In Italia il lavoro femminile continua a segnare un forte ritardo rispetto a quello maschile. Il tasso di occupazione delle donne si ferma al 57,4%, con un divario di 9,4 punti percentuali rispetto agli uomini, mentre il 70% delle dimissioni volontarie riguarda lavoratrici. Dati che descrivono una crescita incompleta e una difficoltร strutturale nel valorizzare il talento femminile.
Numeri al centro del convegno โCompetitivitร significa Paritร โ, svoltosi a Perugia, presso il Centro Congressi della Camera di Commercio dellโUmbria, che ha riunito istituzioni, rappresentanti del mondo produttivo ed esperti delle politiche di genere.
Occupazione femminile e part-time: i dati che frenano la crescita
Secondo i dati illustrati nel corso dellโincontro, il part-time coinvolge circa il 30% delle donne occupate, spesso in forma involontaria, contro appena il 7% degli uomini. Tra le madri under 35, la percentuale sale fino al 60%, evidenziando come la maternitร continui a incidere in modo significativo sui percorsi lavorativi femminili.
Nel biennio 2023-2024, su circa 100mila dimissioni volontarie, 70mila hanno riguardato donne, spesso costrette a lasciare il lavoro per lโimpossibilitร di conciliare attivitร professionale e carichi di cura familiare. Indicatori che, pur mostrando un lento miglioramento rispetto al passato, confermano la persistenza di disuguaglianze strutturali.
Il progetto PAGINA e la certificazione di paritร di genere
Il convegno si inserisce nel percorso di promozione del progetto PAGINA โ Paritร di Genere in Azienda, promosso dalla consigliera di Paritร della Regione Umbria, dalla Regione Umbria e dalla Camera di Commercio dellโUmbria, con il finanziamento del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Il progetto accompagna le imprese verso la Certificazione della Paritร di Genere UNI/PdR 125:2022, intervenendo su ambiti chiave come governance, gestione delle risorse umane, equitร retributiva, tutela della genitorialitร e conciliazione vita-lavoro. Il bando collegato al percorso formativo ha registrato una forte adesione delle imprese umbre, segnale di un interesse crescente verso modelli organizzativi piรน equi.
Paritร di genere come leva di competitivitร
Ad aprire i lavori รจ stato il presidente della Camera di Commercio dellโUmbria, Giorgio Mencaroni, che ha sottolineato come la certificazione di genere rappresenti una grande opportunitร , ma richieda ancora un significativo sforzo di diffusione, soprattutto tra le imprese non femminili. “La paritร di genere โ ha evidenziato โ รจ destinata a diventare un fattore sempre piรน determinante di competitivitร aziendale“.
Un concetto ribadito anche dallโassessora regionale Simona Meloni, che ha richiamato la centralitร dellโindipendenza economica per una paritร reale e annunciato lโaggiornamento della legge regionale sulle politiche di genere, risalente al 2015.
Il quadro nazionale e le prospettive future
Il contesto nazionale รจ stato illustrato da Agnese Nadia Canevari, consigliera nazionale di Paritร supplente, che ha evidenziato come la disuguaglianza di genere continui a rallentare la crescita del Paese, pur in presenza di esempi virtuosi. Centrale anche il tema del gender pay gap, in vista dellโentrata in vigore della direttiva europea sulla trasparenza retributiva, prevista da giugno.
La consigliera di Paritร della Regione Umbria, Rosita Garzi, ha approfondito i principali fattori di discriminazione ancora presenti nelle organizzazioni: segregazione verticale e orizzontale, penalizzazione legata alla maternitร e divari salariali. Elementi che incidono sul clima aziendale e sulla produttivitร , ma che possono essere superati attraverso modelli organizzativi piรน inclusivi.
Esperienze aziendali e ruolo delle istituzioni
Tra le testimonianze, quella di Elisa Severino, HR manager di Tarkett Official, azienda ternana giร certificata, che ha raccontato come la certificazione di genere si inserisca in una cultura aziendale giร orientata alla qualitร e alla sostenibilitร .
A livello istituzionale, Gianluca Puliga, del Dipartimento per le Pari Opportunitร , ha ricordato lโobiettivo europeo delle 3.000 imprese certificate entro giugno 2026, sottolineando come il numero abbia giร superato quota 12.000 certificazioni. Tiziana Pompei, vice segretario generale di Unioncamere, ha infine ribadito il ruolo storico del sistema camerale nel sostegno allโimprenditoria femminile.
Una sfida condivisa per il futuro
A chiudere i lavori รจ stato il segretario generale della Camera di Commercio dellโUmbria, Federico Sisti, che ha indicato nella paritร di genere una sfida decisiva per costruire una societร piรน sostenibile e imprese piรน competitive.
Un percorso che lega inclusione, crescita economica e qualitร del lavoro, con lโobiettivo di trasformare la paritร in un fattore strutturale di sviluppo.
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