Sono buoni i conti pubblici dell’Italia, ma l’incertezza internazionale porta il Governo a frenare su taglio Irpef e rottamazione delle cartelle, come inizialmente ipotizzato.
“Il quadro si รจ complicato” ha detto il ministro Giancarlo Giorgetti, il quale indica la data del 22 settembre – quando lโIstat diffonderร i conti economici nazionali – per definire il contorno preciso in cui l’Esecutivo dovrร pensare la prossima manovra.
I dati sui conti pubblici italiani
Intanto, l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) certifica che nel 2025 l’Italia lโunico tra i grandi Paesi europei con un rapporto tra debito pubblico e Pil inferiore allโobiettivo fissato nel Piano strutturale di bilancio (Psb). La stima รจ del 136,6%, con un aumento di 1,3 punti rispetto al 2024. ma meno negativa di quello che si attende negli altri Paesi.
E questo grazie a un deficit che dovrebbe attestarsi intorno al 3,3% del Pil, inferiore dunque alla media Ue, e con un miglioramento dell’avanzo primario, stimato allo 0,7%.
Le incertezze internazionali
Ma appunto, il clima di incertezza internazionale porta il Governo a frenare sulla riduzione delle tasse, almeno nella misura inizialmente ipotizzata. A preoccupare sono soprattutto gli effetti del conflitto in Ucraina, i cui sviluppi si teme facciano fluttuare ulteriormente il costo dell’energia e quindi l’inflazione.
Ad attendere la riduzione dell’Irpef รจ soprattutto il ceto medio, della quale perรฒ la premier Giorgia Meloni ha ribadito la centralitร .
Il vero nodo รจ perรฒ soprattutto sulla rottamazione delle cartelle e piรน in generale sulla cosiddetta “pace fiscale”: c’รจ infatti da decidere cosa fare dell’ingente massa di debiti fiscali che molti contribuenti non riusciranno a pagare e che lo Stato non puรฒ ragionevolmente pensare di incassare.
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