Altro mezzo punto se ne sta andando ad unโora dalla chiusura con il momento ribassista in atto in tutto il mondo. Ed ora anche quota 48.000 del listino Ftse Mib รจ in pericolo. E poi il petrolio si alza sino ad arrivar a 111 dollari al barile e lo spread a 123 punti base. Che dire? Brutta giornata per la Borsa di Milano ma anche per le altre del Continente. Le azioni si sono mosse in conseguenza: calano quelle delle banche che non amano la confusione e lโincertezza ed invece crescono, ed anche tanto, le altre, quelle petrolifere che, invece, ci sguazzano nei teatri mondiali complicati, come lโEni (+5,42%). Dโaltra parte, proprio nelle guerre coloniali degli anni Cinquanta lโEni รจ nato e si รจ fortificato. E poi le societร che hanno gravitato nellโorbita di Eni, Saipem +2,78%, Snam +0,41%. Ed ancora Tenaris +4,27%, quella che fa i tubi petroliferi.
Sโรจ detto delle banche Intesa san Paolo marca โ 1,15% mentre Unicredit -0,87% per parlare solo di quelle piรน forti. Molto pesante Stellantis (-6,17%) che proprio non riesce a trovare una dimensione adeguata.
E niente, tutto viene rimandato a dopo le elezioni di Metร Mandato che si terranno nei primi giorni di novembre. Difficilmente sino ad allora ci saranno novitร . Ma la speranza รจ sempre lโultima a morire ed ecco che si potrebbe anche materializzare un armistizio tra Russia e Ucraina. Ma chi ci crede? A lunedรฌ
Questo scritto รจ redatto a solo scopo informativo e NON puรฒ essere considerato in alcun modo sollecitazione al pubblico risparmio.
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