Rimbalzo in piena regola alla Borsa di Milano sulla stregua di quanto sta accadendo in Europa: a poco dalla campanella il listino meneghino quota un +1,70% a 52421 punti, molto bene. Tutto è il frutto del calo del prezzo del petrolio: il brent si è assestato a 96,5 dollari al barile. Il gas naturale di conserva scende di un punto percentuale. C’è una novità nell’elenco Ftse Mib: sta per uscire Diasorin (+0,52%) per lasciare il posto a Technoprobe (+4,01%), la società tecnologica milanese che ha compiuto nell’ultimo periodo un exploit clamoroso e che fa aumentare il comparto specifico a tre titoli dopo Prysmian (+3,02%) e Stm (+2,76%). Technoprobe ha avuto un aumento del 246% in un anno. Dice ma che fa Technoprobe? “Semplice: progettazione di probe card, strumenti utilizzati per testare i semiconduttori durante la produzione dei chip”. Prodotti che sono assolutamente legati alla microelettronica e che avranno futuro qualunque sia il mercato di riferimento. Va ricordato che Technoprobe ed il suo fondatore Giuseppe Crippa sposano direttamente le leggende americane della Silicon Valley: ha aperto la sua azienda nel garage di casa ed ora vede il miliardo di ricavi. E per fare una battuta, mica tanto peregrina, basterebbe questo per puntare sul suo successo.
E poi le banche. Il calo consistente nelle scorse sedute hanno consigliato molti investitori e rimetterci le mani: e così UniCredit (+3,29%), Intesa San Paolo +1,69, Banco Bpm +4,62%, Bper banca +2,10%, Monte Paschi di Siena +1,67%.
Ah, Eni, manco a dirlo scende del 2,09%.
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