Difesa costiera e biodiversità: a Ravenna prende forma il progetto LIFE NatuReef

Nel cuore dell’Adriatico, una barriera vivente per contrastare erosione, inondazioni e perdita di habitat

Un nuovo approccio alla difesa costiera sta prendendo forma nel ravennate grazie al progetto LIFE NatuReef, finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Programma LIFE 2021-2027. L’iniziativa mira a contrastare gli effetti devastanti del cambiamento climatico sulle coste, proponendo una soluzione basata sulla natura: una scogliera biogenica composta da ostriche e sabellarie autoctone, organismi capaci di consolidarsi e sviluppare un ecosistema marino ricco e funzionale.

L’idea trae ispirazione da formazioni naturali presenti nell’antichità, veri e propri baluardi contro l’erosione marina, oggi quasi completamente scomparsi. L’obiettivo è duplice: mitigare i rischi ambientali causati dall’erosione e dalle mareggiate, e allo stesso tempo potenziare la biodiversità marina locale, contribuendo a preservare habitat costieri di grande valore ecologico.

Il coordinamento del progetto è affidato al Dipartimento BiGeA dell’Università di Bologna, affiancato da un consorzio di partner strategici: Comune di Ravenna, Parco Delta del Po Emilia-Romagna, Proambiente S.c.r.l., Fondazione Flaminia e Reef Check Italia ETS. Questa rete di collaborazione tra enti pubblici, centri di ricerca e realtà del terzo settore rappresenta uno dei punti di forza del progetto, garantendo un approccio multidisciplinare e altamente integrato.

Avviato nel luglio 2023 e con conclusione prevista a giugno 2027, LIFE NatuReef ha già ottenuto importanti risultati nella prima fase del percorso. Tra questi spiccano la creazione di una banca dati che funge da riferimento per il confronto con gli effetti futuri del progetto, la modellizzazione idrodinamica dell’area coinvolta e la progettazione della scogliera basale calcarea. Quest’ultima rappresenta il primo passo concreto verso la realizzazione fisica della barriera biogenica.

La costruzione della scogliera è prevista per l’autunno 2025, e sarà subito seguita da attività di ripopolamento mirato con ostriche e sabellarie autoctone. Si tratta di una fase cruciale, poiché sarà proprio l’interazione tra questi organismi e il substrato a determinare la resilienza della struttura e la sua capacità di offrire rifugio a una molteplicità di specie marine.

Il progetto si inserisce pienamente nella strategia dell’Unione europea di promuovere Nature-based Solutions (NbS) per affrontare le sfide ambientali, in particolare in ambito costiero. In un contesto in cui le difese naturali stanno scomparendo e gli eventi climatici estremi diventano più frequenti, LIFE NatuReef rappresenta un modello replicabile per molte altre aree del Mediterraneo e non solo.

L’integrazione tra scienza, governance territoriale e partecipazione sociale è alla base del successo atteso. Un esempio virtuoso di come la ricerca applicata e la sensibilità ambientale possano generare soluzioni innovative, sostenibili e rispettose degli ecosistemi marini.

Progetto Life NatuReef da sito MASE
Redazione

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