Crisi al porto di Taranto: traffico merci in calo e futuro incerto

Le difficoltร  si concentrano su diversi fronti, dalla crisi del settore siderurgico alla gestione del terminal affidata al gruppo turco Yilport

Il porto di Taranto ha registrato un 2024 difficile, con un netto calo del traffico merci e una situazione economica complessa. Le difficoltร  si concentrano su diversi fronti, dalla crisi del settore siderurgico alla gestione del terminal affidata al gruppo turco Yilport. I dati parlano chiaro: i volumi movimentati sono ben lontani dagli obiettivi stabiliti nella concessione stipulata con lโ€™Autoritร  portuale, mentre i conti continuano a segnare un rosso preoccupante.

Cause del declino e problemi strutturali

Una delle cause principali รจ il crollo della produzione siderurgica, che ha toccato minimi storici, incidendo pesantemente sullโ€™attivitร  portuale. Parallelamente, le aspettative legate alla gestione Yilport non sono state rispettate. Gli investimenti promessi e le performance attese non si sono concretizzati, lasciando il terminal in una situazione di stagnazione.

Un altro ostacolo significativo riguarda i dragaggi, indispensabili per aumentare la profonditร  dei fondali e permettere lโ€™attracco delle grandi navi. La vasca di colmata, progettata per accogliere i sedimenti dei dragaggi, si รจ rivelata inadatta a causa di errori nei lavori eseguiti dalla ditta appaltatrice. Il costo complessivo per completare le opere ammonta a circa 270 milioni di euro. Tuttavia, per avviare il primo lotto di interventi, lโ€™Autoritร  portuale stima necessari almeno 100 milioni, risorse che potrebbero provenire dal Just Transition Fund, se approvate.

Nuove prospettive: lโ€™eolico offshore

Nonostante le difficoltร , il porto di Taranto potrebbe trovare una via di rilancio nella rifunzionalizzazione come hub per lโ€™eolico offshore galleggiante. Il progetto, in attesa di un decreto autorizzativo dal Ministero dellโ€™Ambiente, prevede la creazione di infrastrutture che occuperebbero il 50% del terminal ionico. Questo intervento potrebbe aprire nuove opportunitร  economiche e occupazionali, sia per Taranto che per il vicino porto di Brindisi.

Redazione

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