più investimenti per un servizio affidabile

Tra giugno e ottobre cancellato il 3,3% delle corse programmate. Provincia, RFI, Trenitalia, STA e SAD lavorano a interventi su infrastrutture, personale e informazione ai passeggeri.

Il trasporto ferroviario in Alto Adige presenta ancora criticità, nonostante quasi il 97% delle corse programmate venga effettuato. Tra il 1° giugno e il 17 ottobre erano previste 38.625 corse, delle quali 1.259 sono state cancellate, pari al 3,3%. La puntualità indicata da RFI si attesta invece intorno all’88%. Per affrontare i problemi sono stati riuniti a Palazzo Widmann, il 19 ottobre, Provincia autonoma di Bolzano, RFI, STA, Trenitalia e SAD, con l’obiettivo di coordinare interventi e responsabilità.

Ritardi e soppressioni, le cause

Alla conferenza stampa hanno partecipato l’assessore provinciale Daniel Alfreider e il direttore del Dipartimento Infrastrutture e Mobilità Martin Vallazza, insieme ai rappresentanti dei principali soggetti coinvolti nel servizio ferroviario altoatesino.

Le cancellazioni sono riconducibili a fattori differenti: problemi infrastrutturali, guasti ai treni, difficoltà operative ed eventi esterni. Tra questi ultimi rientrano le ripercussioni provocate dall’aumento del traffico merci seguito alla chiusura della linea del Tarvisio e le interruzioni che interessano altre tratte ferroviarie.

Anche la maggiore presenza di convogli merci sull’asse del Brennero può influire sulla circolazione regionale, rendendo più complessa la gestione della rete.

«Conosciamo questi numeri e non ne siamo soddisfatti. Non basta elencare le difficoltà: chi usa il treno ogni giorno deve potersi fidare del servizio. Per questo chiediamo a tutti i partner di lavorare a soluzioni concrete», ha sottolineato Alfreider.

Due miliardi per la mobilità del futuro

Il miglioramento del servizio passa anche dagli investimenti. Il Piano provinciale della mobilità sostenibile 2035 prevede risorse per circa due miliardi di euro, destinate a modernizzare le infrastrutture, migliorare i collegamenti tra i territori e rendere il trasporto pubblico un’alternativa sempre più concreta all’automobile.

Diversi cantieri sono già in corso e rappresentano interventi necessari per aggiornare una rete che presenta infrastrutture realizzate in epoche differenti. Nel breve periodo, tuttavia, i lavori possono determinare ulteriori limitazioni alla circolazione.

La sfida consiste quindi nel procedere con la modernizzazione mantenendo, per quanto possibile, la continuità del servizio.

Più coordinamento tra i gestori

Tra le prossime attività è previsto un confronto con RFI sull’orario della tratta Bolzano-Merano, mentre a Malles saranno coinvolti esperti Alstom. È inoltre previsto un maggiore coordinamento tra lavori infrastrutturali, manutenzione e organizzazione del servizio.

L’attenzione riguarda anche il personale e la comunicazione con chi viaggia. L’informazione ai passeggeri è stata indicata come una delle priorità, soprattutto quando ritardi, cancellazioni o cantieri modificano la normale circolazione.

«Non tutto si risolverà dall’oggi al domani. Ma ciascuno conosce le proprie responsabilità. Conta lavorare insieme perché le persone possano vedere progressivamente miglioramenti nella puntualità e nell’affidabilità», ha spiegato Alfreider.

Le posizioni di RFI, STA, Trenitalia e SAD

Per RFI, Giuseppe D’Annunzio, responsabile della Direzione circolazione e orario di Verona, ha illustrato gli interventi infrastrutturali già avviati o programmati sulle linee altoatesine. Nel corso del confronto è stato evidenziato anche il miglioramento dei servizi destinati alle persone con mobilità ridotta.

Il direttore generale di STA, Joachim Dejaco, ha invece richiamato l’importanza dell’elettrificazione della ferrovia della Val Venosta, completata negli ultimi anni.

Sul fronte Trenitalia, il direttore regionale Roger Hopfinger ha posto l’accento sulla difficoltà di reperire personale qualificato. Il gruppo è alla ricerca di 71 dipendenti, a fronte di un organico regionale di circa 400 persone.

Per SAD, il direttore della Divisione ferroviaria Maurizio Chiusa ha evidenziato l’aumento dei disservizi riconducibili a cause di forza maggiore e la necessità di individuare soluzioni per limitarne le conseguenze.

Una rete più integrata

Il sistema ferroviario altoatesino si trova quindi davanti a una doppia esigenza: portare avanti la modernizzazione della rete e migliorare nel frattempo puntualità e affidabilità del servizio.

Provincia, gestori ferroviari e società impegnate sulle infrastrutture hanno confermato la volontà di rafforzare il coordinamento, intervenendo sulla programmazione dei lavori, sulla manutenzione, sull’organizzazione del personale e sulla comunicazione ai viaggiatori.

Redazione

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