Pesca e acquacoltura devono diventare priorità strategiche per l’Italia e per l’Unione Europea. È questo il messaggio portato da Acli Terra durante l’incontro organizzato a Palermo con il commissario europeo per la Pesca e gli Oceani, Costas Kadis.
La delegazione nazionale dell’associazione ha illustrato una serie di proposte dedicate alla riforma del comparto, con l’obiettivo di sostenere le imprese, favorire il ricambio generazionale e garantire un equilibrio tra sviluppo economico e tutela degli ecosistemi marini.
L’iniziativa è stata promossa dall’eurodeputato Giuseppe Lupo, che Acli Terra ha ringraziato per aver favorito il confronto istituzionale. All’appuntamento ha partecipato anche Graziella Romito, direttrice generale della Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.
Le proposte per riformare il settore
Durante l’incontro, Acli Terra ha consegnato al commissario europeo un documento di sintesi contenente le principali richieste elaborate insieme ad altre organizzazioni rappresentative del comparto.
La delegazione, composta dal vicepresidente nazionale Ignazio Maugeri e dai dirigenti nazionali Gaspare Carbone e Giuseppe Peralta, ha evidenziato la necessità di costruire politiche più vicine alle esigenze degli operatori.
Tra le priorità indicate figura il ricambio generazionale, considerato fondamentale per garantire continuità alle attività di pesca. L’associazione propone un rafforzamento degli strumenti previdenziali e degli incentivi economici, sia per favorire il passaggio delle imprese all’interno delle famiglie sia per agevolare l’ingresso di nuovi operatori.
Un fermo pesca più flessibile e misure per le imprese
Uno dei temi centrali riguarda la gestione del fermo pesca della pesca a strascico. Acli Terra propone un modello più flessibile, definito come un possibile “fermo pesca sartoriale”, che permetta ai comandanti di individuare periodi di sospensione dell’attività più adatti alle caratteristiche dei territori e delle singole imprese.
L’associazione chiede inoltre di limitare i piani di demolizione alle imbarcazioni più datate, evitando di compromettere la capacità produttiva del settore e il futuro delle aziende.
Secondo Acli Terra, la sostenibilità ambientale deve essere accompagnata dalla tutela del lavoro e della competitività delle marinerie.
Investimenti per porti, luoghi di sbarco e coste
Un altro punto affrontato riguarda la necessità di modernizzare i luoghi di sbarco e le infrastrutture costiere.
Acli Terra propone maggiori risorse e una semplificazione delle procedure europee per favorire interventi di ammodernamento, anche attraverso una maggiore integrazione tra aree portuali, servizi logistici, attività commerciali e trasformazione dei prodotti.
Questi investimenti, secondo l’associazione, potrebbero contribuire a migliorare la sicurezza degli operatori rispetto agli effetti dei cambiamenti climatici e favorire nuove opportunità per le imprese della pesca.
Acquacoltura, ricerca e tutela delle specie marine
Ampio spazio è stato dedicato anche al futuro dell’acquacoltura, settore considerato strategico per la crescita dell’economia blu.
Tra le richieste presentate al commissario europeo figurano:
- maggiori investimenti nella ricerca applicata;
- sviluppo di nuove specie allevate;
- innovazione nei sistemi di alimentazione;
- promozione del consumo dei prodotti dell’acquacoltura.
Acli Terra ha inoltre chiesto l’inserimento nel FEAMPA di misure specifiche per il ripopolamento delle specie commestibili in diminuzione e una maggiore uniformità europea nelle procedure di commercializzazione delle specie aliene.
Un ulteriore tema riguarda il contrasto al bracconaggio delle anguille, attraverso strumenti più efficaci di controllo e tutela.
Sostenibilità e competitività per il futuro del settore
Per Acli Terra, pesca e acquacoltura rappresentano comparti fondamentali per lo sviluppo economico italiano ed europeo, soprattutto per le comunità costiere che dipendono direttamente da queste attività.
L’obiettivo indicato dall’associazione è costruire un modello capace di unire protezione dell’ambiente marino, innovazione tecnologica, competitività delle imprese e salvaguardia dell’occupazione.
Il confronto avviato a Palermo punta quindi a rafforzare il dialogo tra istituzioni europee, governo nazionale, organizzazioni di rappresentanza e operatori del settore.
Secondo Acli Terra, le prossime politiche europee dovranno essere in grado di offrire risposte concrete alle esigenze delle marinerie e delle aziende di acquacoltura, accompagnando il comparto verso una fase di maggiore stabilità e crescita.
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