Gli stipendi aumentano, ma non abbastanza da compensare il rincaro dei prezzi. Nella cittร metropolitana di Venezia, tra il 2015 e il 2025, le retribuzioni medie sono cresciute del 14,4%, mentre l’inflazione cumulata ha raggiunto il 22,5%. Il risultato รจ una perdita del potere d’acquisto del 6,6% in dieci anni.
ร quanto emerge dall’analisi dell’ufficio studi della Cisl Venezia, elaborata sui dati del JP Geography Index dell’Osservatorio JobPricing e sull’andamento dei prezzi rilevato dall’Istat.
Lo studio considera le retribuzioni dei lavoratori occupati nel territorio provinciale, indipendentemente dalla loro residenza, e confronta i livelli salariali delle 107 province italiane.
Venezia scende al 29ยฐ posto per retribuzioni
Nel 2025 la retribuzione globale annua media a Venezia รจ di 33.133 euro lordi, un valore che colloca la provincia al 29ยฐ posto in Italia.
Rispetto al 2024, quando occupava la 27ยช posizione, Venezia perde due posti nella graduatoria nazionale.
Il dato รจ inferiore anche alla media del Veneto, pari a 33.790 euro: una differenza di 657 euro lordi all’anno, corrispondenti a circa 55 euro al mese.
Nel confronto regionale, Venezia si trova dietro a Padova, che registra una retribuzione media di 34.112 euro, Verona con 33.635 euro, Treviso con 33.304 euro e Belluno con 33.258 euro.
Padova รจ l’unica provincia veneta a superare la media regionale. Verona e Treviso hanno migliorato la propria posizione nella classifica italiana, mentre Belluno ha perso un posto.
Al vertice nazionale resta Milano, con una retribuzione media annua di 40.055 euro lordi.
Inflazione piรน alta degli aumenti salariali
Il dato piรน significativo riguarda l’andamento degli stipendi nell’ultimo decennio.
A Venezia, la crescita nominale delle retribuzioni del 14,4% non รจ riuscita a compensare l’aumento dei prezzi del 22,5%.
Per misurare l’effetto concreto, la Cisl propone un esempio: un lavoratore che nel 2015 percepiva 1.500 euro al mese, applicando l’incremento medio del 14,4%, sarebbe arrivato nel 2025 a 1.716 euro.
Per conservare lo stesso potere d’acquisto di dieci anni prima, tuttavia, avrebbe avuto bisogno di 1.837,50 euro mensili.
La differenza รจ di 121,50 euro al mese, una cifra che rende evidente quanto l’inflazione abbia ridotto il valore reale degli aumenti retributivi.
Nel confronto tra le 40 principali province italiane, Venezia si colloca al 17ยฐ posto per andamento del potere d’acquisto.
Le difficoltร riguardano anche altri importanti territori del Nord, tra cui Milano, Trieste, Bologna, Udine, Trento e Genova, dove la crescita dei salari ha mostrato un divario ancora piรน marcato rispetto all’inflazione.
La Cisl: rinnovare i contratti e aumentare i salari
Per il segretario della Cisl Venezia, Michele Zanocco, i numeri confermano una difficoltร che interessa direttamente i bilanci familiari.
ยซLe buste paga crescono, ma il carrello della spesa, le bollette e soprattutto la casa crescono di piรนยป, osserva il sindacalista.
La Cisl indica nella contrattazione collettiva uno degli strumenti principali per recuperare il potere d’acquisto.
Il sindacato chiede rinnovi puntuali dei contratti nazionali, un contrasto piรน efficace ai contratti cosiddetti pirata e un maggiore ricorso alla contrattazione aziendale e territoriale, per distribuire ai lavoratori parte della produttivitร generata dalle imprese.
Tra le richieste rivolte al Governo figurano anche la prosecuzione della detassazione degli aumenti contrattuali e dei premi di produttivitร e misure di sostegno ai redditi, con particolare attenzione al ceto medio.
Lavoro stagionale e caro affitti pesano sul territorio
Secondo la Cisl, il calo di Venezia nella graduatoria retributiva riflette anche alcune caratteristiche dell’economia locale.
Il sindacato segnala il peso crescente delle attivitร a basso valore aggiunto, del lavoro stagionale e del part-time involontario, fattori che possono limitare la crescita delle retribuzioni.
A questo si aggiunge il costo dell’abitazione, particolarmente rilevante per chi lavora nell’area veneziana.
Gli affitti elevati riducono ulteriormente il reddito disponibile, rendendo meno incisivi gli aumenti ottenuti in busta paga.
Per invertire la tendenza, la Cisl propone maggiori investimenti nella manifattura, nel porto, nella logistica e nella transizione industriale di Porto Marghera, insieme a interventi sulla formazione professionale.
Il sindacato chiede inoltre a istituzioni e associazioni datoriali di costruire un patto territoriale per il lavoro di qualitร e per i salari.
L’obiettivo รจ affrontare contemporaneamente il problema delle retribuzioni, la precarietร occupazionale e il costo della vita, che nell’ultimo decennio ha assorbito una parte significativa degli aumenti salariali dei lavoratori veneziani.
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