Cna Umbria: “Il futuro dell’edilizia passa per rigenerazione, rinnovabili e riqualificazione urbana”

L’associazione regionale commenta i dati dell’Osservatorio Cresme e propone un nuovo modello per il settore: meno consumo di suolo, più energia verde e grandi opere

Roberto Giannangeli

In un contesto di profonda trasformazione e incertezza, CNA Umbria lancia un messaggio chiaro: il settore delle costruzioni deve ripartire con una visione nuova, orientata alla sostenibilità, all’efficienza e alla rigenerazione urbana. È quanto emerso durante la presentazione dei dati dell’Osservatorio sul settore edile curato da Cresme Ricerche, illustrati da Lorenzo Bellicini, e commentati dai vertici regionali dell’associazione di categoria.

Recupero e bonus edilizi: i driver degli ultimi anni

Secondo Bellicini, il recupero del patrimonio immobiliare ha rappresentato il 73% del valore complessivo della produzione edilizia in Italia negli ultimi cinque anni, per un totale di 292 miliardi di euro. A trainare il comparto sono stati soprattutto i bonus edilizi, oggi ridotti, che hanno provocato un calo del 40% negli investimenti attivati rispetto al biennio precedente.

Tuttavia, le opere pubbliche sono cresciute grazie al PNRR e a programmi infrastrutturali come “Connettere l’Italia”, innescando una dinamica che ha bilanciato parzialmente la contrazione nel settore privato.

Umbria: 5 miliardi di investimenti e una tenuta post-bonus

Il presidente di CNA Costruzioni Umbria, Emanuele Bertini, ha sottolineato che tra il 2021 e il 2024 i bonus casa hanno generato quasi 5 miliardi di euro di investimenti nella regione, di cui 2,3 miliardi attribuibili al Superbonus. Nonostante la stretta sui bonus, il comparto ha registrato una tenuta superiore ai livelli pre-pandemia, grazie soprattutto alla ricostruzione post-sisma del 2016 e agli appalti pubblici legati al PNRR.

La riduzione attesa per il 2025 (-7%) è considerata contenuta, anche perché esiste una coda importante di lavori ancora da completare. Il vero nodo, secondo Bertini, è l’assenza di grandi infrastrutture: in Umbria mancano ancora progetti chiave come la E78, il Nodo di Perugia, le Tre Valli e il collegamento con l’Alta Velocità.

CNA: rigenerazione urbana e comunità energetiche per rilanciare il comparto

Roberto Giannangeli, direttore CNA Umbria, ha condiviso la scelta del Comune di Perugia di bloccare l’ampliamento dell’Ipercoop, ribadendo che la crescita del comparto può avvenire anche senza nuovo consumo di suolo. La scommessa, ha spiegato, è la rigenerazione dei centri abitati e delle aree industriali dismesse.

Il responsabile regionale Pasquale Trottolini ha aggiunto che il futuro dell’edilizia sarà determinato dalla transizione energetica. In Umbria, la produzione di energia rinnovabile dovrà passare da 234 MW a 1756 MW entro il 2030, secondo i target del PNIEC. Il 52% dei risparmi energetici dovrà arrivare dagli immobili residenziali, il 16% da quelli industriali.

In questo quadro, CNA propone:

  • Riqualificazione urbana e industriale con fondi FESR e FEASR;

  • Sviluppo delle CER (Comunità Energetiche Rinnovabili);

  • Misure per contrastare il dissesto idrogeologico;

  • Polizze obbligatorie contro eventi catastrofali entro fine anno;

  • Semplificazione normativa e piani regionali su energia e rifiuti.

Verso una nuova stagione di politiche industriali locali

Per Bertini, è necessario stabilizzare i bonus edilizi con una prospettiva di lungo periodo e reintrodurre lo sconto in fattura per favorire la riqualificazione nelle fasce deboli. Inoltre, CNA chiede al governo un piano deciso per infrastrutture strategiche.

Infine, Giannangeli ha annunciato che CNA presenterà presto proposte dettagliate nella riprogrammazione dei fondi strutturali europei, con particolare attenzione alla formazione di personale qualificato, una delle carenze più gravi attualmente riscontrate nel comparto.

Redazione

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