Agricoltura pugliese, allarme sui costi dell’irrigazione: chieste tariffe eque

La denuncia del vicepresidente nazionale Cia Gennaro Sicolo: in alcuni territori le aziende pagano fino a tre volte di più per l’acqua destinata alle colture

L’acqua per l’irrigazione continua a rappresentare un nodo centrale per l’agricoltura pugliese. La Cia Agricoltori Italiani Puglia torna a chiedere un intervento per garantire tariffe più equilibrate e uniformi in tutto il territorio regionale, denunciando una situazione di forte disparità tra gli agricoltori.

Secondo l’associazione, in alcune aree della Puglia le aziende agricole arrivano a sostenere costi per l’acqua irrigua fino a tre volte superiori rispetto ad altri territori regionali.

La richiesta: prezzi sostenibili per tutti gli agricoltori

A sollevare il problema è stato Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente regionale di Cia Agricoltori Italiani. “L’acqua ad uso irriguo va garantita in tutto il territorio pugliese, con tariffe eque e sostenibili, sostanzialmente uguali per gli agricoltori di tutti i territori”, ha dichiarato.

Secondo Sicolo, la differenza tra le tariffe applicate dall’Arif e quelle del Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia sta creando una disparità che penalizza migliaia di imprese agricole.

La richiesta è quindi rivolta alle istituzioni competenti affinché valutino la situazione e individuino una soluzione definitiva.

Costi più alti in una fase difficile per il settore

La questione arriva in un momento particolarmente complesso per il comparto agricolo. Da mesi le colture pugliesi sono sottoposte a temperature molto elevate e a condizioni climatiche sempre più difficili.

Secondo Cia Puglia, il caldo prolungato sta compromettendo parte delle produzioni, mentre le aziende devono già affrontare l’aumento dei costi energetici, delle materie prime e del carburante.

In questo scenario, un costo elevato dell’acqua irrigua rischia di ridurre ulteriormente la capacità delle imprese di produrre e investire.

“L’acqua non può costare come la benzina”

Sicolo ha ribadito che il prezzo della risorsa idrica rappresenta un elemento strategico per la competitività agricola. “Non è possibile pagare l’acqua ad uso irriguo come se fosse benzina”, ha affermato.

Secondo il presidente di Cia Puglia, l’irrigazione è indispensabile per garantire quantità e qualità delle produzioni.

Un costo troppo elevato dell’acqua, infatti, può limitare la capacità degli agricoltori di migliorare le colture e affrontare le sfide poste dal mercato e dai cambiamenti climatici.

Una questione legata allo sviluppo agricolo

Per Cia Puglia, il tema delle tariffe irrigue non riguarda soltanto una voce di bilancio delle aziende, ma lo sviluppo futuro dell’intero comparto.

La disponibilità di acqua a condizioni sostenibili viene considerata una condizione essenziale per mantenere competitiva l’agricoltura regionale e proteggere il reddito degli operatori.

 

Redazione

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