Pagamenti imprese, Trentino-Alto Adige quinto in Italia per puntualità

Nel secondo trimestre 2026 il 44,3% delle transazioni commerciali viene saldato entro la scadenza. La Cgia segnala però un calo generale della puntualità delle aziende

Il Trentino-Alto Adige si posiziona al quinto posto in Italia per puntualità nei pagamenti tra imprese private. Nel secondo trimestre del 2026, secondo l’analisi della Cgia, il 44,3% delle transazioni commerciali è stato saldato entro i termini previsti. Un risultato superiore alla media nazionale, ferma al 42%, ma inserito in un quadro generale di peggioramento dei comportamenti di pagamento delle aziende. A livello italiano, infatti, i pagamenti puntuali sono diminuiti di due punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2025.

Trentino-Alto Adige tra le regioni più puntuali

L’analisi della Cgia evidenzia una buona posizione del Trentino-Alto Adige nella classifica nazionale sulla regolarità dei pagamenti tra imprese private.

Con il 44,3% di transazioni saldate alla scadenza prevista, il territorio si colloca al quinto posto in Italia. Davanti si trovano:

  • Lombardia, con il 51,6%;
  • Emilia-Romagna, con il 51,2%;
  • Veneto, con il 51%;
  • Marche, con il 49,7%.

Il dato regionale supera quindi la media italiana, ma risente comunque della tendenza generale registrata nel sistema economico.

In Italia diminuiscono i pagamenti puntuali

Nel complesso nazionale, infatti, solo il 42% delle transazioni tra imprese viene pagato entro la scadenza concordata. Il valore rappresenta un calo di due punti percentuali rispetto al secondo trimestre del 2025, segnalando un peggioramento nei tempi di pagamento delle aziende.

Secondo la Cgia, le difficoltà riguardano in particolare i rapporti tra imprese di diversa dimensione, con una maggiore pressione sui fornitori più piccoli.

Le grandi aziende rispettano meno le scadenze

I dati mostrano differenze significative in base alla dimensione delle imprese. A rispettare maggiormente i tempi di pagamento sono soprattutto le realtà più piccole:

  • le microimprese saldano puntualmente nel 42,7% dei casi;
  • le piccole imprese nel 41,8%;
  • le medie imprese nel 35,7%;
  • le grandi aziende soltanto nel 21%.

Secondo la Cgia, la dilazione dei pagamenti viene spesso utilizzata dai committenti economicamente più forti come una forma di finanziamento indiretto, trasferendo sui fornitori più piccoli la necessità di ricorrere a strumenti come credito bancario o factoring.

Costruzioni e servizi tra i settori più in difficoltà

Tra i comparti maggiormente interessati dai ritardi nei pagamenti figurano alcuni settori caratterizzati da una forte presenza di piccole imprese. Le maggiori criticità vengono segnalate per:

  • costruzioni;
  • grande distribuzione;
  • bar e ristoranti;
  • servizi alla persona.

In questi ambiti, i tempi di incasso possono incidere sulla liquidità aziendale e sulla capacità delle imprese di sostenere i costi ordinari.

Pagamenti della Pubblica amministrazione più rapidi

Diverso il quadro relativo alla Pubblica amministrazione. Secondo i dati analizzati dalla Cgia, nel 2025 il tempo medio nazionale di pagamento dopo la ricezione della fattura è sceso a 27,2 giorni, rispetto ai 29,9 giorni del 2024.

Il dato indica un miglioramento nella velocità di pagamento della PA rispetto all’anno precedente.

Il debito commerciale della PA resta elevato

Nonostante la riduzione dei tempi medi, rimane elevato il valore complessivo dei debiti commerciali accumulati dalla Pubblica amministrazione italiana.

Nel 2025 lo stock dei debiti commerciali correnti ha raggiunto 64,2 miliardi di euro, pari al 2,8% del Pil.

Secondo la Cgia, si tratta dell’incidenza più alta tra i 27 Paesi dell’Unione europea, dove la media si attesta all’1,6% del Pil.

 

Redazione

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