Veneto lavoro, la vendemmia anticipata spinge le assunzioni nel 2026

Nei primi otto mesi dell’anno crescono le posizioni lavorative dipendenti, con l’agricoltura protagonista grazie all’avvio anticipato della stagione vitivinicola

Il mercato del lavoro del Veneto registra un bilancio positivo nei primi otto mesi del 2026, con 72.300 nuove posizioni lavorative dipendenti e una crescita sostenuta soprattutto dall’agricoltura, favorita dalla vendemmia anticipata. Secondo i dati dell’indagine mensile La Bussola di Veneto Lavoro, il mese di agosto ha visto un aumento della domanda occupazionale legato in particolare al settore agricolo, che ha registrato un saldo di +5.100 assunzioni. Il risultato arriva in un’estate caratterizzata da temperature record e da un anticipo delle attività stagionali.

L’agricoltura traina la crescita occupazionale

L’andamento del mercato del lavoro veneto nei primi otto mesi del 2026 è stato influenzato dalle caratteristiche climatiche dell’estate. Le temperature elevate hanno anticipato la vendemmia, modificando i tempi tradizionali delle attività agricole e incidendo sulle assunzioni stagionali.

Il vicepresidente della Regione Veneto e assessore al Lavoro Lucas Pavanetto ha spiegato che proprio questo fenomeno ha contribuito a rendere più favorevole il bilancio occupazionale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

“L’estate 2026 ha evidenziato diverse particolarità, non solo con il record storico dal punto delle temperature, ma anche il conseguente anticipo della vendemmia con effetti che si riflettono poi sui numeri del mercato del lavoro veneto nei primi otto mesi dell’anno”, ha dichiarato Pavanetto.

Nel mese di agosto, nonostante il periodo conclusivo della stagione estiva sia generalmente caratterizzato da saldi occupazionali negativi, il risultato è stato più positivo rispetto al 2025 proprio grazie alla maggiore richiesta di lavoratori nel comparto agricolo.

Crescita delle posizioni lavorative nei primi otto mesi

Nel periodo compreso tra gennaio e agosto 2026, il lavoro dipendente in Veneto ha registrato una crescita complessiva di 72.300 posizioni lavorative, contro le 68.800 dello stesso periodo del 2025.

Il dato conferma un andamento positivo, anche se con alcuni segnali di rallentamento collegati agli effetti degli scenari economici e politici internazionali.

Secondo Veneto Lavoro, la domanda complessiva di lavoro nel periodo considerato è aumentata del 4%, con una crescita concentrata soprattutto in alcuni comparti dei servizi e nelle attività stagionali.

Industria in difficoltà, pesano le costruzioni

I dati della Bussola evidenziano invece alcune criticità nel settore industriale. Le difficoltà risultano principalmente legate al comparto delle costruzioni, che continua a incidere negativamente sul bilancio occupazionale.

Situazione differenziata negli altri settori manifatturieri: l’industria alimentare presenta un andamento positivo, mentre comparti come occhialeria e tessile-abbigliamento rimangono con saldo negativo, anche se con risultati leggermente migliori rispetto all’anno precedente.

Il quadro mostra quindi una distribuzione non uniforme della crescita, con alcuni settori ancora condizionati da una fase di maggiore complessità produttiva.

Servizi e turismo sostengono il mercato del lavoro

Nel terziario, il mese di agosto ha risentito della normale stagionalità del periodo, ma il saldo occupazionale è risultato meno negativo rispetto al 2025.

A incidere positivamente sono state soprattutto le nuove assunzioni nel settore della logistica, che ha contribuito a migliorare il risultato complessivo.

Nel periodo gennaio-agosto, l’aumento della domanda di lavoro ha riguardato in particolare i servizi turistici, le attività di pulizia e il settore dell’editoria e della cultura, dove sono aumentate le attivazioni di contratti a breve durata, soprattutto nell’ambito cinematografico.

Effetti della stagione agricola sul mercato regionale

L’anticipo della vendemmia ha quindi avuto un impatto diretto sui dati occupazionali del Veneto, modificando il calendario delle assunzioni stagionali e contribuendo al risultato positivo di agosto.

L’agricoltura si conferma uno dei principali motori della crescita occupazionale regionale nel 2026, mentre altri comparti continuano ad affrontare una fase caratterizzata da maggiore prudenza e differenze tra settori produttivi.

 

Redazione

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