Il sistema culturale trentino ha superato i 57 milioni di euro di investimenti nel 2025 per sostenere la tutela dei beni culturali, le attività artistiche, i musei, le biblioteche e la formazione. Il dato emerge dal report annuale dell’Unità di missione strategica per i beni e le attività culturali della Provincia autonoma di Trento, presentato nella Sala Belli del palazzo della Provincia alla presenza dell’assessore provinciale all’Istruzione, cultura, giovani e pari opportunità Francesca Gerosa, del dirigente generale dell’Unità di missione Paolo Fontana, della dirigente del Servizio tecnico Soprintendenza per i beni culturali Angiola Turella e della dirigente del Servizio attività e produzione culturale Alessandra Schiavuzzi.
Crescono le risorse per cultura e patrimonio
La Provincia autonoma di Trento ha incrementato gli investimenti nel settore culturale rispetto al 2024, portando le risorse disponibili nel 2025 a oltre 57 milioni di euro. Per il 2026 è previsto un ulteriore aumento, con finanziamenti complessivi superiori ai 59 milioni di euro.
L’assessore Francesca Gerosa ha sottolineato il valore della trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche e l’importanza di rendere visibile ai cittadini il lavoro svolto per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale.
Secondo Gerosa, il 2025 è stato un anno caratterizzato da importanti riassetti organizzativi, nuove scoperte, rafforzamento delle politiche di sostegno e dall’approvazione delle nuove Linee guida per le politiche culturali della Provincia. Tra le iniziative realizzate anche la prima edizione del progetto di sistema culturale Combinazioni, sviluppato insieme a tredici soggetti.
La tutela dei beni culturali tra restauri e nuove scoperte
L’Unità di missione strategica per i beni e le attività culturali svolge un ruolo centrale nella tutela, valorizzazione e trasmissione del patrimonio del territorio.
Nel 2025 la Soprintendenza per i beni culturali ha concesso oltre 4,1 milioni di euro di contributi a enti, parrocchie e privati per interventi di salvaguardia del patrimonio storico e architettonico.
A questi si sono aggiunti circa 5,1 milioni di euro destinati a investimenti, restauri, manutenzioni, acquisti e fondi PNRR, oltre alla gestione di quasi 2.360 procedimenti.
Tra gli interventi segnalati figurano il recupero della stazione ferroviaria di Trento in vista delle Olimpiadi invernali 2026, lo studio per il recupero di Villa Angerer ad Arco, l’acquisizione della Pala d’altare di Francesco Verla del 1517, rientrata dall’estero alla fine del 2025, e le ricerche archeologiche legate alla necropoli di via Santa Croce a Trento.
Quest’ultimo ritrovamento ha portato alla luce 270 tombe ed è stato inserito tra le sette scoperte archeologiche più importanti dell’anno da Il Giornale dell’Arte.
Cresce la partecipazione ai siti archeologici
Il patrimonio culturale trentino registra anche un importante livello di fruizione da parte dei visitatori. Tra i siti archeologici provinciali, il S.A.S.S. di Trento ha raggiunto 27.878 visitatori, mentre la Villa romana di Orfeo ha registrato 18.924 presenze.
La dirigente Angiola Turella ha evidenziato come la tutela del patrimonio non riguardi soltanto conservazione e restauro, ma anche ricerca scientifica, studi e attività capaci di rendere i beni culturali parte della vita quotidiana delle comunità.
Oltre 48 milioni per attività culturali, musei e formazione
Il report ha analizzato anche il settore delle attività culturali, che nel 2025 ha ricevuto oltre 48,6 milioni di euro per sostenere musei, enti strumentali, scuole musicali, biblioteche, produzioni cinematografiche e residenze artistiche.
Le risorse sono aumentate rispetto al 2024, quando il finanziamento complessivo era pari a 45,4 milioni di euro.
Una quota significativa, circa 23 milioni di euro, è stata destinata ai musei provinciali e agli enti strumentali, tra cui MUSE, Mart, METS, Museo del Buonconsiglio, Fondazione Museo Storico e Fondazione Guetti.
Sono stati inoltre destinati circa 6 milioni di euro al Centro Servizi Culturali Santa Chiara e altrettanti alle scuole musicali per la formazione di base. La Trentino Film Commission ha ricevuto assegnazioni superiori a 2,8 milioni di euro, confermando il ruolo del settore audiovisivo nel sistema delle industrie culturali creative.
Un sistema culturale diffuso sul territorio
Il modello culturale trentino si caratterizza per una presenza capillare di realtà grandi e piccole distribuite sul territorio. Le nuove Linee guida individuano sei ambiti principali: sistema museale, bibliotecario, formazione musicale, spettacolo dal vivo e cinema, archivi documentali e digitali, patrimonio culturale.
Nel 2025 il territorio contava 99 compagnie filodrammatiche, 13 scuole musicali, 83 corpi bandistici, 197 cori, oltre 90 musei, 9 ecomusei e 27 scuole di danza.
Anche il Sistema bibliotecario trentino rappresenta un presidio diffuso, con 165 sedi complessive tra biblioteche di pubblica lettura, punti di lettura, biblioteche specialistiche e scolastiche.
Nel corso dell’anno sono stati registrati 1.362.819 prestiti bibliotecari, ai quali si aggiunge circa un milione di consultazioni attraverso MLOL, Media Library Online, la piattaforma di prestito digitale con 35.553 iscritti.
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