Portare le idee nate nei laboratori universitari direttamente nelle imprese per trasformarle in innovazione, prodotti e nuovi posti di lavoro. È questo l’obiettivo del progetto annunciato dalla Regione Veneto, che punta a creare un collegamento più forte tra il mondo della ricerca e quello produttivo.
L’iniziativa sarà formalizzata attraverso un accordo tra Regione Veneto e Camera di Commercio di Padova, con il coinvolgimento di Venicepromex, per valorizzare il patrimonio brevettuale degli Atenei regionali e favorire il trasferimento tecnologico verso le aziende del territorio.
Dalla ricerca all’impresa
Il presidente della Regione Alberto Stefani ha sottolineato la necessità di creare condizioni più favorevoli affinché le idee sviluppate dai giovani ricercatori possano trovare applicazione concreta.
“Un’idea nata da un giovane ricercatore non deve fermarsi dentro un laboratorio: deve avere la possibilità di diventare impresa e generare lavoro”, ha dichiarato.
Secondo Stefani, il Veneto dispone di due elementi fondamentali: università di qualità e un sistema produttivo in grado di trasformare la ricerca in soluzioni innovative.
Il progetto nasce proprio dalla volontà di avvicinare questi due mondi, facilitando il contatto tra chi sviluppa nuove tecnologie e chi può applicarle nei processi industriali.
Mappatura dei brevetti e coinvolgimento delle aziende
Il programma prevede una prima fase dedicata alla mappatura del patrimonio brevettuale delle università venete. Le tecnologie e le competenze disponibili saranno quindi presentate alle imprese potenzialmente interessate attraverso attività di informazione, contatto diretto e raccolta di manifestazioni di interesse.
L’obiettivo dichiarato è coinvolgere almeno 200 imprese venete, individuate attraverso un’attività strutturata di analisi e relazione con il sistema produttivo.
L’iniziativa punta a favorire nuove collaborazioni tra ricercatori e aziende, creando opportunità nel campo dell’innovazione tecnologica.
Giovani e imprese al centro del progetto
Secondo il presidente Stefani, il trasferimento tecnologico rappresenta anche uno strumento per offrire nuove prospettive ai giovani. “Quando parliamo di giovani dobbiamo farlo partendo dalla loro capacità di creare, inventare e realizzare idee”, ha spiegato.
L’obiettivo è permettere ai ricercatori di trovare nel territorio veneto un ambiente capace di valorizzare le loro intuizioni, evitando che siano costretti a cercare altrove le condizioni per sviluppare i propri progetti.
Per le imprese, invece, il vantaggio consiste nella possibilità di accedere a nuove conoscenze e tecnologie utili per affrontare la competizione sui mercati.
Investimento da quasi 178 mila euro
La collaborazione tra istituzioni prevede un investimento complessivo di 177.778 euro. Di questa somma, 160 mila euro saranno finanziati dalla Regione Veneto, mentre la restante parte sarà sostenuta dalla Camera di Commercio di Padova.
Il progetto sarà realizzato insieme a Venicepromex, società impegnata nella promozione e nello sviluppo del sistema economico regionale.
Un ponte tra ricerca ed economia reale
La strategia regionale punta quindi a rafforzare il legame tra università e imprese, trasformando la ricerca scientifica in opportunità economiche concrete.
L’obiettivo è costruire un ecosistema nel quale brevetti, competenze e innovazione possano diventare strumenti di crescita per il territorio.
Secondo Stefani, infatti, la ricerca raggiunge il massimo valore quando riesce a entrare nell’economia reale e a generare nuove possibilità per giovani, aziende e comunità.
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