Lavoro femminile in Puglia, il divario occupazionale resta al 30%

I dati regionali mostrano una forte distanza tra occupazione maschile e femminile, mentre cresce il livello di istruzione delle donne e si aprono nuove sfide per imprese e credito

Il divario occupazionale tra uomini e donne in Puglia resta uno dei principali elementi critici del mercato del lavoro regionale. Secondo i dati contenuti nel Focus n. 5/2026 della Sezione Statistica della Regione Puglia, nel 2024 il tasso di occupazione femminile pugliese รจ pari al 40,5%, mentre quello maschile raggiunge il 70,3%.

Una differenza di circa 30 punti percentuali che evidenzia una distanza significativa nella partecipazione al mercato del lavoro. Allo stesso tempo, perรฒ, i dati mostrano una crescita della formazione femminile, con le donne pugliesi che superano gli uomini in diversi indicatori legati allโ€™istruzione e alle competenze.

Donne piรน istruite, ma con meno accesso al lavoro

Il quadro fotografato dal rapporto regionale evidenzia una contraddizione. Le donne pugliesi studiano di piรน, raggiungono livelli di istruzione piรน elevati, ma incontrano maggiori difficoltร  nel trasformare le competenze acquisite in opportunitร  lavorative.

Nel passaggio allโ€™universitร , infatti, la quota femminile supera quella maschile: il 60,4% delle donne prosegue il percorso universitario contro il 46,4% degli uomini.

Anche nei cosiddetti lavoratori della conoscenza le donne registrano un valore superiore, con il 26,3% contro il 12,7% maschile.

Qualitร  dellโ€™occupazione e precarietร 

Secondo lโ€™analisi, il problema non riguarda soltanto il numero di occupate, ma anche la qualitร  del lavoro disponibile. Uno degli elementi piรน rilevanti riguarda il part-time involontario, che coinvolge il 17,2% delle lavoratrici occupate, contro il 5,8% degli uomini.

Un altro fattore riguarda la sovraistruzione, cioรจ la situazione in cui una persona svolge un lavoro inferiore rispetto al proprio livello di formazione.

In Puglia interessa il 29,8% delle donne, con molte lavoratrici laureate impiegate in ruoli che richiederebbero un livello di istruzione piรน basso.

Il ruolo del credito per sostenere lโ€™imprenditoria femminile

Il tema del lavoro femminile viene collegato anche allโ€™accesso al credito e al sostegno alle nuove imprese. Secondo la riflessione collegata ai dati regionali, la maggiore precarietร  occupazionale puรฒ influire sulla possibilitร  di ottenere finanziamenti, non per una minore affidabilitร  personale, ma per caratteristiche strutturali del mercato del lavoro.

Lโ€™obiettivo indicato รจ creare strumenti capaci di considerare le difficoltร  contrattuali come un elemento da compensare e non come un limite definitivo. In questo contesto viene indicato il ruolo dei confidi, strumenti nati per sostenere lโ€™accesso al credito attraverso la condivisione del rischio.

Tre proposte per sostenere le donne nel lavoro e nellโ€™impresa

Tra le proposte indicate figurano strumenti dedicati allโ€™imprenditoria femminile e al lavoro autonomo qualificato. Un primo intervento riguarda una linea di garanzia per le donne che avviano attivitร  imprenditoriali, con particolare attenzione alle laureate nelle discipline STEM. I dati mostrano infatti una crescita delle competenze scientifiche e tecnologiche femminili, anche se resta una differenza rispetto agli uomini: nel 2022 le donne hanno raggiunto un valore di 13,2 ogni mille abitanti nei titoli terziari STEM, contro il 20,2 degli uomini.

Un secondo punto riguarda la necessitร  di considerare la discontinuitร  lavorativa come un elemento strutturale. Part-time involontario e contratti a termine ripetuti non dovrebbero tradursi automaticamente in maggiori difficoltร  di accesso al credito.

La terza proposta riguarda incentivi per le imprese che trasformano occupazione instabile in lavoro stabile, premiando le aziende che assumono personale femminile qualificato con contratti a tempo indeterminato.

Un segnale positivo dalla stabilizzazione femminile

Nonostante le difficoltร , il rapporto regionale evidenzia anche alcuni segnali positivi. Nel 2024 il fenomeno delle trasformazioni verso contratti piรน stabili ha registrato un dato favorevole per le donne: 13,0% contro il 4,9% maschile.

Il dato viene indicato come un elemento da valorizzare attraverso politiche mirate.

Soddisfazione lavorativa e prospettive future

La fotografia del lavoro femminile in Puglia comprende anche aspetti positivi legati alla percezione dellโ€™attivitร  svolta. La soddisfazione per il lavoro raggiunge il 45,9% tra le donne pugliesi, superiore al dato maschile del 44,5%.

Anche la percezione di insicurezza occupazionale รจ scesa sotto il 5% per entrambi i generi.

I dati indicano quindi che, quando le condizioni di accesso sono equilibrate, la partecipazione femminile puรฒ rappresentare una risorsa importante per il sistema economico regionale.

Redazione

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