Dazi USA: bloccati gli ordini di vini veneti, cresce l’incertezza per il futuro del mercato

Il rischio di un dazio del 200% minaccia le esportazioni di Prosecco e Amarone verso gli Stati Uniti. Gli importatori aspettano chiarezza, le cantine in stand-by

La situazione è di forte incertezza per i produttori di vini veneti, dal Prosecco all’Amarone, con gli ordini diretti verso gli Stati Uniti bloccati in attesa della conferma dei dazi che potrebbero colpire il settore. Donald Trump, infatti, ha annunciato l’intenzione di introdurre un dazio del 200% sulle importazioni, una mossa che ha messo in crisi l’intero comparto, creando un clima di paralisi tra produttori e importatori.

Il blocco degli ordini

Molte bottiglie, tra cui quelle di Prosecco, Valpolicella e Pinot Grigio, sono già pronte per essere spedite ma sono ferme nelle cantine italiane. L’importatore americano, infatti, preferisce non prendere il rischio di vedere i container arrivare con un prezzo significativamente più alto. Come confermato da Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto e del Consorzio Prosecco, la decisione di non imbarcare il prodotto è stata presa fino a quando non ci sarà chiarezza sulla legge che entrerà in vigore, con un’attesa crescente che dura da settimane.

Le preoccupazioni per il mercato USA

L’incertezza sui dazi è alimentata anche dalle preoccupazioni per il futuro del mercato americano, uno dei principali per il vino veneto. Il Prosecco da solo esporta oltre 150 milioni di bottiglie annue negli Stati Uniti, ma la situazione potrebbe cambiare drasticamente se dovessero essere confermati i dazi. Altrettanto preoccupante è la situazione per l’Amarone della Valpolicella, che ha un giro d’affari annuale di 600 milioni di euro, con l’11% dell’export destinato agli USA. Se il dazio del 200% fosse applicato, potrebbero esserci pesanti ripercussioni.

L’impatto sui vini di fascia bassa

Se il rischio maggiore riguarda i vini di fascia bassa, come Valpolicella Classico e Superiore, anche il Ripasso sarebbe vulnerabile.. La difficoltà principale per gli importatori è legata al fatto che, solitamente, gli ordini comprendono una varietà di vini, da quelli di fascia alta a quelli più economici. Questo ha portato a un fermo totale degli ordini.

Preparativi in attesa di chiarezza

Nonostante la preoccupazione crescente, le cantine venete continuano a prepararsi, etichettando e impacchettando le bottiglie, in attesa di conferme definitive. Secondo Piergiovanni Ferrarese, membro della giunta di Confagricoltura Verona e presidente della sezione vino, gli ordini da gennaio e febbraio sono quasi tutti fermi. Tuttavia, c’è una speranza che la situazione si sblocchi dopo le feste pasquali, quando i magazzini americani potrebbero rimanere vuoti.

Il ritorno dei turisti americani

Nel frattempo, una nota positiva arriva dal turismo: i turisti americani sono tornati numerosi a visitare le cantine della Valpolicella. Le visite guidate e le degustazioni in cantina sono tornate di moda, con molti turisti che ne approfittano per acquistare bottiglie prima che il dazio entri in vigore, sperando di portarsi a casa il vino a un prezzo più basso.

Redazione

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