Con l’approvazione del Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur), la Regione Umbria ha attuato, nel pieno rispetto dei tempi, gli impegni previsti all’interno dell’Accordo di Programma. Un atto strategico – si legge in una nota della Regione – che coniuga la continuità operativa del polo siderurgico ai più rigidi standard di tutela del territorio. Con la Determinazione Dirigenziale n. 8949 del 8/9/2026 che ha concluso positivamente il procedimento per l’approvazione del “Progetto di ampliamento della discarica per rifiuti pericolosi con intervento di landfill mining e presidi ambientali” si è altresì formulato un giudizio favorevole di compatibilità ambientale (Via) la cui efficacia temporale è fissata 15 anni, integrando al contempo la modifica dell’Autorizzazione Integrata Ambientale e il decreto del Mase sulla Messa in Sicurezza Permanente (Misp). Questo atto autorizzativo consolida un modello attraverso prescrizioni improntate ai più elevati parametri di tutela ambientale in una più ampia pianificazione di rigenerazione, ponendo la salute dei cittadini e la salvaguardia del territorio come presupposti per ogni sviluppo produttivo.
Questo provvedimento risolve una criticità storica che grava su Terni da decenni. Grazie al landfill mining, verranno rimossi 1.100.000 mc di vecchi rifiuti comunali (1987-1997), causa di infiltrazioni di percolato nella falda. Arvedi-Ast bonificherà l’area realizzando una barriera geologica isolante in argilla e geocomposito bentonitico, recupererà il 3% di metalli dai rifiuti estratti e costruirà una duna alberata alta fino a 20 metri per attenuare l’effetto di polveri, rumore e impatto visivo. Il progetto prevede zero consumo di nuovo suolo: l’ampliamento in estensione verticale avviene interamente entro il perimetro già occupato di 62 ettari, senza intervenire su aree vergini. Inoltre, Ast dovrà piantumare un bosco urbano di almeno 6 ettari per compensare le emissioni di CO2 e investire 1,2 milioni di euro nel ripristino paesaggistico finale. Parallelamente è in dirittura d’arrivo il completamento della nuova rampa scorie per la cattura delle emissioni. Il vero cambio di paradigma avverrà però con l’attuazione dell’articolo 4 dell’Accordo di programma, attraverso la riforma legislativa in corso di approvazione in Assemblea Legislativa sul cosiddetto DDL Umbria Circolare.
Nel disegno di legge è prevista la riforma del tributo speciale di deposito in discarica, la cosiddetta Ecotassa. “L’applicazione non avverrà più, come accaduto dal 1997 ad oggi, con l’applicazione del minimo imponibile, ma attraverso un innovativo metodo di premialità ambientale – spiega l’assessore regionale Thomas De Luca – smaltire costerà proporzionalmente di meno quanto più i residuali delle scorie saranno riciclati. Ad esempio la tariffa si ridurrà al 70% con un recupero di scorie del 5%, al 25% con un recupero del 50%, fino a scendere al 10% se si supera l’80% di riciclo. Questo incentivo punta ad un doppio beneficio, da una parte riciclare converrà per abbattere i costi di smaltimento e dall’altra servirà a garantire il prolungamento della fase di operatività produttiva, fino a raddoppiarla o triplicarla.
Con un recupero al 50% raddoppierebbe di fatto la vita della discarica che durerebbe 30 anni o più”. Il Progetto di Landfill mining Il progetto di Landfill mining costituisce un diretto intervento risolutivo di una criticità ecologica che grava sul comune di Terni da decenni. Attraverso il progetto di landfill mining che prevede lo scavo e la rimozione di circa 1.100.000 mc di vecchi rifiuti solidi urbani (RSU) depositati dal Comune di Terni prima del 1997, si interverrà eliminando in modo permanente i problemi ambientali ed economici legati alla generazione del percolato della vecchia discarica comunale, i cui elevati costi di gestione gravano sulla collettività.
Una volta rimossi i vecchi rifiuti rsu, l’azienda realizzerà una barriera geologica artificiale di fondo, composta da un metro di argilla compattata e 4 strati di geocomposito bentonitico, per isolare in modo stagno il nuovo catino ed evitare infiltrazioni verso la falda. I rifiuti estratti saranno trattati in un apposito impianto di vagliatura e selezione per recuperare materiali utili, in particolare metalli ferrosi e non ferrosi (stimati nel 3% del volume totale).
Per mitigare l’impatto i terreni puliti derivanti dalla rimozione del cappellaccio della discarica verranno riutilizzati per realizzare una duna alberata, alta fino a 20 metri che ridurrà drasticamente l’impatto visivo, acustico e la diffusione di polveri verso le aree residenziali. Il progetto non sottrae nuove aree naturali o agricole, ma si sviluppa interamente all’interno del perimetro già precedentemente autorizzato e compromesso dalle vecchie attività di discarica.
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