Quattro giorni immersi nel Medioevo, migliaia di visitatori, strutture ricettive al completo, visite guidate sold out e un pubblico che non si รจ limitato ad assistere alla rievocazione, ma ha scelto di conoscere il territorio, entrare nei suoi luoghi della cultura e vivere le esperienze costruite intorno alla manifestazione. Si รจ conclusa domenica 20 settembre la XIV edizione della Bastida di Sorres, che dal 17 al 20 settembre ha riportato a San Pietro di Sorres cavalieri, accampamenti, arcieri, battaglie, antichi mestieri, musica e spettacoli.
Un bilancio che conferma la crescita di una manifestazione nata dalla volontร di riportare alla memoria la storia medievale di Sorres e divenuta negli anni un progetto piรน ampio di valorizzazione culturale e turistica di Borutta e del Meilogu.
La rievocazione della Presa della Fortezza, con lo scontro tra Doria e Aragonesi, resta il cuore spettacolare e identitario della Bastida. Attorno alla battaglia รจ stato perรฒ costruito, edizione dopo edizione, un programma capace di accompagnare il pubblico alla scoperta del patrimonio materiale e immateriale del territorio. Un’impostazione che quest’anno ha trovato una risposta particolarmente significativa.
Grande l’entusiasmo delle scolaresche, protagoniste venerdรฌ mattina dei laboratori didattici. Per bambini e ragazzi la Bastida si รจ trasformata in una grande aula all’aperto nella quale avvicinarsi alla storia attraverso l’incontro con figuranti, mestieri, oggetti, tecniche e pratiche della vita medievale.
Nel fine settimana si รจ registrato il pienone per le visite guidate, mentre tra le proposte piรน apprezzate dell’edizione 2026 si รจ distinta la mostra dedicata agli abiti medievali, capace di raccontare attraverso tessuti, fogge e ricostruzioni il mondo delle corti, dei mercati, dei monasteri e dei campi di battaglia.
Ottimo riscontro anche per l’archeotrekking verso le Domus de Janas di San Pietro di Sorres, che ha permesso di ampliare ulteriormente l’orizzonte temporale della manifestazione e di condurre i visitatori fuori dall’area della rievocazione, alla scoperta del paesaggio e delle testimonianze archeologiche. Come nelle precedenti edizioni, grande curiositร ha suscitato il Museo delle torture, mentre un interesse particolare ha accompagnato l’apertura della biblioteca monastica, tornata ad accogliere i visitatori dopo lungo tempo e capace di richiamare numerosi partecipanti desiderosi di conoscere uno dei patrimoni custoditi nel complesso di San Pietro di Sorres.
Il successo della Bastida si misura anche fuori dall’accampamento. Per l’intero fine settimana i B&B del Meilogu hanno registrato il tutto esaurito, cosรฌ come le camere della Foresteria del Monastero di San Pietro di Sorres. Un dato che evidenzia la capacitร della manifestazione di generare ricadute che superano i confini di Borutta e coinvolgono l’offerta ricettiva dell’area.
La stessa evoluzione รจ visibile nell’organizzazione degli spazi. L’area riservata agli hobbisti e agli espositori, volutamente distinta da quella strettamente dedicata alla ricostruzione medievale, ha rappresentato un’ulteriore occasione di crescita. Gli operatori hanno accolto positivamente una soluzione che permette di valorizzare produzioni e creativitร mantenendo, allo stesso tempo, maggiore coerenza storica all’interno del campo rievocativo. Un percorso di progressiva professionalizzazione che interessa l’intera manifestazione.
Dopo quattordici edizioni emerge inoltre un elemento difficilmente misurabile soltanto attraverso i numeri: il legame costruito tra i figuranti e Sorres. Gruppi e protagonisti che tornano negli anni non vivono piรน Borutta esclusivamente come il luogo di una trasferta o di un’esibizione. La continuitร della loro presenza ha creato relazioni, conoscenza e un reale attaccamento al territorio, contribuendo a dare autenticitร a una manifestazione che si fonda proprio sulla partecipazione.
ร questo uno degli obiettivi perseguiti dall’Associazione Bastida di Sorres e dal Comune di Borutta: utilizzare la rievocazione non come semplice spettacolo, ma come strumento per generare conoscenza, attrattivitร e permanenza sul territorio, mettendo in rete il patrimonio storico con archeologia, paesaggio, ospitalitร , produzioni locali e attivitร economiche.
Un percorso reso possibile anche grazie al sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, della Camera di Commercio di Sassari attraverso il programma Salude & Trigu, dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, insieme alle istituzioni, alle associazioni, ai gruppi storici, agli operatori, agli sponsor e ai partner che hanno contribuito alla XIV edizione.
โEโ nostra intenzione garantire continuitร alla manifestazione e far si che possa generare ricaduta anche durante il resto dellโanno โ spiega il sindaco Silvano Arru โ Abbiamo partecipato ad un bando per ricevere dei fondi da investire nellโapertura di un museo medievale che possa lavorare con le scuole e lโuniversitร attraverso laboratori, ricerca e convegni. In questo modo la Destinazione Borutta avrebbe un elemento in piรนโ.
Archiviata l’edizione 2026, il dato piรน significativo resta dunque la capacitร della Bastida di continuare a crescere senza perdere il legame con le proprie origini. Quattro giorni di Medioevo che diventano un’occasione contemporanea di sviluppo, conoscenza e promozione per Borutta e per l’intero Meilogu.
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