Consiglio Europeo, la Premier Meloni al Senato: le priorità dell’Italia

In vista del vertice del Consiglio UE di domani e dopodomani, 15 e 16 ottobre, la Presidente del Consiglio interviene illustrando le posizioni Italiane su competitività, caro energia, Ucraina, Medio Oriente, bilancio europeo, sicurezza e immigrazione. Meloni: "ovunque si decida il loro futuro, l’Italia c’è per farsi sentire"

Giorgia Meloni ha illustrato al Senato della Repubblica le priorità che il Governo italiano intende portare al Consiglio Europeo di oggi e domani, 15 e 16 ottobre, affrontando le principali questioni economiche, politiche e internazionali che interessano l’Unione Europea.

Dalla competitività delle imprese al costo dell’energia, dalla guerra in Ucraina alla situazione in Medio Oriente, fino alla sicurezza, al bilancio comunitario e alla gestione dei flussi migratori, la Presidente del Consiglio ha delineato la posizione italiana sui dossier al centro del vertice.

Nel suo intervento, Meloni ha sottolineato come le tensioni geopolitiche, l’instabilità internazionale e la crescente competizione economica incidano direttamente sulla vita dei cittadini e sulle prospettive delle imprese europee.

La Premier ha richiamato la necessità di una partecipazione attiva dell’Italia alle decisioni europee, spiegando che la tutela degli interessi nazionali passa anche attraverso il contributo alle scelte comuni.

Competitività e costo dell’energia al centro del confronto europeo

Uno dei primi argomenti affrontati da Meloni è stato quello della competitività economica. Il Consiglio Europeo esaminerà l’attuazione dell’agenda “One Europe, One Market”, con particolare attenzione al rafforzamento del mercato unico, alla semplificazione normativa e alla riduzione degli oneri amministrativi.

Secondo la Presidente del Consiglio, tuttavia, il principale problema per il sistema produttivo europeo resta il prezzo dell’energia, che continua a incidere sulla capacità delle imprese di confrontarsi con i concorrenti internazionali.

Meloni ha ribadito la necessità di conciliare gli obiettivi ambientali con la salvaguardia della produzione industriale, affermando: “La decarbonizzazione non può essere deindustrializzazione, a maggior ragione nell’attuale quadro geopolitico.”

La Premier ha ricordato che le tensioni sulle rotte commerciali e sulle catene di approvvigionamento determinano conseguenze sui prezzi dell’energia, sui trasporti e sui costi sostenuti da famiglie e imprese.

In questo contesto, l’Italia ha promosso un confronto con altri Governi europei sulle priorità rappresentate da energia, semplificazione e commercio internazionale. Insieme al Cancelliere tedesco e al Primo Ministro belga, Meloni ha inviato a Bruxelles tre proposte riguardanti procedure prioritarie per i progetti strategici, contenimento della burocrazia e riduzione degli obblighi di rendicontazione, soprattutto per le piccole e medie imprese.

Sistema ETS e Decreto Bollette, le richieste del Governo

Sul fronte energetico, la Premier Meloni ha illustrato le iniziative presentate dall’Italia insieme alla Repubblica Ceca per intervenire sul sistema europeo ETS, che disciplina lo scambio delle quote di emissione di CO2.

La Presidente del Consiglio ha evidenziato come il prezzo dei permessi di emissione influisca sui costi produttivi di settori quali acciaio, carta, cemento e ceramica, con conseguenze sui prezzi finali dei prodotti.

Per questo motivo, il Governo italiano ha avanzato proposte per modificare il funzionamento del sistema e ha chiesto un ulteriore rinvio dell’ETS2, previsto dal 2028.

Un altro punto riguarda il meccanismo di formazione del prezzo dell’elettricità, influenzato dal costo dell’ultima centrale chiamata a produrre energia, spesso alimentata a gas.

Meloni ha spiegato che il confronto tecnico con la Commissione Europea sul Decreto Bollette sta procedendo verso una soluzione che consentirebbe di ridurre l’incidenza del costo della generazione a gas sul prezzo complessivo dell’elettricità.

La Presidente del Consiglio ha chiarito l’obiettivo dell’azione del Governo: “Non una riga in più nelle conclusioni di un vertice, ma una bolletta più leggera per una famiglia, un costo in meno per un’impresa.”

La Premier ha inoltre riferito dell’intenzione annunciata dalla Commissione europea di rinviare di un anno l’entrata in vigore del regolamento sul metano, dopo le richieste italiane di sospendere temporaneamente alcuni obblighi previsti per gli importatori.

Regole fiscali europee e risorse per energia e sicurezza

Nel corso delle comunicazioni, la Meloni ha affrontato anche la questione della flessibilità delle regole fiscali europee, richiamando le richieste avanzate alla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

L’Italia ha chiesto che lo shock energetico e inflazionistico venga considerato nel calcolo della spesa consentita dalle regole europee e che gli Stati possano utilizzare almeno parte delle maggiori entrate IVA generate dall’aumento dei prezzi per finanziare interventi temporanei destinati a famiglie e imprese.

Sul fronte della sicurezza, la Presidente del Consiglio ha spiegato che l’Italia ha scelto di utilizzare l’1,2% del PIL rispetto al margine massimo dell’1,5% previsto dalla clausola di salvaguardia nazionale.

Le risorse saranno ripartite in parti uguali: lo 0,6% per contrastare il caro energia, pari a circa 14 miliardi di euro destinati a famiglie vulnerabili e imprese energivore, e lo 0,6% per difesa e sicurezza.

Meloni ha precisato che si tratta di margini di spesa aggiuntivi consentiti dalle regole europee, non di risorse sottratte ad altri servizi pubblici.

Ucraina, confermato il sostegno a Kiev

La guerra in Ucraina rappresenterà un altro tema centrale del Consiglio europeo, che prevede in apertura un confronto con il Presidente Volodymyr Zelensky.

Meloni ha espresso preoccupazione per gli attacchi russi contro la popolazione civile e le infrastrutture energetiche ucraine, ribadendo la continuità della posizione italiana.

“Sostegno a Kiev, con particolare attenzione alla popolazione civile, pressione su Mosca e unità euro-atlantica rimangono i pilastri della nostra azione.”

La Presidente del Consiglio ha sostenuto che il mantenimento della capacità di difesa ucraina sia necessario per favorire l’avvio di negoziati, ribadendo la propria posizione sul rapporto tra sostegno militare e ricerca della pace.

Meloni ha inoltre espresso forti riserve sull’intesa relativa al gasolio russo annunciata dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, indicando il rischio di nuove entrate per Mosca e di un indebolimento della pressione sanzionatoria.

Diversa, secondo la Premier, è la prospettiva di una tregua sugli impianti energetici, che l’Italia sostiene.

Sul piano diplomatico, Meloni ha chiesto una maggiore partecipazione dell’Unione europea agli eventuali negoziati, proponendo l’individuazione di una figura autorevole incaricata di rappresentare i Ventisette oppure soluzioni alternative sostenute da un mandato comune.

Minacce ibride e protezione delle infrastrutture europee

Il Consiglio Europeo affronterà anche l’aumento delle minacce ibride, con particolare riferimento agli attacchi informatici, alle violazioni dello spazio aereo attraverso droni, ai danneggiamenti delle infrastrutture e alle campagne di disinformazione.

La Premier Meloni ha sottolineato che la sicurezza europea riguarda anche la capacità di proteggere le infrastrutture essenziali e garantire la continuità dei servizi:

“Difendersi oggi non significa soltanto avere carri armati.”

Tra le priorità italiane figurano la protezione delle reti energetiche, dei cavi sottomarini, dei porti e degli aeroporti, insieme al rafforzamento dei sistemi anti-drone e antimissile.

La Presidente del Consiglio ha inoltre ribadito che la sicurezza dell’Unione deve riguardare tanto il fianco orientale quanto quello meridionale.

Medio Oriente, Gaza e sicurezza delle rotte commerciali

Un’ampia parte dell’intervento è stata dedicata alla situazione in Medio Oriente.

Meloni ha ricordato l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e ha ribadito l’importanza della sicurezza di Israele, sottolineando al tempo stesso la necessità di mantenere aperto il dialogo diplomatico.

La Premier ha espresso preoccupazione per la presenza israeliana nel sud del Libano, in Siria e a Gaza, oltre che per la situazione in Cisgiordania.

In particolare, ha richiamato la posizione condivisa con Francia, Germania, Regno Unito e altri partner europei sull’illegalità degli insediamenti israeliani in Cisgiordania.

Tra le iniziative che Meloni intende proporre figurano il trasferimento all’Autorità palestinese delle entrate fiscali trattenute da Israele e il congelamento dell’insediamento E1.

Per Gaza, la Presidente del Consiglio ha chiesto un aumento rapido degli aiuti umanitari e un’iniziativa politica per verificare la disponibilità di Hamas a deporre le armi.

Sul Libano, ha confermato la disponibilità italiana a ospitare nuovi negoziati e a sostenere, insieme alla Francia, un’iniziativa per la fase successiva alla missione UNIFIL.

Il confronto europeo riguarderà anche l‘Iran e il Golfo, con particolare attenzione alla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e a Bab el-Mandeb.

Meloni ha proposto di rafforzare l’Operazione Aspides nel Mar Rosso e ha richiamato l’importanza di diversificare i collegamenti commerciali ed energetici tra Europa, Golfo e Asia, anche attraverso il corridoio IMEC.

Bilancio “Europeo 2028-2034, la difesa di agricoltura e coesione

Un altro tema centrale del vertice sarà il negoziato sul Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea per il periodo 2028-2034.

Meloni ha riferito che la proposta presentata dalla Presidenza irlandese prevede un bilancio di circa 1.622 miliardi di euro a prezzi costanti, con una riduzione di 108 miliardi rispetto alla proposta di giugno e di oltre 140 miliardi rispetto a quella originaria della Commissione.

La Presidente del Consiglio ha ribadito la necessità di preservare le risorse destinate alla Politica agricola comune, alla pesca e alla coesione territoriale.

“L’Italia non accetterà un bilancio che ridimensioni la Politica Agricola Comune, la Pesca e la Coesione.”

La Premier ha inoltre richiamato l’attenzione sui criteri di distribuzione dei fondi europei, sugli sconti contributivi riconosciuti ad alcuni Stati membri e sulle modalità di finanziamento delle nuove priorità dell’Unione.

L’Italia, secondo quanto illustrato, mantiene riserve sulle nuove risorse proprie proposte dalla Commissione e sostiene la necessità di evitare ulteriori imposte a carico di cittadini e imprese.

Meloni ha anche indicato la possibilità di valutare un rimborso più graduale del debito contratto attraverso Next Generation EU.

Allargamento europeo, attenzione a Montenegro e Albania

Nel corso delle comunicazioni è stato affrontato anche il tema dell’allargamento dell’Unione europea.

Meloni ha confermato il sostegno italiano a un processo fondato sul merito e sulla responsabilità reciproca tra istituzioni europee e Paesi candidati.

La Presidente del Consiglio ha indicato come priorità nel breve periodo l’avanzamento dei percorsi di adesione di Montenegro e Albania, sottolineando l’importanza di riconoscere i progressi compiuti attraverso le riforme.

Immigrazione, controlli alle frontiere e rimpatri

La gestione dei flussi migratori sarà un ulteriore argomento del Consiglio europeo.

La Presidente Meloni ha richiamato i dati di Frontex, secondo i quali gli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’Unione si sono più che dimezzati in due anni, con un ulteriore calo del 35% nei primi otto mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La Premier ha ricordato anche la decisione italiana di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne aeree e marittime con la Spagna, dopo gli eventi verificatisi a Ceuta.

Sul tema, ha richiamato le disposizioni del Codice Schengen che consentono controlli temporanei per ragioni di ordine pubblico o sicurezza.

Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento della protezione delle frontiere esterne, il contrasto alle reti dei trafficanti, l’aumento dei rimpatri e la collaborazione con i Paesi di origine e transito.

L Premier Meloni ha riferito che, attraverso la cooperazione con l’Organizzazione internazionale per le migrazioni e con Algeria, Libia e Tunisia, circa 65 mila migranti sono tornati volontariamente nei Paesi d’origine negli ultimi due anni, prima di tentare l’attraversamento del Mediterraneo.

La Presidente del Consiglio ha inoltre confermato l’attenzione verso i centri in Albania e i cosiddetti return hubs nei Paesi terzi, chiedendo che il prossimo bilancio europeo preveda risorse anche per l’attuazione di queste iniziative.

Le conclusioni della Premier Meloni in vista del vertice

Nella parte finale dell’intervento, la Presidente del Consiglio ha richiamato la necessità di un’Europa capace di rispondere ai cambiamenti internazionali, conciliando competitività, sicurezza, politiche industriali e cooperazione tra gli Stati membri.

Meloni ha ribadito la volontà del Governo di sostenere un’Unione che sappia intervenire sulle grandi questioni comuni, rispettando al tempo stesso il ruolo delle singole Nazioni.

La Premier ha concluso riaffermando l’impegno italiano a partecipare alle decisioni europee e a rappresentare gli interessi nazionali nei negoziati di Bruxelles:

“E a loro voglio dire che, ovunque si decida il loro futuro, l’Italia c’è per farsi sentire.”

Il Testo integrale dell’Intervento della Premier Meloni al Senato, dal sito della Presidenza del Consiglio – Governo Italiano
Foto e Video: Presidenza del Consiglio – Governo Italiano
Redazione

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