“Cuffie Blu”, ciak a Lucca per il cortometraggio voluto da Rossella Baiocchi sull’inclusione

Terminate le riprese del film tratto da un racconto della scrittrice lucchese e liberamente ispirato a una storia vera: autismo, amicizia e solidarietà in una vicenda nella quale sono ragazzi a scegliere di non voltarsi dall’altra parte.

Può un semplice paio di cuffie diventare il simbolo di una comunità che sceglie di non voltarsi dall’altra parte? È intorno a questa domanda che nasce Cuffie Blu”, il cortometraggio sociale le cui riprese si sono appena concluse a Lucca, tratto da un racconto della scrittrice lucchese Rossella Baiocchi e liberamente ispirato a una storia vera.

Un progetto che Baiocchi ha fortemente voluto portare sullo schermo per affrontare temi come autismo, inclusione, bullismo, rispetto e solidarietà attraverso una storia nella quale, questa volta, sono soprattutto i ragazzi a mostrare agli adulti cosa significhi accorgersi della sofferenza di qualcuno e scegliere di intervenire.

Il progetto punta così a lasciare allo spettatore un messaggio che vada oltre quanto raccontato sullo schermo. «Cuffie Blu nasce da una storia, ma vuole diventare qualcosa di più di una storia, vuole lasciare una domanda a chi la guarda: e tu, se vedessi qualcuno essere escluso, cosa faresti?», afferma Rossella Baiocchi.

Marta e Luca, quando l’amicizia diventa una scelta

Marta e Luca sono amici fin dall’asilo. Lei è impulsiva, curiosa e incapace di accettare le ingiustizie; lui è autistico, ama la musica e porta sempre con sé un paio di cuffie blu, che lo aiutano a proteggersi dai rumori del mondo.

Quando alle scuole medie un’insegnante inizia a umiliarlo e a farlo sentire invisibile, Marta e i suoi compagni decidono di non voltarsi dall’altra parte. È proprio allora che le cuffie blu, fino a quel momento utilizzate da Luca per proteggersi dai rumori, assumono un significato diverso e diventano il simbolo di una protesta fatta di amicizia, coraggio e solidarietà.

Nel corso della storia, quindi, quello che inizialmente era soltanto uno strumento di protezione finisce per rappresentare qualcosa di molto più ampio: le cuffie che aiutavano Luca a isolarsi dal rumore diventano, come recita il progetto, «la voce di un’intera scuola».

«L’inclusione non significa chiedere a tutti di essere uguali, significa imparare a stare insieme nelle differenze», è uno dei concetti sui quali Rossella Baiocchi ha costruito il progetto. Le cuffie diventano così un invito ad ascoltare l’altro anche quando il suo modo di percepire e vivere il mondo è diverso dal nostro.

Riconoscere un’ingiustizia e scegliere di reagire

Uno degli aspetti che il progetto intende chiarire con particolare attenzione è che Cuffie Blu non vuole essere una storia contro la scuola e neppure un atto d’accusa nei confronti degli insegnanti.

La vicenda racconta una situazione precisa e il comportamento di una singola persona incapace di comprendere e includere, contrapponendogli invece la forza di una comunità scolastica e soprattutto quella dei ragazzi, che riconoscono un’ingiustizia e decidono di non accettarla.

Ed è proprio questo capovolgimento a rendere la storia particolarmente attuale: giovani spesso descritti come distanti, aggressivi o poco empatici diventano qui protagonisti di un cambiamento positivo, mostrando che non sempre è sufficiente accorgersi che qualcuno sta soffrendo; in alcuni momenti è necessario scegliere da che parte stare.

Un progetto nato e girato a Lucca

Il cortometraggio è stato realizzato interamente a Lucca, coinvolgendo giovani interpreti e professionisti provenienti anche da altre regioni. La sceneggiatura è firmata da Rossella Baiocchi insieme a Flavia Coffari, che ne ha curato anche la regia, mentre la produzione è di Pathos srl.

Nel cast Beatrice Stella interpreta Marta, Marco Bartocci è Luca, Mario Esposito veste i panni di Nico e Aurora Belfonte, per la prima volta sullo schermo, interpreta Sara. Al progetto partecipano inoltre Roberta Garzia, Pierre Bresolin e Francesca La Scala.

Un ruolo importante nella realizzazione è stato svolto anche dalla Scuola Bilingue Lucca del Gruppo Esedra, che ha messo a disposizione aule e spazi per le riprese, scegliendo però di andare oltre la semplice funzione di location e condividendo i valori di inclusione, ascolto, rispetto e solidarietà alla base del progetto.

Parallelamente al cortometraggio viene pubblicato anche il libro illustrato “Cuffie Blu”, firmato da Rossella Baiocchi ed edito da Tralerighe Editore di Lucca, portando così lo stesso racconto anche sulla pagina scritta.

Dal cinema alle scuole

Il progetto non è destinato a esaurirsi con la realizzazione del film. Dopo un primo percorso nei festival nazionali e internazionali, “Cuffie Blu” incontrerà infatti il pubblico attraverso proiezioni nelle scuole, eventi e iniziative dedicate ai temi dell’inclusione, con l’obiettivo di trasformare il cortometraggio e il libro illustrato in strumenti di confronto per studenti, famiglie, insegnanti e comunità.

La realizzazione è stata possibile grazie al sostegno di aziende, professionisti, associazioni e realtà del territorio che hanno scelto di affiancare il progetto, insieme ai numerosi enti, amministrazioni e associazioni che ne hanno concesso il patrocinio. Una partecipazione ampia che rafforza forse il significato stesso della storia: nessuno dei soggetti coinvolti può, da solo, costruire una comunità inclusiva, ma molti gesti individuali possono cambiare il modo in cui una persona viene accolta.

Ed è qui che “Cuffie Blu” torna alla sua immagine più semplice. Un paio di cuffie che all’inizio servono a Luca per difendersi dal rumore e che, alla fine, diventano qualcosa di completamente diverso: il segno visibile di persone che hanno deciso di ascoltare. Perché, come ricorda il progetto, il cambiamento non comincia necessariamente da grandi gesti. A volte comincia semplicemente da qualcuno che decide di non voltarsi dall’altra parte.

 

Redazione

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