Aveva 25 anni Michael Affatato, il giovane morto sabato mattina a Mandatoriccio a seguito della caduta dal tetto di un capannone dove stava lavorando, nella zona industriale. Un incidente sul lavoro sul quale stanno lavorando i carabinieri e gli ispettori dellโUfficio Prevenzione dellโAzienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, incaricati dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Castrovillari di verificare eventuali violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro.
“La perdita di un giovane di soli 25 anni, caduto dal tetto di un fabbricato in una zona industriale periferica di Mandatoriccio, ci lascia sgomenti e profondamente addolorati”, commentano Christian Demasi e Pasquale Costabile della Filca-Cisl Calabria.
“Questa ennesima morte sul lavoro, al di lร di quanto emergerร dal lavoro degli inquirenti – proseguono i due sindacalisti – non puรฒ e non deve essere archiviata come una fatalitร . Le cadute dallโalto continuano a essere una delle principali cause di mortalitร nei luoghi di lavoro, evidenziando come le norme sulla sicurezza siano ancora troppo spesso disattese, soprattutto nei piccoli cantieri e nelle realtร produttive meno strutturate”.
Demasi e Costabile richiamano con forza la necessitร di applicare rigorosamente i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, che rappresentano uno strumento fondamentale per garantire la formazione e la sicurezza dei lavoratori: “La formazione non รจ un lusso o un costo da tagliare. ร un diritto imprescindibile che va rispettato e potenziato, attraverso lโutilizzo degli enti di formazione e il coinvolgimento di tutte le parti sociali. Ogni lavoratore deve essere adeguatamente preparato ad affrontare i rischi legati alla propria attivitร quotidiana. Per questo serve un impegno concreto da parte delle istituzioni, delle imprese e degli organismi di controllo. ร necessario intensificare i controlli e rafforzare le ispezioni nei luoghi di lavoro. Questi devono essere frequenti, mirati ed efficaci, ma anche educativi, per promuovere una cultura della sicurezza che coinvolga tutti i soggetti del sistema produttivo. Nonostante lโintroduzione della patente a crediti, che qualifica lavoratori e imprese, รจ soprattutto il lavoro sommerso a continuare a generare una scia di sangue intollerabile. Questo fenomeno รจ particolarmente evidente nei piccoli cantieri, spesso invisibili, dove non ci sono i protocolli di sicurezza e legalitร . ร in questi contesti che bisogna intervenire con maggior decisione, per garantire il rispetto delle normative e tutelare la vita umana. ร necessario un forte cambiamento culturale: bisogna investire in formazione, vigilanza e sicurezza. Lavorare non deve significare rischiare la vita ogni giorno. La sicurezza deve diventare una prioritร condivisa, un valore imprescindibile per lโintera societร . La dignitร e il valore della vita umana โ concludono i sindacalisti della Filca-Cisl Calabria โ devono essere messi al centro di ogni scelta politica, economica e sociale”.
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