Pil del Friuli-Venezia Giulia: crescita dello 0,5% nel 2026

Lโ€™economia regionale mostra segnali di tenuta nonostante tensioni internazionali, costi energetici elevati e rallentamento dellโ€™export

Il prodotto interno lordo del Friuli Venezia Giulia รจ previsto in crescita dello 0,5% nel 2026, dopo il medesimo incremento registrato nel 2025, mentre per il 2027 la variazione attesa รจ dello 0,4%. Le stime arrivano dallโ€™Ufficio Studi di Confindustria Udine su dati Prometeia aggiornati a luglio 2026. Lo scenario economico regionale resta condizionato dallโ€™incertezza internazionale, dalle tensioni geopolitiche e dallโ€™aumento dei costi energetici, ma i primi mesi dellโ€™anno hanno mostrato un andamento migliore rispetto alle previsioni iniziali.

Crescita rivista al rialzo per il 2026

Le nuove valutazioni indicano un miglioramento rispetto alle stime diffuse a giugno. Per il 2026, infatti, la previsione di crescita del Friuli Venezia Giulia รจ stata corretta verso lโ€™alto, passando dallo 0,2% allo 0,5%.

La revisione positiva รจ legata soprattutto a un andamento congiunturale dei primi mesi dellโ€™anno superiore alle aspettative, che ha permesso alla regione di mantenere una dinamica economica positiva nonostante un quadro internazionale complesso.

Tuttavia, il ritmo di crescita del Friuli Venezia Giulia resta inferiore rispetto alle prospettive previste per lโ€™intero Paese e per il Nord Est, entrambi indicati con un aumento del Pil pari allo 0,7% nel 2026.

Energia e crisi internazionali pesano sullo scenario economico

Lโ€™economia regionale continua a risentire delle conseguenze delle tensioni globali. Il protrarsi dei conflitti internazionali e le instabilitร  sui mercati energetici rappresentano infatti uno dei principali fattori di rischio per imprese e famiglie.

Tra gli elementi di maggiore pressione viene indicata la nuova fase di tensione legata alla ripresa delle ostilitร  tra Stati Uniti e Iran, che ha contribuito a spingere verso lโ€™alto i prezzi delle materie prime energetiche.

Nel mese di luglio il petrolio si รจ attestato intorno ai 90 dollari al barile, rispetto ai circa 67 dollari registrati a metร  febbraio. Anche il prezzo del gas naturale ha mostrato un aumento, raggiungendo circa 60 euro/MWh rispetto ai 30 euro/MWh del periodo precedente.

Consumi e investimenti rallentano dopo la crescita del 2025

Sul fronte della domanda interna, i consumi privati dopo essere aumentati dellโ€™1,3% nel 2025 sono previsti in crescita piรน contenuta: +0,6% nel 2026 e +0,4% nel 2027.

Anche gli investimenti fissi lordi mostrano un rallentamento. Dopo il +2,2% registrato nel 2025, la crescita dovrebbe fermarsi al +2% nel 2026 per poi quasi azzerarsi nel 2027, con una variazione stimata dello 0,1%.

Il quadro riflette un atteggiamento piรน prudente delle imprese, chiamate a operare in un contesto caratterizzato da costi elevati, incertezza sui mercati internazionali e prospettive meno dinamiche.

Export in calo nel 2026, previsto recupero nel 2027

Uno degli elementi piรน delicati riguarda il commercio estero. Dopo il forte incremento delle esportazioni registrato nel 2025, pari al +16,7%, per il 2026 รจ prevista una significativa riduzione delle vendite oltre confine, con una flessione stimata del 7,4%.

Le esportazioni dovrebbero perรฒ tornare a crescere nel 2027, quando รจ previsto un recupero del 4,6%.

Le importazioni, dopo lโ€™aumento dellโ€™11,5% nel 2025, rallenteranno invece sensibilmente, con una crescita prevista dello 0,2% nel 2026 e dello 0,4% nel 2027.

Occupazione in aumento ma cresce la disoccupazione

Nonostante il rallentamento di alcuni indicatori economici, il mercato del lavoro regionale dovrebbe mantenere una dinamica positiva.

Le unitร  di lavoro sono previste in aumento dello 0,9% nel 2026, dopo il +0,2% del 2025, e dello 0,5% nel 2027. A sostenere lโ€™occupazione saranno soprattutto il settore dei servizi e quello delle costruzioni.

Parallelamente, il tasso di disoccupazione dovrebbe salire dal 4,6% del 2025 al 5,1% nel 2026, per poi scendere leggermente al 4,8% nel 2027.

Costruzioni e servizi guidano la crescita regionale

Tra i diversi comparti economici, le costruzioni continueranno a rappresentare il settore piรน dinamico, anche se con un rallentamento progressivo.

Dopo la crescita del 2,7% nel 2025, il valore aggiunto del comparto รจ previsto aumentare dellโ€™1,5% nel 2026, mentre nel 2027 potrebbe registrare una contrazione dellโ€™1,5%.

Anche i servizi manterranno un andamento positivo: il valore aggiunto รจ stimato in crescita dello 0,5% nel 2026, dopo il +0,6% del 2025, e dello 0,6% nel 2027.

Sul fronte dei prezzi, lโ€™inflazione al consumo dovrebbe raggiungere una media del 3,1% nel 2026, per poi ridursi al 2% nel 2027 e allโ€™1,9% nel 2028.

Confindustria chiede condizioni favorevoli per le imprese

Il presidente di Confindustria Udine, Luigino Pozzo, ha sottolineato il ruolo dellโ€™industria regionale nel mantenere la capacitร  competitiva del territorio.

ยซLโ€™industria, spina dorsale della nostra economia, continua a dimostrare tenacia e capacitร  di adattamento in uno scenario problematicoยป, ha dichiarato Pozzo.

Secondo Confindustria Udine, per sostenere la crescita futura รจ necessario creare un ambiente favorevole alle imprese attraverso formazione dei giovani, attrazione dei talenti, miglioramento dei servizi, welfare per i lavoratori, innovazione tecnologica, infrastrutture efficienti e riduzione della burocrazia.

Redazione

Seguici su

Aggiungi corrieredelleconomia.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

โ˜… Aggiungici
Iscriviti
Notificami
0 Commenti

Articoli correlati

Il settore genera 28,8 miliardi di euro e occupa 358.300 persone. I dati dellโ€™Osservatorio economico...
Alla Mostra del Cinema di Venezia il confronto tra le Regioni. Anzil: gli investimenti nelle...
La provincia friulana registra il calo piรน pesante del Friuli Venezia Giulia: -15,7% di attivitร ...

Altre notizie

Altre notizie