Spazio e underwater, il Friuli Venezia Giulia punta sull’innovazione

A Trieste gli Stati generali dello spazio fanno il punto sulle nuove frontiere tecnologiche. Rosolen: “Creare filiere industriali tra ricerca, imprese e istituzioni”

Il Friuli Venezia Giulia punta sui settori dello spazio e dell’underwater come nuove frontiere di sviluppo tecnologico e industriale. A Trieste, durante la tappa degli Stati generali dello spazio promossi dall’Intergruppo parlamentare per la space economy, l’assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen ha evidenziato il ruolo della regione nella costruzione di nuove filiere innovative. Al centro del confronto il collegamento tra settore navale, nautico, aerospaziale, ambienti sottomarini e potenzialità energetiche.

Trieste ospita il confronto sulla space economy

La tappa triestina degli Stati generali dello spazio ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo della ricerca e dell’industria per discutere delle prospettive legate all’economia dello spazio e alle tecnologie innovative.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di coinvolgere in modo strutturato tutti gli attori dell’ecosistema spaziale italiano: istituzioni, imprese, università, centri di ricerca, investitori, startup, pubbliche amministrazioni e associazioni di categoria.

Il percorso punta a favorire il confronto, individuare priorità condivise e sviluppare proposte operative a sostegno delle politiche nazionali dedicate al settore spaziale.

Rosolen: “Spazio e underwater nuove frontiere di sviluppo”

Durante l’incontro, l’assessore regionale Alessia Rosolen ha sottolineato l’importanza della scelta del Friuli Venezia Giulia come sede del confronto dedicato a spazio e underwater.

“Siamo particolarmente orgogliosi che l’Intergruppo parlamentare per la space economy abbia scelto il Friuli Venezia Giulia per discutere di spazio e underwater”, ha dichiarato Rosolen.

Secondo l’assessore, la regione sta investendo su questi ambiti puntando sulle connessioni tra diversi comparti tecnologici.

Il collegamento tra navale nautico, aerospaziale, ambienti sottomarini e potenzialità energetiche viene indicato come un elemento strategico per rafforzare il ruolo del territorio.

Il ruolo del cluster Mare Tc Fvg

Uno degli strumenti individuati dalla Regione per favorire lo sviluppo del settore è il cluster Mare Tc Fvg. La struttura ha il compito di mettere in relazione imprese, centri di ricerca e istituzioni, favorendo collaborazioni e progetti ad alto contenuto tecnologico.

Secondo Rosolen, creare connessioni tra competenze diverse è necessario per affrontare ambiti caratterizzati da forte innovazione e multidisciplinarietà.

La collaborazione con il Polo nazionale della subacquea

Nel corso dell’intervento, Rosolen ha ricordato anche la collaborazione strutturale del Friuli Venezia Giulia con il Polo nazionale della subacquea. “Siamo inoltre l’unica regione italiana ad avere una collaborazione strutturale con il Polo nazionale della subacquea”, ha evidenziato l’assessore.

Secondo la Regione, i settori dello spazio e dell’underwater rappresentano ambiti di sviluppo internazionale nei quali è necessario rafforzare il collegamento tra ricerca, innovazione e sistemi produttivi.

Nuove filiere industriali con imprese e ricerca

L’obiettivo indicato dalla Regione è la creazione di nuove filiere industriali capaci di sviluppare competenze e tecnologie per il futuro. Il percorso viene portato avanti anche attraverso la collaborazione con realtà private come Fincantieri e Leonardo, insieme ad altre aziende e soggetti impegnati nei settori dell’innovazione.

L’intenzione è favorire una maggiore integrazione tra competenze industriali, ricerca scientifica e applicazioni tecnologiche.

La necessità di un quadro normativo organico

Nel suo intervento Rosolen ha richiamato anche il tema della regolamentazione delle infrastrutture strategiche. Secondo l’assessore, in un contesto caratterizzato da multidisciplinarietà e rapidi cambiamenti tecnologici è necessario definire strumenti normativi capaci di affrontare la complessità.

L’obiettivo indicato è evitare una gestione separata delle infrastrutture strategiche e superare eventuali duplicazioni nella definizione delle regole.

Redazione

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