Credito alle piccole imprese umbre ancora in calo, mentre aumentano i costi

I prestiti alle aziende minori diminuiscono del 5,5% mentre le imprese medio-grandi tornano a crescere. Mencaroni: โ€œIl costo del denaro รจ diventato un fattore competitivoโ€

credito in Umbria divario

Il mercato del credito in Umbria mostra segnali di stabilizzazione, ma la ripresa non coinvolge tutte le imprese allo stesso modo. Se nel complesso i finanziamenti alle aziende hanno ricominciato a crescere, le realtร  piรน piccole continuano a registrare una riduzione degli accessi al credito e devono affrontare un costo del denaro significativamente superiore rispetto alle imprese piรน strutturate.

รˆ il quadro che emerge dagli ultimi dati territoriali della Banca dโ€™Italia, aggiornati a giugno 2026, insieme alla rilevazione disaggregata per dimensione dโ€™impresa riferita al primo trimestre dellโ€™anno.

A marzo 2026 i prestiti complessivi alle imprese umbre hanno segnato una variazione positiva dello 0,2% su base annua, invertendo il trend negativo registrato alla fine del 2025. La crescita, perรฒ, รจ stata trainata soprattutto dalle aziende medio-grandi, mentre le piccole imprese sono rimaste in territorio negativo.

I prestiti alle piccole aziende umbre continuano infatti a diminuire del 5,5%, mentre quelli destinati alle imprese medio-grandi crescono dellโ€™1,6%.

La ripresa del credito riguarda soprattutto le imprese piรน strutturate

Il confronto con i mesi precedenti evidenzia una ripartenza non uniforme. Nel dicembre 2025 il credito complessivo alle imprese umbre risultava ancora in calo del 2,2%, mentre tre mesi dopo aveva raggiunto il segno positivo.

Il miglioramento รจ arrivato principalmente dalle aziende di dimensioni maggiori, passate dal -1,3% al +1,6%. Le piccole imprese, invece, hanno registrato soltanto una lieve riduzione della contrazione, senza riuscire ancora a tornare alla crescita.

In termini assoluti, alla fine di marzo 2026 i finanziamenti bancari alle imprese umbre ammontavano a 8,804 miliardi di euro. Di questi, 7,210 miliardi erano destinati alle aziende medio-grandi e 1,593 miliardi alle piccole imprese.

Allโ€™interno di questโ€™ultimo gruppo rientrano anche le famiglie produttrici, cioรจ le attivitร  con massimo cinque addetti, che hanno ricevuto finanziamenti per circa 928 milioni di euro.

Nel frattempo, il credito alle famiglie consumatrici ha mostrato una dinamica piรน positiva, con una crescita del 2,4% su base annua.

Umbria sopra la media nazionale per calo dei prestiti alle piccole aziende

Il confronto con il resto del Paese evidenzia una situazione ancora complessa per le imprese minori umbre.

A marzo 2026 i prestiti alle piccole imprese diminuivano del 4,3% in Italia, mentre in Umbria la riduzione raggiungeva il 5,5%.

Tra le regioni del Centro Italia, tuttavia, il quadro appare differenziato. La Toscana ha registrato una diminuzione del 6,4% e le Marche del 7,1%, valori peggiori rispetto allโ€™Umbria. Il Lazio, invece, ha contenuto la flessione al 2,3%.

La regione umbra si colloca quindi in una posizione intermedia: piรน penalizzata della media nazionale, ma meno rispetto ad alcune realtร  vicine.

Anche il confronto settoriale mostra differenze significative. A marzo 2026 il credito alla manifattura cresceva del 4,7%, quello destinato alle costruzioni dello 0,5%, mentre nei servizi diminuiva del 3%.

La ripresa del finanziamento appare quindi piรน solida nei comparti industriali e nelle aziende con maggiore struttura organizzativa.

Per le piccole societร  liquiditร  quasi al 10%

Il principale elemento di criticitร  riguarda perรฒ il costo del credito. Secondo i dati della Banca dโ€™Italia, a marzo 2026 il Tasso annuo effettivo (Tae) applicato ai prestiti per esigenze di liquiditร  era pari al 9,4% per le piccole societร  e al 5% per le imprese medio-grandi.

La distanza รจ quindi di 4,4 punti percentuali, una differenza che puรฒ incidere sulle decisioni aziendali.

La rilevazione riguarda societร  in accomandita semplice, societร  in nome collettivo, societร  semplici e societร  di fatto con meno di 20 addetti. Restano escluse da questa specifica analisi le ditte individuali.

Per il totale delle imprese, escluse sempre le ditte individuali, il costo medio della liquiditร  si attestava al 5,4%.

Il divario tra piccole e grandi aziende non รจ comunque una novitร . Per le societร  minori il costo era passato dal 9,9% di dicembre 2024 al 9,5% di giugno 2025, fino al 9,1% di dicembre, per poi risalire al 9,4% nel primo trimestre 2026.

Per le imprese medio-grandi, nello stesso periodo, il valore รจ sceso dal 5,7% al 5%.

Mencaroni: โ€œIl costo del credito puรฒ frenare gli investimentiโ€

Sul tema รจ intervenuto il presidente della Camera di Commercio dellโ€™Umbria Giorgio Mencaroni, che ha evidenziato il rischio di una crescente distanza competitiva tra imprese piccole e grandi.

Secondo Mencaroni, il problema non riguarda soltanto la quantitร  di credito disponibile, ma soprattutto le condizioni economiche alle quali viene concesso.

Un costo della liquiditร  del 9,4% contro il 5% delle aziende piรน strutturate puรฒ influenzare investimenti, assunzioni e capacitร  di crescita delle imprese minori.

Il presidente camerale ha inoltre ipotizzato la possibilitร  di valutare, insieme alla Regione Umbria, strumenti mirati per ridurre il peso degli interessi sulle aziende economicamente solide ma penalizzate dal costo dei finanziamenti.

L’obiettivo non sarebbe un intervento generalizzato, ma un sostegno selettivo per evitare che progetti validi vengano rinviati a causa dell’elevato costo del denaro.

Il possibile impatto delle decisioni della Bce

Il tema resta particolarmente attuale anche in vista delle prossime decisioni della Banca centrale europea sui tassi.

Gli operatori di mercato valutano possibile un aumento di 0,25 punti percentuali, mentre alcune previsioni indicano un eventuale ulteriore incremento entro la fine del 2026.

Se due rialzi da 0,25 punti fossero trasferiti completamente sul costo della liquiditร , il tasso del 9,4% rilevato a marzo potrebbe arrivare teoricamente vicino al 9,9%.

Si tratta perรฒ di un’ipotesi matematica e non di una previsione automatica: il costo finale dipende anche dal rischio dellโ€™impresa, dalle garanzie offerte, dalla durata del finanziamento e dalle politiche degli istituti bancari.

Credito e qualitร  delle imprese

Un elemento positivo arriva dal miglioramento del profilo di rischio delle aziende umbre.

Nel 2025 la quota dei prestiti concessi a imprese con probabilitร  di default inferiore allโ€™1% รจ salita al 51,4%, rispetto al 48,3% dellโ€™anno precedente.

รˆ invece diminuita la presenza di aziende con un merito creditizio piรน debole.

Resta perรฒ il doppio problema evidenziato dai dati: le piccole imprese continuano ad avere meno accesso al credito e devono sostenere costi finanziari piรน elevati rispetto alle aziende maggiori.

I prossimi aggiornamenti della Banca dโ€™Italia, attesi con i dati del secondo trimestre 2026, permetteranno di verificare se la riduzione del credito alle imprese minori registrata a marzo avrร  iniziato finalmente a rallentare.

Redazione

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