Economia umbra, imprese solide ma margini ancora sotto la soglia competitiva

Alla Camera di Commercio confronto tra istituzioni, universitร  e imprese: crescita in Umbria stabile ma servono piรน innovazione, credito e capitale umano

Parla Mencaroni

Non una semplice successione di relazioni, ma un confronto basato su dati concreti e analisi approfondite per capire come rafforzare la crescita dellโ€™economia regionale. รˆ questo il senso della mattinata dedicata a โ€œLโ€™economia umbra e i bilanci delle impreseโ€, promossa dalla Camera di Commercio dellโ€™Umbria.

Allโ€™incontro hanno partecipato numerosi protagonisti del sistema economico e istituzionale regionale: il presidente della Camera di Commercio Giorgio Mencaroni, il segretario generale Federico Sisti, il professor Andrea Cardoni dellโ€™Universitร  degli Studi di Perugia e Andrea Colabella della Banca dโ€™Italia di Perugia.

Prima delle conclusioni dellโ€™assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti, sono intervenuti anche rappresentanti delle associazioni di categoria, del sistema bancario e dellโ€™Ordine dei dottori commercialisti di Perugia.

Dal confronto รจ emersa una collaborazione stretta tra Camera di Commercio, Universitร , Banca dโ€™Italia, Regione Umbria, professionisti e imprese, segno di una rete istituzionale impegnata a leggere e interpretare i cambiamenti dellโ€™economia regionale.

Mencaroni: โ€œLโ€™informazione economica รจ un bene pubblicoโ€

Ad aprire i lavori รจ stato il presidente della Camera di Commercio dellโ€™Umbria, Giorgio Mencaroni, che ha sottolineato il valore della conoscenza economica come strumento per prendere decisioni piรน efficaci.

Secondo Mencaroni, analizzare dati e tendenze non รจ un esercizio formale, ma un passaggio fondamentale per orientare le scelte di imprese e istituzioni.

“Conoscere per deliberare non รจ una formula rituale: รจ un metodo di lavoro”, ha spiegato il presidente, invitando a leggere lโ€™economia reale senza semplificazioni. Lโ€™obiettivo, ha aggiunto, รจ trasformare analisi e informazioni in decisioni concrete, lavorando in modo coordinato tra tutti i soggetti del territorio.

Il rapporto della Camera di Commercio: imprese umbre in crescita ma con margini limitati

Il momento centrale della mattinata รจ stato la presentazione del rapporto annuale della Camera di Commercio dellโ€™Umbria, curato dal professor Andrea Cardoni insieme al team camerale impegnato nellโ€™analisi economica.

Lo studio si รจ concentrato su un indicatore chiave: lโ€™Ebitda margin, cioรจ il margine operativo lordo in rapporto ai ricavi. Questo parametro misura la capacitร  delle imprese di generare risorse per investire, innovare e restare competitive.

Lโ€™analisi mostra che le societร  di capitali umbre tra il 2019 e il 2024 hanno dimostrato una buona capacitร  di tenuta e crescita. Tuttavia il nodo non riguarda solo lโ€™aumento dei ricavi o degli utili, ma la qualitร  della crescita economica.

Cardoni ha sottolineato che il vero tema รจ rafforzare la struttura del sistema produttivo, evitando letture troppo ottimistiche e distinguendo tra semplice resistenza e reale capacitร  di sviluppo.

Marginalitร  e struttura produttiva: il limite dellโ€™8 per cento

Il dato piรน significativo riguarda proprio la redditivitร  delle imprese. Nel 2024 lโ€™Ebitda margin dellโ€™Umbria si attesta intorno allโ€™8 per cento, al di sotto della soglia del 10 per cento considerata indice di piena soliditร  competitiva.

Il valore risulta inoltre inferiore rispetto a regioni vicine come Marche e Toscana.

Il problema non รจ solo quantitativo ma strutturale. In Umbria il settore commerciale ha ancora un peso rilevante, contribuendo a comprimere la marginalitร  media. Al contrario, i servizi avanzati mostrano performance elevate ma hanno ancora un peso limitato nellโ€™economia regionale.

Anche la dimensione delle imprese incide sui risultati: le aziende piccole e medio-piccole mostrano segnali interessanti, mentre nelle classi dimensionali piรน alte la marginalitร  tende a ridursi.

Demografia e capitale umano: il vero nodo dello sviluppo

A completare lโ€™analisi รจ stato lโ€™intervento di Federico Sisti, che ha presentato โ€œPabloโ€, una sintesi dei principali indicatori economici e sociali dellโ€™Umbria.

Il punto piรน critico riguarda la dinamica demografica. Secondo le proiezioni, nei prossimi sedici anni la regione potrebbe perdere circa 66 mila residenti.

Il fenomeno รจ accompagnato da tre tendenze:

  • calo della popolazione

  • invecchiamento progressivo

  • riduzione della popolazione in etร  lavorativa

Per Sisti si tratta della โ€œquestione delle questioniโ€, perchรฉ una popolazione piรน anziana e meno numerosa significa meno lavoro disponibile, minore innovazione e maggiori difficoltร  nel sostenere lo sviluppo economico e i servizi pubblici.

Il nodo del credito per le imprese umbre

Un altro tema cruciale รจ stato quello del credito alle imprese, affrontato da Andrea Colabella della Banca dโ€™Italia.

Lโ€™analisi comparata con media nazionale, Marche e Toscana evidenzia che in Umbria le imprese, soprattutto quelle di dimensioni piรน piccole, risultano penalizzate sia nella quantitร  di credito disponibile sia nei costi dei finanziamenti.

Le criticitร  emergono in particolare nei prestiti a breve termine, mentre nei mutui il divario tende a ridursi.

Si tratta di un fattore decisivo perchรฉ lโ€™accesso al credito รจ direttamente collegato alla capacitร  delle imprese di investire e crescere.

De Rebotti: nuovi criteri nei bandi e 60 milioni per le imprese

Nelle conclusioni lโ€™assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti ha indicato alcune linee operative per il futuro.

Tra le novitร  annunciate cโ€™รจ lโ€™introduzione del criterio della pluridisciplinarietร  nei bandi regionali, insieme a una maggiore attenzione alla capacitร  delle imprese di attrarre e trattenere capitale umano qualificato.

De Rebotti ha inoltre indicato il credito come uno dei nodi principali da affrontare e ha annunciato che tra il 2026 e il 2027 saranno destinati 60 milioni di euro al sistema produttivo regionale.

Secondo lโ€™assessore, gli incentivi non devono limitarsi ad accompagnare le imprese, ma devono premiare chi crea lavoro qualificato e sviluppo duraturo.

Sul tema Zes (Zone Economiche Speciali) ha sottolineato il valore della semplificazione amministrativa, considerata una leva fondamentale per rendere il territorio piรน attrattivo.

Un confronto utile per il futuro dellโ€™Umbria

Il risultato della mattinata รจ stato un momento di analisi e confronto di alto livello, capace di mettere in relazione dati economici e scelte strategiche.

Dal dibattito emergono alcuni punti chiave per il futuro dellโ€™Umbria: marginalitร  delle imprese, struttura produttiva, dinamica demografica, accesso al credito, capitale umano e capacitร  amministrativa.

Sono questi gli elementi che oggi possono orientare le decisioni delle istituzioni e delle imprese, con lโ€™obiettivo di trasformare la crescita economica in uno sviluppo piรน solido e duraturo per la regione.

Redazione

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