Il 2025 ha rappresentato un anno di sfide per la viticoltura trentina, con un primo semestre caldo e siccitoso seguito da un autunno-inverno freddo e piovoso. Durante la vendemmia, le piogge intense e le temperature sopra la media hanno causato problemi di marciumi nelle uve, costringendo i viticoltori a anticipare la raccolta per alcune varietà e a concentrarla in poche giornate utili. Nonostante ciò, l’annata si è rivelata positiva, con un aumento della produzione di uva di +11% rispetto al 2024, totalizzando oltre 1,1 milioni di quintali di uva prodotta, e una qualità che ha premiato varietà come lo Chardonnay.
Focus sui marciumi e sulla gestione sanitaria delle uve
Un tema centrale della 18esima Giornata tecnica della vite e del vino, organizzata dalla Fondazione Edmund Mach, è stato l’approfondimento sui marciumi dei grappoli. L’analisi ha messo in evidenza come le condizioni climatiche sfavorevoli abbiano influito negativamente sulla sanità delle uve. In particolare, la varietà Teroldego, storicamente a maturazione medio-tardiva, ha subito un anticipo delle fasi fenologiche causato dall’innalzamento delle temperature, portando a un cedimento strutturale delle bucce e al successivo instaurarsi di marciumi e botrite. Le strategie di difesa sono state messe in campo per migliorare la resistenza ai marciumi.
Test di antibotritici: sintesi vs. biologicals
Un altro importante tema affrontato è stato il confronto tra i prodotti antibotritici di sintesi e i biologicals, ossia i prodotti a base di sostanze naturali, in particolare nella coltivazione dello Chardonnay. Le prove condotte dal Centro di Sperimentazione Laimburg hanno mostrato i risultati sull’efficacia di entrambi i metodi nella prevenzione della botrite, con un’analisi anche dei residui dei prodotti sull’uva.
Trattamenti fitosanitari e gestione delle attrezzature
Il trattamento fitosanitario è stato un altro tema centrale, con particolare attenzione alla pulizia dell’atomizzatore, fondamentale per evitare contaminazioni residue. Daniel Bondesan del Centro Trasferimento Tecnologico FEM ha illustrato le pratiche innovative in fase di studio, mentre il Consorzio Trentino di Bonifica ha presentato le esperienze di Lavis e Mezzocorona riguardo alla realizzazione di impianti collettivi di lavaggio degli atomizzatori, per prevenire l’inquinamento delle risorse idriche.
La vendemmia 2025: valutazioni enologiche
Dal punto di vista enologico, i risultati sono stati valutati positivamente, in particolare per lo Chardonnay, sia come base spumante che come vino fermo. I vini hanno mostrato un equilibrio ottimale tra zuccheri, acidità e pH, con una buona espressione sensoriale. Le varietà bianche aromatiche e semi-aromatiche, tra cui il Pinot grigio, hanno risentito maggiormente delle condizioni climatiche sfavorevoli della seconda metà di agosto, mentre le varietà rosse, pur con una vendemmia anticipata, hanno dato origine a vini freschi e fruttati, grazie a una gestione tecnica accurata in cantina.
Il futuro della viticoltura trentina: sostenibilità e innovazione
Nel complesso, la stagione viticola 2025 in Trentino si è conclusa con una produzione abbondante e una qualità soddisfacente, nonostante le difficoltà climatiche. I risultati confermano l’importanza di un approccio tecnico innovativo nella gestione dei vigneti, con un crescente focus su pratiche sostenibili e l’adozione di tecnologie avanzate. Il lavoro continuo sui modelli climatici, il monitoraggio dei fabbisogni irrigui e l’adozione di strategie difensive naturali per contrastare i marciumi sono temi cruciali per affrontare le sfide future legate al cambiamento climatico.
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