Estetica Canina a Rivoli: il metodo R.E.L.A.X. di Ileana Stainer per la toelettatura di cani e conigli

Titolare della toelettatura di Rivoli e vicina al mondo della cura degli animali dal 2009, Ileana Stainer spiega come la raccolta di informazioni sull'animale e sul suo proprietario, unita a un approccio empatico e all'uso di prodotti naturali, cambi il modo di lavorare su cani e conigli.

La toelettatura ha smesso da tempo di essere una questione puramente estetica ed è entrata a pieno titolo nella routine di cura degli animali domestici, accanto all’alimentazione e ai controlli veterinari. Con questa consapevolezza è cresciuta anche l’attenzione al modo in cui l’appuntamento viene gestito, perché il lavaggio e la tosatura restano passaggi che ogni animale vive a modo suo, e si diffondono metodi di lavoro che partono dall’ascolto prima ancora che dalla vasca.

Su questa linea si muove il metodo R.E.L.A.X. adottato da Estetica Canina, toelettatura di Rivoli, alle porte di Torino, che si occupa di cani e conigli. «Il metodo nasce dall’esigenza di dare una struttura precisa a tutto ciò che precede il lavoro sull’animale», spiega Ileana Stainer, che ha iniziato ad avvicinarsi al settore nel 2009. «È una raccolta di dati sull’animale e sul proprietario: le abitudini del cane, i problemi già affrontati, le situazioni che tollera meno, e insieme il risultato che chi lo porta ha in mente. Perché dal negozio devono uscire tranquilli entrambi.»

In cosa consiste il metodo R.E.L.A.X.

La parte dedicata al proprietario è quella che distingue di più il metodo, perché mette sullo stesso piano due interlocutori di solito considerati separatamente. «Il proprietario conta quanto l’animale: deve indicarmi con precisione il risultato che ha in mente, e da lì posso dire se è una richiesta realizzabile oppure no», osserva Stainer. «Inoltre, sapere in anticipo che un cane non sopporta l’asciugatura o che ha avuto una brutta esperienza cambia il modo in cui lo si prende in mano.»

Dalla scheda nascono anche le indicazioni date a chi prenota, come far sporcare il cane prima di arrivare ed evitare il pasto poco prima del tragitto. Chi vuole restare a guardare può farlo, con una sola avvertenza: «Se il proprietario è apprensivo, l’animale lo percepisce immediatamente e si agita. Per il resto non c’è nulla da nascondere: quando noto qualcosa che non mi convince sulla pelle, fotografo e invio l’immagine mentre sto lavorando.»

L’empatia da sola non basta, serve anche il mestiere

La disponibilità verso l’animale, nel racconto di Stainer, va tenuta insieme alla preparazione tecnica, che passa da corsi in presenza con maestri toelettatori e da aggiornamenti periodici, come accade nel mondo dell’acconciatura. «L’empatia è il punto di partenza, ma occorre anche la tecnica: è fondamentale sapere come gestire un cane che non ha nessuna intenzione di stare in vasca, bisogna essere preparati», precisa. «Non esistono cani cattivi, esistono cani che hanno paura: sono come noi, c’è chi si blocca, c’è chi reagisce, c’è chi morde per reazione.»

Lo stesso principio guida la gestione dei conigli, che hanno una collocazione oraria precisa. «Li prendiamo come primi la mattina o come ultimi la sera, mai in mezzo agli appuntamenti dei cani, perché si spaventano molto facilmente e in un coniglio lo spavento può avere conseguenze serie», descrive la toelettatrice. «Quando arrivano con il pelo infeltrito preferisco dedicare più tempo a districare la matassa piuttosto che ricorrere alla tosatura.» Netto anche il confine con la medicina veterinaria: «Non mi sostituisco al veterinario, sono soltanto una campanella d’avviso. Se lavando un cane o un coniglio noto qualcosa di anomalo avviso il proprietario, poi la valutazione spetta a chi ha le competenze per farla.»

Prodotti naturali e rispetto dell’indole dell’animale

La scelta dei prodotti chiude il cerchio, con una rinuncia dichiarata agli effetti più spettacolari. «La decisione è quella di lavorare con formulazioni naturali, che svolgono la stessa funzione di quelle chimiche senza esserlo. Significa rinunciare al bianco brillante che si ottiene con gli sbiancanti: il pelo resta lucido perché è pulito», chiarisce Stainer. «Anche i profumi magari svaniscono più rapidamente ma bisogna tenere a mente che il cane deve conservare il proprio odore, perché gli serve nel rapporto con gli altri animali.»

Sulla stessa idea si reggono il rifiuto di tinture, extension e smalti, con il fiocco come unica concessione; la tosatura, inoltre, richiesta d’ufficio con l’arrivo del caldo, va sempre ponderata perché non adatta a tutti: in alcune razze il pelo lavora infatti come isolante e una spazzolatura accurata con rimozione del sottopelo dà spesso un risultato migliore. «Gli animali vanno trattati con rispetto, secondo la loro natura: un cane deve poter essere un cane, con le esigenze e i comportamenti che gli appartengono», conclude.

Redazione

Seguici su

Aggiungi corrieredelleconomia.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Iscriviti
Notificami
0 Commenti

Articoli correlati

Porter
Dall’azienda di Parma una soluzione meccanica per rendere più sicuri gli accessi pedonali di condomini...
Porter
In un mercato che spinge verso automatismi sempre più complessi, il chiudicancello Porter® conserva una...
Porter
Dai cancelli pedonali datati, mai predisposti per una chiusura automatica, a quelli che con il...

Altre notizie

Altre notizie