Lavoro femminile in Italia: occupazione ferma al 57,4% e dimissioni in aumento

Dal convegno di Perugia una spinta per legare paritร  di genere e competitivitร  delle imprese

Elena Mocchio e Agnese Nadia Canevari

In Italia il lavoro femminile continua a segnare un forte ritardo rispetto a quello maschile. Il tasso di occupazione delle donne si ferma al 57,4%, con un divario di 9,4 punti percentuali rispetto agli uomini, mentre il 70% delle dimissioni volontarie riguarda lavoratrici. Dati che descrivono una crescita incompleta e una difficoltร  strutturale nel valorizzare il talento femminile.

Numeri al centro del convegno โ€œCompetitivitร  significa Paritร โ€, svoltosi a Perugia, presso il Centro Congressi della Camera di Commercio dellโ€™Umbria, che ha riunito istituzioni, rappresentanti del mondo produttivo ed esperti delle politiche di genere.

Occupazione femminile e part-time: i dati che frenano la crescita

Secondo i dati illustrati nel corso dellโ€™incontro, il part-time coinvolge circa il 30% delle donne occupate, spesso in forma involontaria, contro appena il 7% degli uomini. Tra le madri under 35, la percentuale sale fino al 60%, evidenziando come la maternitร  continui a incidere in modo significativo sui percorsi lavorativi femminili.

Nel biennio 2023-2024, su circa 100mila dimissioni volontarie, 70mila hanno riguardato donne, spesso costrette a lasciare il lavoro per lโ€™impossibilitร  di conciliare attivitร  professionale e carichi di cura familiare. Indicatori che, pur mostrando un lento miglioramento rispetto al passato, confermano la persistenza di disuguaglianze strutturali.

Il progetto PAGINA e la certificazione di paritร  di genere

Il convegno si inserisce nel percorso di promozione del progetto PAGINA โ€“ Paritร  di Genere in Azienda, promosso dalla consigliera di Paritร  della Regione Umbria, dalla Regione Umbria e dalla Camera di Commercio dellโ€™Umbria, con il finanziamento del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Il progetto accompagna le imprese verso la Certificazione della Paritร  di Genere UNI/PdR 125:2022, intervenendo su ambiti chiave come governance, gestione delle risorse umane, equitร  retributiva, tutela della genitorialitร  e conciliazione vita-lavoro. Il bando collegato al percorso formativo ha registrato una forte adesione delle imprese umbre, segnale di un interesse crescente verso modelli organizzativi piรน equi.

Paritร  di genere come leva di competitivitร 

Ad aprire i lavori รจ stato il presidente della Camera di Commercio dellโ€™Umbria, Giorgio Mencaroni, che ha sottolineato come la certificazione di genere rappresenti una grande opportunitร , ma richieda ancora un significativo sforzo di diffusione, soprattutto tra le imprese non femminili. “La paritร  di genere โ€“ ha evidenziato โ€“ รจ destinata a diventare un fattore sempre piรน determinante di competitivitร  aziendale“.

Un concetto ribadito anche dallโ€™assessora regionale Simona Meloni, che ha richiamato la centralitร  dellโ€™indipendenza economica per una paritร  reale e annunciato lโ€™aggiornamento della legge regionale sulle politiche di genere, risalente al 2015.

Il quadro nazionale e le prospettive future

Il contesto nazionale รจ stato illustrato da Agnese Nadia Canevari, consigliera nazionale di Paritร  supplente, che ha evidenziato come la disuguaglianza di genere continui a rallentare la crescita del Paese, pur in presenza di esempi virtuosi. Centrale anche il tema del gender pay gap, in vista dellโ€™entrata in vigore della direttiva europea sulla trasparenza retributiva, prevista da giugno.

La consigliera di Paritร  della Regione Umbria, Rosita Garzi, ha approfondito i principali fattori di discriminazione ancora presenti nelle organizzazioni: segregazione verticale e orizzontale, penalizzazione legata alla maternitร  e divari salariali. Elementi che incidono sul clima aziendale e sulla produttivitร , ma che possono essere superati attraverso modelli organizzativi piรน inclusivi.

Esperienze aziendali e ruolo delle istituzioni

Tra le testimonianze, quella di Elisa Severino, HR manager di Tarkett Official, azienda ternana giร  certificata, che ha raccontato come la certificazione di genere si inserisca in una cultura aziendale giร  orientata alla qualitร  e alla sostenibilitร .

A livello istituzionale, Gianluca Puliga, del Dipartimento per le Pari Opportunitร , ha ricordato lโ€™obiettivo europeo delle 3.000 imprese certificate entro giugno 2026, sottolineando come il numero abbia giร  superato quota 12.000 certificazioni. Tiziana Pompei, vice segretario generale di Unioncamere, ha infine ribadito il ruolo storico del sistema camerale nel sostegno allโ€™imprenditoria femminile.

Una sfida condivisa per il futuro

A chiudere i lavori รจ stato il segretario generale della Camera di Commercio dellโ€™Umbria, Federico Sisti, che ha indicato nella paritร  di genere una sfida decisiva per costruire una societร  piรน sostenibile e imprese piรน competitive.

Un percorso che lega inclusione, crescita economica e qualitร  del lavoro, con lโ€™obiettivo di trasformare la paritร  in un fattore strutturale di sviluppo.

Redazione

Seguici su

Aggiungi corrieredelleconomia.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

โ˜… Aggiungici
Iscriviti
Notificami
0 Commenti

Articoli correlati

Il Sottosegretario agli Affari Esteri Maria Tripodi, su delega del Ministro Antonio Tajani, ha partecipato...
Dopo un incontro a Norcia, il Comitato Tutela Patrimonio Valnerina e le associazioni del territorio...
Giorgio Mencaroni
A Perugia il convegno nazionale sulla paritร  di genere: occupazione femminile in crescita, ma restano...

Altre notizie

Altre notizie