Crisi dell’olio in Puglia, gli agricoltori chiedono un piano straordinario in cinque punti

Cia Puglia presenta al ministero dell’Agricoltura una strategia urgente per salvare la filiera olivicola, tra liquidità, trasparenza dei prezzi e incentivi alla cooperazione

La crisi del settore olivicolo-oleario ha spinto gli agricoltori pugliesi a chiedere interventi immediati. Al tavolo nazionale convocato dal ministero dell’Agricoltura, con la partecipazione del sottosegretario La Pietra, il presidente di Cia Puglia, Gennaro Sicolo, ha delineato una strategia urgente in cinque punti per affrontare il crollo dei prezzi e l’invenduto che soffoca la filiera.

1. Emergenza liquidità e credito

Il primo punto riguarda la tenuta finanziaria delle aziende. “Il problema oggi non è solo produttivo: è di liquidità”, ha spiegato Sicolo. L’uso degli strumenti di garanzia finanziaria come Ismea e Medio Credito Centrale è considerato fondamentale per evitare il blocco della filiera dalla produzione alla commercializzazione.

2. Trasparenza e lotta alle promozioni aggressive

Gli agricoltori denunciano le speculazioni della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) che abbassano il prezzo percepito dell’olio italiano. Sicolo ha richiesto norme per la trasparenza dei prezzi e dell’origine del prodotto, obbligando a indicare chiaramente sull’etichetta la provenienza con la stessa evidenza del prezzo promozionale, per tutelare consumatori e produttori.

3. Aiuti allo stoccaggio e sostegno agli operatori aggregati

Per evitare svendite e crolli dei prezzi, si propongono aiuti allo stoccaggio tramite il regime de minimis e incentivi agli operatori che operano in forma aggregata. Queste misure permetterebbero di sostenere i costi logistici e finanziari, premiando chi fa sistema all’interno della filiera olivicola.

4. Rilancio dei consumi interni e internazionali

Sicolo ha sottolineato l’importanza di sbloccare risorse già stanziate per promozione e valorizzazione dell’olio extravergine italiano, in modo da sostenere consumi e rafforzare l’immagine del prodotto sia sul mercato interno che all’estero.

5. Investimenti strutturali e modernizzazione

Sul medio-lungo periodo, il piano prevede l’attuazione del Piano Olivicolo Nazionale, con investimenti su modernizzazione degli impianti, aggregazione della filiera, competitività dei frantoi, ricerca, tracciabilità e promozione. L’obiettivo è proteggere un patrimonio strategico del Made in Italy senza ricorrere ad assistenzialismo.

Tavolo permanente di monitoraggio

Infine, Cia Puglia ha chiesto l’istituzione di un tavolo permanente di crisi per verificare l’attuazione delle misure da parte del ministero, garantendo che gli impegni assunti siano concretamente realizzati.

Redazione

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