Orvieto, i lavoratori delle Fabbricerie in piazza: “Riaprite il tavolo del contratto”

Flash mob davanti al Duomo per chiedere il rinnovo del contratto e aumenti salariali: โ€œLโ€™inflazione cresce, ma i nostri stipendi restano fermiโ€

Duomo di Orvieto

Continua la mobilitazione nazionale dei lavoratori delle Fabbricerie, con un nuovo flash mob organizzato davanti al Duomo di Orvieto dai dipendenti dellโ€™Opera del Duomo. Lโ€™iniziativa ha voluto accendere i riflettori su una vertenza che si trascina da quasi due anni, dopo la scadenza del contratto collettivo nazionale 2021-2023 e il fallimento della procedura di conciliazione con lโ€™associazione datoriale.

Con cartelli e volantini esposti ai turisti e ai passanti, i lavoratori hanno denunciato la mancata volontร  degli enti delle Fabbricerie di riconoscere un adeguato adeguamento salariale, a fronte di un aumento generalizzato del costo della vita. โ€œGli affitti aumentano, i beni alimentari aumentano, le bollette aumentano. Perfino i ricavi delle Fabbricerie aumentano. Solo i nostri stipendi restano fermiโ€, si legge in uno dei volantini esposti dai manifestanti.

Pitoni (Fp Cgil Terni): โ€œProposta insufficiente, servono aumenti veriโ€

A fare il punto sulla vertenza รจ Andrea Pitoni, segretario generale di Fp Cgil Terni, che respinge la proposta economica avanzata dalle controparti, pari a un aumento complessivo del 6,4% (5,2% iniziale piรน un ulteriore 1,2%). โ€œDopo due anni di trattativa โ€“ spiega Pitoni โ€“ riteniamo questa proposta del tutto insufficiente. Non solo non tutela il potere dโ€™acquisto fortemente eroso dallโ€™inflazione, ma non rispetta quanto previsto dalla clausola contrattuale per il recupero dello scostamento nel triennio precedenteโ€.

Il sindacato ribadisce che la piattaforma unitaria, approvata nelle assemblee di ottobre, chiede un aumento coerente con lโ€™aumento del costo della vita, non solo simbolico. โ€œLโ€™Associazione nazionale delle Fabbricerie deve tornare al tavolo con una proposta seria e concretaโ€, incalza il segretario.

Lavoratori in prima linea per la cultura, stipendi ancora al palo

I dipendenti delle Fabbricerie โ€“ enti che gestiscono e tutelano alcuni dei monumenti piรน importanti dโ€™Italia โ€“ sono i primi garanti dellโ€™accesso e della valorizzazione del patrimonio artistico e religioso. Tuttavia, lamentano, il loro ruolo viene sottovalutato quando si tratta di diritti contrattuali. โ€œNon chiediamo privilegi โ€“ affermano i lavoratori โ€“ ma un giusto contratto, in linea con lโ€™impegno che garantiamo ogni giorno per tenere aperti e curare monumenti patrimonio dellโ€™umanitร โ€.

La protesta continua

Dopo Orvieto, sono attese nuove iniziative di mobilitazione nei prossimi giorni anche in altre cittร  italiane, dove le Fabbricerie operano. Fp Cgil, insieme alle altre sigle sindacali, torna a chiedere con forza la riapertura del negoziato e il riconoscimento di aumenti salariali adeguati. โ€œBasta risposte elusive โ€“ conclude Pitoni โ€“ Servono aumenti tabellari reali, non solo per guardare al futuro, ma per recuperare quanto perso nel passatoโ€.

Le Fabbricerie sono enti laici, spesso storici, che gestiscono il patrimonio ecclesiastico-artistico di cattedrali e chiese monumentali. Tra i lavoratori coinvolti figurano custodi, addetti allโ€™accoglienza, guide, tecnici, restauratori e personale amministrativo. Nonostante il ruolo strategico nella valorizzazione turistica e culturale, la categoria resta ai margini del dibattito pubblico e con scarse tutele contrattuali.

Redazione

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