Negli ultimi anni, l’innovazione tecnologica ha dato vita a una nuova generazione di dispositivi progettati per affiancare i professionisti in ambito tecnico-scientifico con strumenti pratici, leggeri e altamente specializzati. Ma c’è ancora un’ultima sfida da affrontare: rendere queste tecnologie veramente accessibili, trasferendole dai centri di ricerca alla pratica quotidiana.
«È per colmare questa lacuna che è stata fondata Cerebro®: siamo nati nel 2018 come start-up innovativa nel campo delle neuroscienze. In un certo senso abbiamo anticipato i tempi, sicuramente siamo stati tra le prime realtà italiane a muoverci in questa direzione», racconta Federica Peci, fondatrice e CEO di Cerebro® con sede a Milano, e una lunga esperienza clinica alle spalle.
«Io e il mio team, arrivando da una formazione sanitaria, quindi da tutto ciò che riguarda la riabilitazione cognitiva dei pazienti affetti da patologie neurologiche acquisite, eravamo stanchi di vedere persone che miglioravano solo in parte. Da clinici ci rendevamo conto che i trattamenti tradizionali portavano a un risultato dell’80%, ma quel 20% che restava fuori non era irrilevante: significava autonomia persa, qualità della vita compromessa, frustrazione. Siamo partiti da lì – continua Peci -. Ci siamo chiesti: cos’è quel qualcosa che manca? Nel nostro ambito, strumenti davvero efficaci per la riabilitazione neurologica non esistevano o erano poco conosciuti, così abbiamo deciso di fare un po’ da “apripista”. Non abbiamo inventato da zero: siamo partiti da tecnologie già esistenti all’estero, come campi magnetici, elettrici e luce nel vicino infrarosso, e le abbiamo rese fruibili anche in Italia, integrandole in dispositivi progettati per un impiego professionale negli studi e nelle cliniche. Non un privilegio per pochi, ma un’opportunità per tutti».
Da queste premesse è nato lo sviluppo di tre dispositivi elettromedicali: «Parliamo di strumenti ad alto impatto tecnologico, non invasivi, scientificamente validati e certificati CE. Sono indossabili, brevettati, realizzati interamente in Italia con materiali riciclati e progettati per un utilizzo pratico. L’obiettivo è supportare i professionisti sanitari nel trattamento dei pazienti con patologie del sistema nervoso centrale, rendendo la tecnologia finalmente accessibile».
I dispositivi Cerebro® diventano così un alleato concreto e prezioso: «Il primo device è il nostro brevetto italiano per eccellenza: si chiama NIR Cerebro® Infrared. È un casco indossabile che utilizza la luce nel vicino infrarosso a 810 nanometri e sfrutta la fotobiomodulazione per stimolare il metabolismo delle cellule neuronali corticali. Lavora su tutto l’aspetto infiammatorio centrale, quindi copre gran parte delle patologie neurologiche. È indolore e non invasivo: la luce ricorda quella del sole e questo lo rende molto apprezzato dai pazienti. Lo usiamo in casi di Alzheimer, Parkinson, ictus, depressione».
Il secondo device, fTMS™, è un dispositivo di stimolazione magnetica transcranica statica: «Lavora sugli emisferi cerebrali, riequilibrando gli scambi elettrici tra le aree danneggiate e quelle sane. Lo utilizziamo per il potenziamento cognitivo, quindi per migliorare memoria, attenzione, concentrazione, ma anche in ambito neuroriabilitativo, ad esempio dopo un ictus».
Infine, la terza apparecchiatura è la fTMS™ Plus che combina stimolazione elettrica a bassa intensità e campo magnetico. È stampata in 3D con materiali riciclati, non ha bisogno di corrente elettrica per funzionare e lavora sulla comunicazione tra aree cerebrali. È utile sia nel potenziamento cognitivo, memoria, linguaggio, abilità visuo-spaziali, sia nella neuroriabilitazione di disturbi cognitivi e motori.
Gli obiettivi di Cerebro® sono chiari, ma in divenire: rendere le tecnologie sempre più accessibili e costruire una rete di professionisti formati, con almeno un centro per ogni regione italiana per consentire ai pazienti di proseguire i trattamenti anche quando si spostano da un luogo all’altro.
«Oggi questa rete è una realtà – conclude Peci -: già 15 strutture private italiane utilizzano le nostre tecnologie e partecipano attivamente alla ricerca clinica. I professionisti coinvolti si conoscono, condividono protocolli comuni e si aggiornano ogni anno presso la nostra sede centrale. Il prossimo passo è ampliare questa comunità, offrendo formazione anche a chi non conosce ancora le potenzialità di queste apparecchiature».
Da questo concetto di collaborazione è nata la Scuola di Neuroscienze, che organizza corsi e master accreditati ECM rivolti a tutte le professioni sanitarie. Non mancano poi i riconoscimenti: premi prestigiosi come Genio & Impresa e la partecipazione a fiere internazionali in Europa, Stati Uniti e Medio Oriente. Ma il cuore resta in Italia.
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