Urso all’UE: sospendere il sistema ETS fino alla revisione, è una tassa sulle imprese

Il Ministro delle Imprese a Bruxelles: “Il sistema ETS, così come concepito, rappresenta un’ulteriore tassa a carico delle imprese europee, incidendo sui costi e limitandone la competitività”.

In un intervento decisivo a Bruxelles, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Sen. Adolfo Urso, ha espresso le sue preoccupazioni riguardo al sistema ETS (Emission Trading System) europeo. Intervenendo alla riunione dei “Friends of Industry”, un incontro informale che raccoglie i Ministri dell’Industria di vari Stati membri dell’UE, Urso ha dichiarato che l’ETS, così come attualmente concepito, non è altro che un “ulteriore tassa a carico delle imprese europee”.

Secondo il Ministro, il sistema ETS incide pesantemente sui costi delle aziende, limitando la loro competitività. Urso ha sottolineato che il sistema va sospeso in attesa di una revisione completa che intervenga su vari aspetti critici.

“Ne chiederemo la sospensione alla Commissione Europea, fino a una sua profonda revisione che intervenga sia sui parametri di riferimento delle emissioni, sia sui meccanismi di assegnazione delle quote, incluso il rinvio della graduale eliminazione delle quote gratuite”, ha dichiarato.

Una delle principali preoccupazioni di Urso riguarda anche l’introduzione di un “meccanismo stabile di sostegno per le imprese esportatrici”, che ad oggi non è ancora stato definito in modo adeguato dalla riforma del CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism).

Competitività industriale e allineamento tra CBAM e ETS

Durante il confronto tra i Ministri dell’Industria, Urso ha ribadito l‘importanza di una politica industriale che tuteli la competitività delle imprese europee. Il Ministro ha enfatizzato che la revisione del CBAM e quella dell’ETS devono essere strettamente correlate, con l’obiettivo di garantire che entrambi gli strumenti siano funzionali a supportare la base produttiva europea, senza danneggiarla.

L’Italia, tramite Urso, ha contribuito a dare forma al documento finale condiviso dai Paesi partecipanti, che ha riconosciuto la necessità di allineare queste due riforme per preservare la competitività dell’industria continentale.

Urso sulla chimica: “Serve un cambio di approccio”

Nel corso della sua visita a Bruxelles, Urso ha anche affrontato la delicata situazione dell’industria chimica, una delle più colpite dagli alti costi energetici. “La chimica, l’industria delle industrie in Europa, è oggi sotto pressione a causa degli alti costi energetici”, ha affermato il Ministro.

Urso ha spiegato che l’ETS, nelle condizioni attuali, non è un sistema efficace per sostenere le imprese, ma piuttosto si traduce in un “mero costo aggiuntivo non evitabile, che erode margini e competitività“. Secondo il Ministro, è necessario stabilire “regole chiare e strumenti di verifica affidabili“, per evitare distorsioni lungo le filiere produttive e per garantire che gli strumenti come il CBAM e l’ETS possano effettivamente supportare l’industria, invece di comprometterne la competitività.

Concludendo il suo intervento, Urso ha insistito sulla necessità di rivedere urgentemente il sistema ETS per preservare non solo la competitività delle singole aziende, ma anche la sostenibilità economica dell’intero settore industriale europeo.

Foto: MIMIT
Redazione

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