Il nuovo rialzo dei tassi della Bce arriva in Veneto in una fase delicata per l’accesso al credito delle imprese. A evidenziarlo è Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, secondo cui le piccole e medie imprese regionali stanno già registrando una contrazione dei finanziamenti più marcata rispetto alla media italiana e ad altre importanti regioni manifatturiere.
La posizione dell’associazione è quindi contraria a un ulteriore aumento del costo del denaro in questa fase, perché, secondo Boschetto, potrebbe ridurre ulteriormente la domanda di credito e frenare gli investimenti delle imprese.
Prestiti alle Pmi in calo
I dati citati da Confartigianato mostrano una riduzione dei finanziamenti destinati alle piccole e medie imprese venete. A marzo 2026 i prestiti alle Pmi del Veneto sono diminuiti del 5,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La contrazione risulta superiore alla media nazionale, che si è attestata al -4,3%, e anche al dato complessivo delle imprese venete, pari al -1,8%.
Nel confronto con le principali regioni manifatturiere italiane, il Veneto registra una diminuzione più marcata rispetto a Lombardia ed Emilia-Romagna, dove i prestiti alle Pmi sono calati rispettivamente del 4% e del 4,3%.
La contrazione registrata in Veneto risulta invece inferiore soltanto a quella rilevata in Toscana, Liguria, Marche e Valle d’Aosta.
Il confronto con dicembre 2025
La situazione del credito per le Pmi venete risultava già negativa alla fine del 2025. A dicembre i prestiti alle piccole e medie imprese regionali erano diminuiti del 4,9% su base annua.
Nello stesso periodo, considerando il totale delle imprese, la diminuzione dei prestiti era stata del 2,8%.
Il dato di marzo 2026 evidenzia quindi una contrazione più accentuata rispetto a quella registrata pochi mesi prima.
Il costo del credito
Un altro elemento sottolineato da Confartigianato riguarda il costo dei finanziamenti. Boschetto riferisce che il costo del credito è arrivato al 3,86%, con un incremento di 37 punti base nell’arco di quattro mesi.
Rispetto a giugno 2022, l’aumento indicato dall’associazione è invece di 223 punti base.
Per il presidente di Confartigianato Imprese Veneto, il nuovo incremento di 25 punti base dei tassi di riferimento aggiunge ulteriore pressione soprattutto sulle micro e piccole imprese.
“Il nuovo rialzo dei tassi Bce arriva in un momento particolarmente delicato per le nostre imprese”, afferma Boschetto. “Il dato sul credito ci dice che le Pmi venete stanno già subendo una contrazione dei finanziamenti più forte rispetto alla media nazionale e ad altre grandi regioni manifatturiere”.
Il Fondo di garanzia per le Pmi
Sul fronte degli strumenti per favorire l’accesso ai finanziamenti, la Regione ha recentemente incrementato di 10 milioni di euro la dotazione della Sezione speciale del Fondo di garanzia per le Pmi.
La disponibilità complessiva del Fondo raggiunge così 63 milioni di euro.
Boschetto considera positivo l’intervento regionale, soprattutto per le imprese di dimensioni più ridotte.
“È un intervento positivo e nella direzione giusta, perché in una fase come questa gli strumenti di garanzia possono fare la differenza soprattutto per le imprese più piccole”, sottolinea il presidente di Confartigianato Imprese Veneto.
La richiesta di rafforzare gli strumenti
Secondo Boschetto, nonostante il potenziamento del Fondo di garanzia, i dati mostrano che la domanda di credito resta sotto pressione e che il Veneto registra una contrazione dei finanziamenti più significativa rispetto ad altre grandi regioni manifatturiere.
Da qui la richiesta di continuare a rafforzare gli strumenti destinati a facilitare l’accesso ai finanziamenti.
“Per questo è importante continuare a rafforzare tutti gli strumenti che possono facilitare l’accesso ai finanziamenti e accompagnare le imprese negli investimenti”, conclude Boschetto.
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