Dieci miliardi di euro di investimenti con cui, in 10 anni, il Governo punta ad avere 100mila nuovi alloggi popolari o a prezzi calmierati. E’ il Piano casa approvato dal Consiglio dei ministri. Con un decreto legge unito ad un disegno di legge urgente per accelerare i tempi degli sgomberi.
Interventi che – anche attraverso il moltiplicatore con il quale si contano di attivare consistenti investimenti privati – si vuole recuperare il patrimonio esistente di edilizia residenziale pubblica ma anche favorire nuove costruzioni.
Per il recupero di circa 60mila alloggi che non possono essere assegnati perchรฉ degradati saranno messi a disposizione dei Comuni 1,7 miliardi di euro piรน un massimo di 4,8 miliardi dai programmi di rigenerazione urbana.
Oltre 3,6 miliardi di euro โ risorse nazionali ed europee destinate allโemergenza abitativa โ saranno messi in un unico fondo, gestito da Invimit, per interventi destinati alle aree del Pase dove รจ maggiore l’emergenza abitativa.
Per favorire gli investimenti privati, lo Stato offre semplificazioni burocratiche e procedure velocissime, compresa la nomina di un commissario straordinario per gli investimenti superiori a un miliardo di euro che rilascia un provvedimento unico di autorizzazione. In cambio, almeno il 70% degli alloggi costruiti dovrร essere di edilizia convenzionata, con prezzi di vendita o affitto calmierati di almeno il 33% sotto il valore di mercato.
In conferenza stampa la presidente del Consiglio Gorgia Meloni ha ricordato inoltre il rifinanziamento pluriennale del Fondo di garanzia per la prima casa con 670 milioni fino al 2027, riportato alla sua funzione originaria: garanzia statale fino al 90% per famiglie numerose, giovani fino a 36 anni, giovani coppie e nuclei monoparentali.
Approvato anche il disegno di legge per accelerare gli sgomberi. Si tagliano i tempi per le esecuzioni, introducendo una procedura accelerata per ottenere il titolo esecutivo.
Il ministro Matteo Salvini ha annunciato anche un fondo dedicato da 60 milioni di euro per i genitori separati: un contributo mensile tra i 400 e i 500 euro per un anno a chi, dopo la separazione, continua a pagare mutuo o affitto mentre lโex coniuge resta nellโimmobile.
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