La comunicazione sulla sicurezza stradale, in Italia, si รจ a lungo fondata sull’immagine forte. Campagne televisive con scene d’incidente, fotografie cruente, slogan costruiti per impressionare. ร un linguaggio che produce attenzione immediata, ma il cui effetto, nell’osservazione di chi lavora sul campo, tende a esaurirsi nel giro di poche settimane. Negli ultimi anni si sta facendo strada un approccio diverso, che prova a sostituire la paura con la cultura e a usare i linguaggi dell’arte per parlare di strada a bambini, ragazzi e adulti.
Su questo terreno opera dal 2011 a Bari l’associazione aMichi Visaggi ODV, nata in memoria di Michele Visaggi, vittima di un incidente stradale nel 2010, e oggi guidata dal presidente Piero Visaggi e dal vicepresidente Francesco Visaggi, avvocato del Foro di Bari. Quindici anni di attivitร , oltre ottomila bambini e ragazzi incontrati nelle scuole pugliesi e in alcuni casi anche fuori regione, una scelta editoriale precisa: niente messaggi costruiti sullo shock, niente immagini di cronaca nera, sempre un linguaggio positivo.
ยซI messaggi costruiti sulla paura arrivano forte ma durano pocoยป, spiega Francesco Visaggi. ยซConcentrarsi sugli effetti dell’incidente, mostrare immagini cruente, produce un’attenzione che svanisce in fretta. Abbiamo scelto un’altra strada: parlare di vita, di consapevolezza, di attenzione ai particolari. Un linguaggio positivo permane piรน a lungo nella memoria di chi ascolta, e su questo abbiamo costruito quindici anni di lavoroยป.
Il metodo: ragazzi protagonisti, non spettatori
La traduzione operativa di questo approccio รจ un metodo che, nelle classi, evita di trattare i ragazzi come destinatari passivi. Non si entra in aula per spiegare cosa fare, ma per chiedere agli studenti di proporre qualcosa: uno slogan, un jingle, un cartello frutto della loro fantasia, un piccolo gesto teatrale. Il risultato sono opere, segnali e performance che restano nei luoghi delle scuole e della cittร , e che gli studenti riconoscono come proprie. ยซDiventa un fatto di identitร ยป, osserva Visaggi. ยซQuando i ragazzi vedono quei materiali esposti, riconoscono il loro lavoro: il messaggio non รจ piรน calato dall’alto, รจ qualcosa che hanno contribuito a costruireยป.
Il format degli incontri รจ costruito intorno a una squadra che combina linguaggi e competenze diverse. ย Come, ad esempio, gli esercizi di teatro canzone, particolarmente efficaci con i piรน piccoli e frutto della grande esperienza del direttore artistico Davide Ceddia: il lessico della sicurezza stradale viene montato su un jingle che i bambini portano poi a casa, canticchiandolo in macchina con i genitori. Uno psicologo della mobilitร , il dott. Antonio Consiglio, รจ chiamato sui temi della percezione di sรฉ al volante, perchรฉ tendiamo tutti a sopravvalutare le proprie capacitร di reazione. La cooperativa Caps porta nelle classi un percorso sul tema delle sostanze psicotrope e delle dipendenze, accompagnato da piccoli simulatori collegati a un computer e da maschere dotate di lenti che riproducono l’effetto distorto di alcol e droghe sulla percezione. Da quest’anno il gruppo si รจ allargato a un ingegnere meccanico che porta nozioni di fisica e dinamica della frenata: spiega come cambiano le forze in gioco nella vettura quando si arriva troppo veloci su un ostacolo e perchรฉ bastano pochi secondi di reattivitร mancata per perdere il controllo del mezzo.
Le ยซPillole di sicurezzaยป e l’ironia come leva didattica
A questo si affianca un archivio di produzioni che l’associazione utilizza nelle proiezioni in aula: cortometraggi, showreel storici e una serie di video-interviste realizzate per le strade di Bari, le ยซPillole di sicurezzaยป, in cui i passanti vengono fermati e chiamati a rispondere a domande di cultura generale sul codice della strada. Ogni quanto si fa la revisione, qual รจ il limite di velocitร su un certo tipo di strada, come si percorre una rotatoria. Il montaggio ironico delle risposte diventa il pretesto per discutere con le classi del livello reale di conoscenza del codice, scherzando e mantenendo l’empatia ma fissando un’asticella didattica.
Un altro elemento del format รจ la testimonianza diretta di Visaggi, che parla ai ragazzi del peso dell’assenza di un fratello scomparso sulla strada, un passaggio che apre uno spazio di empatia molto profondo. ยซQuando cโรจ il momento della testimonianza, i ragazzi sono in silenzio, in ascoltoยป, osserva. ยซDa lรฌ traggo sempre una conclusione: i giovani d’oggi sono molto meglio di quello che si pensa, sono attenti, sono sensibili. Bisogna solo trovare la comunicazione giusta, al passo con i tempiยป.
Una scommessa che si misura sui tempi lunghi
La scommessa, in fondo, รจ di lungo periodo. Un cambiamento culturale, secondo l’esperienza raccolta dall’associazione, richiede anni interi di comportamenti ripetuti prima di sedimentarsi: come รจ accaduto per il divieto di fumo nei locali pubblici, dove ci sono voluti circa sette anni perchรฉ un’abitudine diventasse senso comune. La differenza tra una campagna costruita sulla sanzione e una costruita sulla cultura sta, semplificando, nella durata dell’effetto: la prima produce un adeguamento finchรฉ c’รจ la paura del controllo, la seconda incide sulle condotte. ร la strada che aMichi Visaggi ha scelto fin dall’inizio, sostituendo la pedagogia del divieto con l’idea che capire perchรฉ un comportamento sia meglio di un altro รจ il presupposto per cambiare davvero.
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