Flotta del Parco, Vincenzo Di Fraia: “Un arcipelago vasto e complesso, da vivere con chi lo conosce davvero”

Tra coste, calette e itinerari meno battuti, l’importanza di affidarsi a operatori radicati nel territorio per un’esperienza completa

Le coste del nord della Sardegna rappresentano uno degli scenari marini più riconoscibili e ricercati del Mediterraneo. Acque trasparenti, fondali ricchi di biodiversità, insenature difficilmente accessibili via terra e un sistema di isole che alterna spiagge iconiche a calette più riservate alimentano ogni anno il desiderio di migliaia di visitatori di vivere il mare in maniera diretta. Un’esperienza che, per essere realmente completa, richiede spesso il supporto di operatori specializzati nel trasporto marittimo, capaci di coniugare conoscenza del territorio, sicurezza e organizzazione. In questo ambito, il valore aggiunto è rappresentato soprattutto da chi il mare lo vive quotidianamente, da prospettive locali e con una lunga esperienza alle spalle.

“L’arcipelago della Maddalena è un patrimonio unico, dove il mare non è solo paesaggio ma identità. Chi lo vive ogni giorno sa che la vera sfida non è soltanto mostrarne la bellezza, ma accompagnare le persone a scoprirla con rispetto, mantenendo intatto quell’equilibrio tra natura e presenza umana che rende questo luogo così straordinario”, afferma Vincenzo Di Fraia, responsabile di Flotta del Parco, realtà storica nel comparto delle escursioni nell’arcipelago della Maddalena.

«La nostra esperienza nel trasporto marittimo viene da molto lontano, già dal secondo dopoguerra. Mio padre — ricorda Di Fraia — iniziò l’attività turistica nel 1955, lavorando con il Club Méditerranée e occupandosi, nei mesi invernali, dei collegamenti tra la Sardegna e La Maddalena». Il passaggio generazionale avviene nel 1974, quando Vincenzo prende in mano l’azienda e prosegue il percorso di sviluppo. «Tra il 1974 e il 1980 ho proseguito la collaborazione con il Club Méditerranée, seguendo anche attività legate alla subacquea. Nel 1981 abbiamo organizzato per primi il giro delle isole, un modello che poi si è diffuso e strutturato nel tempo».

Il cambiamento del contesto turistico è stato progressivo ma netto. «Fino agli anni Ottanta Porto Cervo concentrava gran parte del turismo, mentre La Maddalena registrava presenze più limitate. Oggi la situazione è completamente diversa: i flussi sono cresciuti in modo esponenziale e coinvolgono tutto l’arcipelago». Un’espansione che ha richiesto una maggiore organizzazione delle attività e una gestione più attenta delle escursioni.

Flotta del Parco opera oggi con una struttura articolata, che comprende sia grandi imbarcazioni sia mezzi più piccoli destinati a esperienze più flessibili. «La nostra imbarcazione principale, lo Squalo IV, trasporta fino a 250 passeggeri al giorno e segue un itinerario completo di circa 30 miglia», precisa Di Fraia. «Si tratta di un’escursione di un’intera giornata, con partenza alle 10:30 e rientro alle 18:30, che consente di visitare sia le isole a nord sia quelle a est, compresa Caprera». Il percorso prevede soste strutturate, tra cui quella a Spargi, in località Cala Granara, e a Caprera, nei pressi di Cala Garibaldi, oltre a tappe dedicate alla balneazione in aree di particolare pregio naturalistico come Budelli, di fronte alla Spiaggia Rosa, e Cala Coticcio.

Accanto a questo modello organizzato, l’azienda dispone anche di motoscafi e gommoni da 12 persone, utilizzati per escursioni senza itinerari rigidi. «In questi casi chiediamo ai nostri skipper di evitare le zone più affollate, cercando soluzioni alternative che permettano di valorizzare anche gli angoli meno frequentati dell’arcipelago», osserva. Una scelta che riflette una visione più ampia del territorio. «L’area della Maddalena si inserisce in un contesto molto più esteso, che va da Olbia fino all’Asinara e si estende verso la Corsica. È un arcipelago molto vasto e non si esaurisce nei luoghi più noti».

Alla guida di Flotta del Parco, Di Fraia porta una visione maturata in oltre cinquant’anni di attività sul campo, affiancata a un impegno parallelo nella formazione. «Dal 1977 ho insegnato all’istituto nautico e molti dei marittimi che oggi lavorano in Sardegna, sia nella mercantile sia nel turismo, sono stati miei allievi», racconta. Un elemento che contribuisce a delineare il ruolo dell’azienda non solo come operatore economico, ma anche come soggetto radicato nel tessuto professionale del territorio.

Flotta del Parco si inserisce così in un settore che continua a evolversi, dove la capacità di coniugare esperienza, organizzazione e conoscenza del mare resta un fattore determinante per affrontare le nuove dinamiche del turismo costiero.

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