Dal Brennero l’urlo di Coldiretti: “20 miliardi sottratti agli agricoltori”

Prandini guida la protesta: sotto accusa le regole europee sull’origine dei prodotti e l’esplosione dei costi

Diecimila agricoltori al Brennero per difendere il vero Made in Italy. Hanno lasciato campi e stalle, per dire basta a un sistema che oggi sottrae fino a 20 miliardi di euro al lavoro agricolo italiano. Nel mirino c’è una regola del codice doganale che permette di “trasformare” prodotti stranieri e farli diventare italiani solo sulla carta. Risultato? Concorrenza sleale, meno reddito per gli agricoltori e consumatori ingannati.

In un momento già complicato, tra rincari di energia, gasolio e concimi legati ai conflitti internazionali, questa distorsione pesa ancora di più su imprese e famiglie. La battaglia è chiara: trasparenza sull’origine, regole eque e difesa della sovranità alimentare. Perché il cibo non è solo economia, è sicurezza nazionale.

A guidare la mobilitazione è stato il presidente nazionale Ettore Prandini, che ha parlato davanti a circa 10mila agricoltori giunti da tutta Italia. Secondo Coldiretti, l’attuale sistema consente di etichettare come Made in Italy prodotti che italiani non sono, purché subiscano un’ultima trasformazione sul territorio nazionale.

“Una sottrazione di valore da 20 miliardi”

Il punto più critico riguarda proprio questa normativa. “Si tratta di una sottrazione di valore per i nostri agricoltori”, ha dichiarato Prandini, stimando in circa 20 miliardi di euro le risorse che potrebbero rimanere nelle filiere agricole italiane se venisse modificato il sistema attuale.

Il tema è particolarmente sentito in un momento segnato dalle tensioni internazionali. Le crisi geopolitiche, dai conflitti in Medio Oriente alle difficoltà nello stretto di Hormuz, stanno aggravando le condizioni economiche del settore, già sotto pressione.

Costi in forte aumento

Oltre alla questione normativa, gli agricoltori denunciano un incremento significativo dei costi di produzione. I dati forniti da Coldiretti evidenziano una situazione critica: +200 euro per ettaro rispetto all’anno precedente, un raddoppio dei prezzi dei fertilizzanti (+100%) e un aumento del gasolio agricolo pari al 70%. A questi si aggiunge il rincaro dell’energia, che contribuisce a mettere in difficoltà molte imprese del comparto.

Il Brennero simbolo della protesta

La scelta del Brennero non è casuale. Dal valico transitano ogni giorno tonnellate di prodotti agroalimentari – latte, cagliate, prosciutti, oli e ortaggi – che entrano in Italia per essere trasformati, acquisendo poi l’etichetta di origine italiana secondo le regole attuali. Per Coldiretti, questo meccanismo rappresenta una distorsione del mercato che penalizza le aziende agricole nazionali e rischia di ingannare i consumatori.

Difesa del Made in Italy

La protesta si inserisce in una strategia più ampia di tutela del settore agroalimentare, che in Italia garantisce circa 4 milioni di posti di lavoro. L’obiettivo è ottenere regole più chiare sull’origine dei prodotti, basate sulla materia prima e non solo sulla trasformazione finale. L’associazione chiede quindi un intervento a livello europeo per modificare il codice doganale, restituendo agli Stati membri la possibilità di definire con maggiore precisione l’origine dei prodotti.

Le prossime mosse

Le richieste emerse al Brennero saranno portate direttamente a Bruxelles. Una delegazione di Coldiretti incontrerà a Roma il Commissario europeo alla Salute, Olivér Várhelyi, per presentare le istanze del settore e sollecitare un cambio di rotta normativo.

Redazione

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