Il patrimonio culturale ed enogastronomico dellโentroterra italiano rappresenta un grande valore aggiunto per lo sviluppo del cosiddetto turismo lento che, negli ultimi anni, รจ sempre piรน valorizzato da amministrazioni locali e associazioni desiderose di aprirsi a un pubblico amante dei gusti genuini e della scoperta dellโItalia piรน vera. Il fenomeno dello slow tourism diventa cosรฌ leva economica per trasformare una visita di poche ore in unโoccasione per conoscere il territorio, utilizzare i suoi servizi e prolungare la permanenza. A Borutta, nel Meilogu, regione storica della Sardegna, questo percorso si รจ sviluppato grazie alla Bastida di Sorres, rievocazione medievale che dal 17 al 20 settembre tornerร sul colle di San Pietro di Sorres per la sua XIV edizione.
Il rapporto tra le dimensioni del paese e quelle raggiunte dalla manifestazione restituisce bene la portata del fenomeno. Borutta conta meno di 300 abitanti, mentre nelle edizioni di maggiore richiamo la Bastida ha registrato circa 15 mila presenze, attirando visitatori da diverse parti dellโisola, producendo ricadute anche sui centri vicini. Alla base del progetto, lโintuizione di Renzo Solinas, vicesindaco e assessore del Comune di Borutta, ideatore della manifestazione e negli anni tra i principali motori organizzativi dellโevento. Accanto a lui, il sindaco Silvano Arru e lโamministrazione comunale hanno accompagnato la crescita della Bastida, insieme allโAssociazione Bastida di Sorres, con lโobiettivo di trasformare la rievocazione in uno strumento piรน ampio di promozione del paese e del Meilogu.
Bastida di Sorres prende spunto dallo scontro medievale del 1334, quando i Doria tentarono di riprendere la fortezza di Sorres, passata sotto il controllo aragonese. Proprio da quellโepisodio รจ stata costruita una riproposizione della battaglia, degli ambienti, dei mestieri e della vita quotidiana del Medioevo sardo. Nel tempo, la manifestazione ha superato i confini della semplice rievocazione: chi arriva a Sorres puรฒ visitare la chiesa di San Pietro, il Museo archeologico, la biblioteca monastica, la Grotta Ulร ri, partecipare a trekking archeologici e fermarsi nella Foresteria del noto monastero. Al sistema di accoglienza si aggiungono il Birrificio di Sorres, il Beer Garden, i percorsi gastronomici, le produzioni locali e le attivitร rivolte a famiglie e visitatori.
A celebrare lโimportanza della manifestazione, nel 2023 arriva un riconoscimento istituzionale di rilievo, con la Bastida inserita tra le rievocazioni storiche di impatto nazionale nellโambito della mappatura promossa dallโIstituto Centrale per il Patrimonio Immateriale. Il riconoscimento รจ stato motivato grazie alla longevitร della manifestazione, al rapporto con la comunitร e alla capacitร di trasmettere la storia locale alle nuove generazioni. Lโedizione 2026 sarร ancora piรน suggestiva grazie ad alcune novitร come โMedioevo in veste โ Trame di storia e regine di Sardegna allโombra di San Pietro di Sorresโ, mostra dedicata a Elena di Gallura, Benedetta di Massa e Adelasia di Torres. Restano poi gli appuntamenti che hanno costruito lโidentitร della Bastida: accampamenti, antichi mestieri, arcieri, danze storiche, falconeria, Quintana Medioevale e Presa della Fortezza, con le due principali rappresentazioni previste sabato 19 settembre alle 19 e domenica 20 settembre alle 12.
Nel rapporto tra evento e territorio lโesperienza di Borutta assume una dimensione piรน ampia, con la Bastida capace di attrarre migliaia di persone in uno dei comuni piรน piccoli della Sardegna, mettendo in relazione patrimonio culturale, ospitalitร , ristorazione, produzioni locali e attivitร esperienziali. Una manifestazione nata dalla memoria storica che, attraverso il lavoro dellโamministrazione, delle associazioni e della comunitร , รจ diventata anche uno strumento di promozione di una regione storica della Sardegna come il Meilogu.
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