Medie imprese, Umbria terza in Italia per incidenza industriale

Il rapporto Mediobanca-Unioncamere premia il sistema produttivo umbro: forte presenza di medie imprese, export agroalimentare e sfida sulle competenze

Infografica Umbria delle medie imprese

L’Umbria si colloca al terzo posto in Italia per incidenza delle medie imprese sul sistema produttivo, dietro solo a Veneto e Lombardia. È questo il dato più significativo che emerge dal XXV Rapporto sulle medie imprese industriali realizzato da Mediobanca, Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne.

La regione conta 67 medie imprese manifatturiere, un numero inferiore rispetto ad altre aree come Toscana (223), Marche (119) e Lazio (76). Tuttavia, il dato cambia prospettiva quando viene rapportato alla struttura economica territoriale.

In questo caso, l’Umbria emerge come una delle realtà più dinamiche del Paese, con 2,6 medie imprese ogni 100 società manifatturiere di capitali, un valore superiore alla media nazionale.

Un sistema industriale più forte della sua dimensione

L’analisi evidenzia come il peso della media impresa in Umbria sia superiore alla sua base manifatturiera complessiva, un caso unico nel Centro Italia.

Nel contesto centrale del Paese si contano 485 medie imprese, ma la regione umbra rappresenta una quota rilevante e proporzionalmente superiore rispetto alla propria dimensione economica.

Non si tratta di una maggiore quantità di industria, ma di una maggiore concentrazione di imprese di fascia intermedia, che contribuiscono in modo decisivo alla struttura produttiva regionale.

Agroalimentare e filiere industriali in crescita

Uno dei comparti più significativi è quello agroalimentare, che comprende 13 medie imprese capaci di generare complessivamente 1,48 miliardi di euro di ricavi e 393 milioni di export, con oltre 1.400 addetti.

Questi numeri evidenziano una trasformazione importante: il settore non è più composto solo da piccole realtà locali, ma include imprese strutturate, con mercati internazionali e modelli organizzativi avanzati.

Anche altri sistemi territoriali contribuiscono al quadro regionale, con filiere produttive che combinano tradizione e competitività industriale.

Distretti produttivi tra export e mercato interno

Nel distretto Assisi-Umbertide, specializzato nel tessile e abbigliamento, oltre il 50% del fatturato proviene dall’export, per un totale di 111 milioni di euro su 211 milioni complessivi.

Diversa la situazione nel distretto cartotecnico di Città di Castello, dove l’export incide meno, fermandosi a circa il 9% del fatturato.

Due modelli industriali differenti che convivono nello stesso territorio, uno fortemente internazionale e l’altro più legato al mercato interno e nazionale.

Il ruolo strategico delle medie imprese in Italia

Secondo il rapporto, le medie imprese italiane hanno registrato una crescita occupazionale del 47,2% dal 1996 al 2024, a fronte di una contrazione nei grandi gruppi a controllo nazionale.

Questo dato conferma il ruolo sempre più centrale della media impresa come motore di occupazione, innovazione e stabilità economica nel sistema produttivo italiano.

Crescita economica e criticità del mercato del lavoro

Nonostante la solidità strutturale, il quadro congiunturale mostra segnali di rallentamento. Nel 2025 le medie imprese del Centro hanno registrato una crescita quasi nulla del fatturato e una contrazione dell’export.

La vera criticità riguarda però il mercato del lavoro, con difficoltà diffuse nel reperimento di competenze tecniche e specialistiche. Circa il 67% delle imprese segnala carenze di profili qualificati, mentre oltre il 77% ricorre a manodopera straniera.

Competenze e innovazione come fattori decisivi

Il rapporto evidenzia anche il legame tra formazione, innovazione e produttività. Le imprese che investono in tecnologie avanzate e aggiornamento del personale possono ottenere incrementi di produttività fino al 16,8%.

Senza formazione, invece, il beneficio scende al 5,1%, dimostrando come il capitale umano sia il vero fattore strategico per la crescita.

La capacità di attrarre e formare competenze diventa quindi la principale sfida per la competitività futura dell’Umbria e delle sue imprese.

Umbria tra forza industriale e nuove sfide

Il posizionamento dell’Umbria tra le regioni leader per incidenza delle medie imprese conferma un sistema produttivo più solido della sua dimensione.

Tuttavia, la crescita futura dipenderà sempre più dalla capacità di integrare innovazione tecnologica, formazione e filiere locali qualificate, per trasformare il vantaggio strutturale in sviluppo duraturo.

Redazione

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