Le Segreterie regionali lucane di SLC Cgil, Fistel Cisl, Uil Fpc, Ugl Telecomunicazioni attendono una soluzione per salvaguardare i circa 350 lavoratori e lavoratrici della vertenza CallMet, dopo l’incontro che si รจ tenuto nella Prefettura di Matera.
All’incontro, accompagnato da un presidio dei lavoratori davanti alla Prefettura, hanno preso parte le organizzazioni sindacali SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILFPC-UIL, UGL Telecomunicazioni, rappresentate dai Segretari Regionali Anna Russelli, Vincenzo Piccinni, Giovanni Letterelli, Pino Giordano, e i rappresentanti istituzionali, in un clima di forte preoccupazione per il futuro occupazionale dei dipendenti e per le pesanti conseguenze che un’eventuale cessazione delle attivitร produrrebbe sull’intero territorio.
โNel corso del confronto – dicono i sindacati – abbiamo ribadito la gravitร di una vertenza che si trascina ormai da troppo tempo, senza che siano state individuate soluzioni concrete e definitive. Nonostante le numerose interlocuzioni istituzionali, permane una condizione di profonda incertezza che coinvolge centinaia di famiglie e rischia di produrre un ulteriore, pesantissimo colpo al tessuto economico e sociale della Basilicata. Non รจ piรน accettabile continuare a rinviare le decisioni mentre si avvicinano scadenze che potrebbero compromettere definitivamente il futuro dei lavoratori. Abbiamo pertanto ribadito la necessitร di una convocazione urgente presso il Ministero competente, affinchรฉ tutti i soggetti coinvolti, a partire da TIM, possano assumersi precise responsabilitร e contribuire all’individuazione di una soluzione industriale e occupazionale”.
“Nel corso dell’incontro โ aggiungono Piccinni, Russelli, Letterelli e Giordano – sono state richiamate alcune ipotesi relative alla possibilitร di acquisire nuove commesse e attivitร da destinare alla Basilicata. Riteniamo tuttavia indispensabile che qualsiasi soluzione venga costruita garantendo la salvaguardia dell’intero bacino occupazionale. I 350 lavoratori CallMat non possono essere divisi, selezionati o lasciati in una condizione di incertezza. La soluzione deve riguardare tutti, senza esclusioni. Un elemento di particolare rilievo รจ rappresentato dalla recente pronuncia del Consiglio di Stato relativa alla regolamentazione AGCOM sulla necessitร di assicurare agli utenti la possibilitร di entrare in contatto con un operatore umano. Riteniamo che questa novitร debba rappresentare un punto di partenza concreto per affrontare la vertenza. La regolamentazione AGCOM deve trovare piena applicazione e TIM deve congelare gli attuali volumi di attivitร fino alla definizione della vertenza. Non รจ pensabile continuare a discutere di salvaguardia occupazionale mentre, contemporaneamente, si assiste a una progressiva contrazione delle attivitร che rende sempre piรน difficile individuare una soluzione. Il mantenimento dei volumi rappresenta quindi una condizione essenziale per preservare le prospettive occupazionali e consentire la costruzione di un percorso industriale credibile”.
“Siamo inoltre consapevoli – aggiungono i sindacalisti – che la crisi CallMat si inserisce in un contesto molto piรน ampio, caratterizzato da una profonda trasformazione del settore dei contact center. L’introduzione sempre piรน diffusa dell’intelligenza artificiale sta modificando radicalmente l’organizzazione del lavoro e rischia di determinare una progressiva sostituzione di molte attivitร oggi svolte dagli operatori. Non siamo piรน di fronte soltanto a singole crisi aziendali, ma a una vera e propria crisi del modello industriale del settore. Per questa ragione riteniamo indispensabile aprire un confronto nazionale sul futuro dei contact center, sulle politiche industriali necessarie a governare la trasformazione tecnologica e sui percorsi di riqualificazione e riconversione professionale dei lavoratori. L’innovazione tecnologica non puรฒ essere lasciata esclusivamente alle logiche di riduzione dei costi e del personale, ma deve essere accompagnata da strumenti e investimenti capaci di tutelare il lavoro e creare nuove opportunitร occupazionali. Tuttavia, la necessitร di affrontare queste trasformazioni strutturali non puรฒ diventare un alibi per rinviare le risposte immediate che la vertenza CallMat richiede”.
I sindacati chiedono l’applicazione effettiva della regolamentazione AGCOM che garantisce agli utenti la possibilitร di interagire con un operatore umano. Inoltre, il congelamento degli attuali volumi di attivitร da parte di TIM fino alla risoluzione della vertenza.
Si attende quindi la convocazione urgente di un tavolo ministeriale con la partecipazione di tutti i soggetti interessati e l’individuazione di una soluzione industriale “che garantisca la continuitร occupazionale di tutti i 350 lavoratori, senza frammentazioni o esclusioni”.
Per questo, auspicano l’avvio di un confronto nazionale sulla crisi del settore dei contact center e sui necessari percorsi di riqualificazione e riconversione professionale.
Le organizzazioni sindacali annunciano che continueranno a sostenere con determinazione la vertenza e a mettere in campo tutte le iniziative di mobilitazione democratica e pacifica necessarie per ottenere risposte concrete.
“Non possiamo consentire che 350 lavoratrici e lavoratori paghino il prezzo di scelte industriali sulle quali non hanno alcuna responsabilitร , nรฉ che un intero territorio venga ulteriormente impoverito dalla perdita di centinaia di posti di lavoro. ร il momento delle responsabilitร e delle decisioni โ concludono i segretari -. I lavoratori CallMat hanno diritto a certezze sul proprio futuro, non a ulteriori rinviiโ.
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