Il caldo intenso di questa estate ha modificato i tempi della campagna agricola pugliese, accelerando la maturazione delle mandorle e anticipando la raccolta. Secondo Coldiretti Puglia, il raccolto 2026 registra una crescita stimata del 30%, accompagnata da una buona qualitร del prodotto e da prezzi in aumento.
In alcune aree della regione la raccolta รจ giร terminata, con un anticipo rispetto alla consueta finestra di fine agosto e inizio settembre, mentre in altri territori le operazioni devono ancora iniziare.
Bari e Brindisi trainano la produzione regionale
La coltivazione del mandorlo rappresenta una componente importante dellโagricoltura pugliese. A guidare la produzione sono soprattutto le province di Bari e Brindisi, seguite da Taranto e Foggia.
Attualmente in Puglia sono destinati alla coltura circa 17.920 ettari, con una produzione complessiva stimata in 166.500 quintali, pari a oltre il 22% della produzione nazionale.
Dopo un periodo in cui i mandorleti avevano vissuto una fase di progressivo abbandono, il prodotto pugliese รจ tornato ad attirare interesse sia sul mercato italiano sia su quello internazionale.
La crescente attenzione verso la mandorla rappresenta unโopportunitร per le aziende agricole, ma rende necessario rafforzare la tutela della produzione locale.
Una coltura resistente che torna strategica
Il mandorlo mantiene un ruolo importante anche per le sue caratteristiche agronomiche. La pianta riesce infatti ad adattarsi a terreni poveri, poco profondi e con disponibilitร limitata di acqua, condizioni presenti in diverse aree della regione.
Per decenni ha caratterizzato il paesaggio agricolo pugliese e oggi puรฒ rappresentare una risorsa economica significativa per le imprese.
Secondo Coldiretti, perรฒ, per consolidare questa prospettiva servono condizioni di redditivitร adeguate e strumenti capaci di affrontare le nuove difficoltร legate al cambiamento climatico e alla gestione delle colture.
Lโallarme per i parrocchetti
Tra le principali criticitร segnalate da Coldiretti Puglia cโรจ la diffusione dei parrocchetti, considerati una minaccia crescente per i mandorleti. In alcune zone gli attacchi degli uccelli stanno provocando perdite rilevanti, incidendo sulla quantitร di prodotto disponibile e sulla redditivitร delle aziende agricole.
Lโassociazione sottolinea la necessitร di monitorare il fenomeno e adottare interventi efficaci.
Il rischio, secondo Coldiretti, รจ che senza misure di contenimento una coltura storica per la Puglia possa subire danni sempre piรน pesanti.
Tracciabilitร e origine del prodotto al centro della tutela
Un altro tema centrale riguarda la trasparenza sullโorigine delle mandorle commercializzate. Coldiretti evidenzia lโimportanza di indicare chiaramente la provenienza della frutta secca sgusciata, cosรฌ da permettere ai consumatori di distinguere il prodotto italiano da quello importato.
La tracciabilitร viene considerata uno strumento essenziale per valorizzare il lavoro degli agricoltori e contrastare pratiche commerciali che possono creare confusione sulla reale origine delle materie prime.
Lโorganizzazione agricola richiama inoltre la necessitร di rafforzare le norme europee sullโindicazione dellโorigine degli ingredienti utilizzati negli alimenti.
Una campagna positiva da consolidare
Per Coldiretti Puglia, la buona annata produttiva deve rappresentare un punto di partenza per rafforzare il comparto e non un motivo per ridurre lโattenzione sulle criticitร .
Lโaumento del valore della mandorla potrebbe contribuire a rilanciare una coltura strategica per il territorio, ma resta necessario intervenire sui problemi legati ai danni provocati dai parrocchetti e agli effetti di un clima sempre piรน caratterizzato da temperature elevate e forte variabilitร .
Difendere i mandorleti significa tutelare una produzione agricola, il reddito delle imprese e un patrimonio storico del paesaggio pugliese.
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