Ahi, ahi: la Borsa di Milano apre con un altro calo vigoroso, quasi un due per cento, che si somma allโaltro di venerdรฌ. Hanno pesato le parole di chi potrebbe girare in positivo la crisi dellโIran, del petrolio, dello Stretto di Hormuz. Donald Trump in questo weekend ha solo parlato di una reale possibilitร di iniziare i bombardamenti. E gli investitori hanno portato via una fetta consistente dei loro soldi.
Cโentra anche un altro segnale, lo stacco delle cedole, che, calcolando a spanne, vale almeno un 1,5%. Ma lโaria รจ brutta, pesante, I titoli sono tutti in negativo tranne Saipem che fa +2,72%: dโaltra parte i progetti per nuovi oleodotti per aggirare gli Stretti si sprecano. E si indovini un po’ chi รจ il leader mondiale del settore? Saipem, appunto! Ma anche Eni, sempre in considerazione dellโaumento, anche se marginale, del prezzo del petrolio, va su di oltre un punto percentuale.
Perรฒ non ci sono veri tracolli: situazione politica, stacco delle cedole rendono difficile mantenere anche quota 48.000 punti dopo i fasti (50.000 punti di giovedรฌ). Aumenta lo spread, aumenta il brent. Insomma, mica รจ un bel lunedรฌ.
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