Agriturismo, 33 milioni di turisti: il settore guarda al futuro

Al TTG di Rimini il Forum Agriturist di Confagricoltura analizza prospettive e opportunità del comparto. Oltre 25mila strutture in Italia, crescono i visitatori stranieri e le prenotazioni per gli ultimi mesi dell'anno.

L’agriturismo italiano rafforza il proprio ruolo nell’economia agricola e turistica, affermandosi come una delle principali opportunità di diversificazione per le imprese del settore primario. Un comparto che, oltre a consolidare i risultati raggiunti, guarda alle nuove sfide legate alla sostenibilità economica, all’innovazione e alla valorizzazione dei territori.

Questi i temi al centro del Forum di Agriturist, l’Associazione di Confagricoltura, organizzato a Rimini in occasione del TTG Travel Experience, la manifestazione internazionale dedicata al turismo.

L’iniziativa si è sviluppata attraverso due giornate di incontri e approfondimenti, ospitate in altrettante sedi: la Tenuta del Monsignore, dove si sono riuniti i soci dell’associazione, e la Fiera di Rimini, che ha accolto lo stand di Agriturist e un convegno dedicato all’andamento del comparto, con la presentazione di dati e testimonianze imprenditoriali.

Agriturismo e multifunzionalità: nuove opportunità per le aziende agricole

La crescita dell’ospitalità rurale conferma l’importanza della multifunzionalità agricola, un modello che permette alle imprese di affiancare alle attività produttive tradizionali servizi turistici, esperienze enogastronomiche e iniziative legate alla conoscenza del territorio.

Una strategia che assume particolare rilevanza in un contesto caratterizzato da numerose difficoltà per il settore primario.

Le aziende agricole devono infatti confrontarsi con gli effetti dei cambiamenti climatici sulle produzioni, l’aumento dei costi legato alle tensioni geopolitiche, la riduzione del potere d’acquisto dei consumatori e le trasformazioni del commercio internazionale.

Una situazione complessa che il direttore generale di Confagricoltura, Roberto Caponi, ha definito una “policrisi”, sottolineando la necessità di individuare nuove strategie sia nella produzione sia nella commercializzazione dei prodotti agricoli.

Tra le priorità indicate figura il rafforzamento delle competenze professionali, attraverso percorsi di formazione e strumenti capaci di favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

In questo ambito si inserisce ConfagriJob, la piattaforma sviluppata da Confagricoltura in collaborazione con Indeed e Umana, pensata per supportare le imprese nella ricerca di personale.

Agriturismi tra tradizione e innovazione

Nel corso del Forum, il Presidente di Agriturist, Augusto Congionti, ha richiamato l’attenzione sul ruolo centrale delle aziende agricole e zootecniche nello sviluppo dell’offerta agrituristica nazionale.

«Gli agriturismi devono rappresentare il giusto equilibrio tra passato e futuro, tra identità, tradizione e innovazione», ha dichiarato Congionti.

Un’impostazione che valorizza le caratteristiche distintive dell’ospitalità rurale italiana, fondata sul legame con le produzioni agricole, la cultura locale e le tradizioni enogastronomiche, senza rinunciare all’evoluzione dei servizi e delle modalità di accoglienza.

Le esperienze imprenditoriali presentate durante il Forum hanno contribuito a evidenziare le possibilità di sviluppo di un settore che unisce attività agricola, turismo esperienziale e valorizzazione del patrimonio territoriale.

Turismo rurale, 33 milioni di visitatori e stranieri in crescita

I dati illustrati durante l’incontro confermano l’interesse crescente verso le vacanze che combinano natura, cultura ed enogastronomia.

Dall’inizio dell’anno, 33 milioni di turisti hanno scelto questa tipologia di esperienza, tra cui 18,5 milioni di visitatori stranieri, in aumento del 3% rispetto al 2025.

Un mercato nel quale gli oltre 25mila agriturismi presenti in Italia occupano una posizione significativa, grazie alla loro distribuzione sul territorio e alla possibilità di offrire soggiorni vicini a borghi storici, aree naturalistiche, siti archeologici e percorsi dedicati alle produzioni locali.

La collocazione delle strutture agrituristiche costituisce infatti uno dei principali elementi di attrattività, permettendo ai visitatori di combinare il soggiorno in campagna con attività culturali, escursioni e degustazioni.

I dati ISNART: borghi e centri storici tra le mete preferite

A delineare le preferenze dei turisti è stato il rapporto presentato al TTG da ISNART (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche e Culturali), l’istituto di ricerca sul turismo di Unioncamere.

L’analisi evidenzia come la scelta di una vacanza rurale sia spesso accompagnata dal desiderio di scoprire le caratteristiche culturali e paesaggistiche delle destinazioni.

LE PREFERENZE DEGLI AGRITURISTI:

  • Centri storici 62%
  • Parchi naturali e aree protette 12%
  • Botteghe artigiane 11%
  • Cantine, frantoi e percorsi del vino e dell’olio 8%

In particolare, il 62% degli agrituristi è interessato alla visita dei centri storici, confermando il forte legame tra ospitalità rurale e patrimonio culturale.

Il 12% ricerca parchi naturali e aree protette, mentre l’11% mostra interesse per le botteghe artigiane. Un ulteriore 8% privilegia cantine, frantoi e itinerari dedicati al vino e all’olio.

Queste preferenze mettono in evidenza la capacità dell’agriturismo di generare opportunità anche per altre attività economiche locali, favorendo il collegamento tra ospitalità, artigianato, produzioni agroalimentari e turismo culturale.

Prenotazioni al 35% per novembre e dicembre

Le prospettive per la parte finale dell’anno mostrano segnali incoraggianti per il comparto.

Secondo i dati presentati da ISNART, dall’inizio di settembre le strutture agrituristiche registrano un livello medio di prenotazioni del 35% per i mesi di novembre e dicembre.

Un’indicazione che evidenzia l’interesse per questa formula di soggiorno anche al di fuori dei periodi tradizionalmente caratterizzati da maggiore affluenza turistica.

La possibilità di attrarre visitatori durante l’autunno e l’inverno rappresenta un elemento importante per le aziende agricole, che possono così ampliare le opportunità di reddito attraverso attività di accoglienza distribuite su più mesi dell’anno.

Il futuro dell’agriturismo tra competitività e valorizzazione dei territori

Dal Forum di Rimini emerge un settore chiamato a confrontarsi con nuove esigenze, ma anche con opportunità legate alla crescente domanda di esperienze autentiche e di contatto con le realtà locali.

Diversificazione delle attività agricole, formazione professionale, innovazione e promozione delle identità territoriali rappresentano alcuni dei principali ambiti sui quali concentrare l’attenzione.

In questo scenario, l’agriturismo può contribuire non soltanto alla sostenibilità economica delle aziende agricole, ma anche alla valorizzazione delle produzioni e delle tradizioni locali.

Il confronto promosso da Agriturist e Confagricoltura ha quindi evidenziato l’importanza di accompagnare l’evoluzione del comparto con strumenti adeguati alle esigenze delle imprese, preservando il rapporto tra agricoltura, ospitalità e territorio che caratterizza il modello agrituristico italiano.

Fonte e Foto: Confagricoltura
Redazione

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