Coldiretti: siccità e nubifragi, agricoltura italiana tra due emergenze

Dal Nord al Sud il maltempo colpisce alcune campagne mentre altre restano segnate dal deficit idrico: Coldiretti rileva perdite fino al 50% e oltre: "serve una gestione più efficace della risorsa idrica".

Piogge torrenziali e siccità convivono sul territorio italiano, creando un quadro estremamente disomogeneo per il comparto agricolo. Il monitoraggio di Coldiretti evidenzia come precipitazioni intense, grandinate e nubifragi interessino alcune aree, mentre in altre gli effetti della carenza d’acqua e delle temperature elevate continuano a pesare su colture e pascoli.

Le aziende agricole si trovano così a fronteggiare condizioni molto diverse anche a breve distanza, con conseguenze su produzioni, redditività e occupazione. Le perdite stimate oscillano generalmente tra il 30% e il 50%, ma in alcune realtà risultano ancora più pesanti.

Liguria, oliveti e vigneti colpiti dal maltempo

Nel Levante ligure rimangono critiche le condizioni delle campagne dopo l’ultima intensa ondata di maltempo. I sopralluoghi hanno evidenziato danni soprattutto nei comparti dell’olivicoltura e della viticoltura.

La cascola delle olive viene stimata mediamente intorno al 50%. Problemi si registrano anche nei vigneti, in particolare nelle zone comprese tra Chiavari e Calvari, interessate dalla grandine, dove le aziende stanno ancora quantificando le conseguenze.

Lombardia, le piogge non cancellano mesi di siccità

In Lombardia le precipitazioni degli ultimi dieci giorni hanno interessato numerose aree, con episodi particolarmente abbondanti. Nella Bergamasca, le piogge intense hanno provocato anche la discesa di detriti lungo la viabilità montana.

Gli effetti sui pascoli non sono uniformi: se in alcuni alpeggi l’acqua ha contribuito a migliorare le condizioni, in altre zone, soprattutto nel Bergamasco, le precipitazioni hanno ulteriormente aggravato la situazione di terreni già duramente provati dalla scarsità d’acqua.

Il problema è che le recenti piogge non hanno eliminato gli effetti di due mesi di siccità e temperature elevate. In diverse zone della Lombardia il secondo sfalcio di fieno è risultato compromesso, senza prospettive di recupero significative.

Tra Como e Lecco, la carenza di erba nei pascoli montani aveva già obbligato alcuni allevatori a portare il fieno dalla valle. In numerose aziende sono inoltre saltate le semine della soia di secondo raccolto.

Per il riso, le precipitazioni hanno avuto effetti positivi sui terreni che non avevano ancora manifestato condizioni di sofferenza. Diverso il quadro per le risaie già interessate dallo stress idrico all’inizio di agosto, dove la produzione risulta ormai compromessa.

Piemonte, raccolti ormai irrecuperabili

Anche in Piemonte le precipitazioni sono arrivate quando, per alcune coltivazioni, non era più possibile recuperare i danni accumulati durante la fase siccitosa.

A farne le spese sono soprattutto riso e mais, con situazioni in cui interi raccolti risultano ormai persi.

Valle d’Aosta, segnali di recupero

Un quadro più positivo emerge dalla Valle d’Aosta, dove il calo delle temperature e le piogge recenti hanno contribuito a ridurre le criticità.

La situazione, che all’inizio di agosto aveva raggiunto livelli di emergenza, mostra quindi segnali di miglioramento.

Trentino, secondo taglio del fieno in forte calo

La siccità ha avuto conseguenze importanti anche in Trentino, nonostante il comparto agricolo abbia potuto beneficiare delle precipitazioni recenti, dell’irrigazione a goccia e dei bacini idrici.

Lo stress provocato dalla carenza d’acqua ha inciso sulla pezzatura delle mele e sulla produttività dei vigneti. Il danno maggiore riguarda però il fieno: il secondo taglio ha registrato una riduzione del 70% rispetto alla media stagionale.

La raccolta principale delle mele è prevista per metà settembre. Le piante hanno ancora alcune settimane a disposizione per recuperare parte della vigoria prima della fase decisiva.

Veneto, mais e foraggi tra le colture più colpite

In Veneto il protrarsi di caldo e siccità ha messo in difficoltà diverse produzioni. Particolarmente delicata la situazione del mais, che presenta problemi di fecondazione e pannocchie con una quantità ridotta di granella.

Anche soia, pomodoro, barbabietola e foraggi risultano sotto pressione. La minore disponibilità di alimentazione animale rischia inoltre di ripercuotersi sugli allevamenti.

Nei vigneti, lo stress idrico ha favorito un anticipo della vendemmia. Per la frutta, invece, una maturazione precoce potrebbe determinare difficoltà legate sia alla qualità sia alla successiva commercializzazione.

Molise, forte pressione su foraggio e girasole

La carenza idrica continua a interessare anche il Centro-Sud. In Molise, numerose aziende zootecniche dell’Alto Molise devono fare i conti con una marcata scarsità di foraggio.

Gli oliveti non irrigui sono particolarmente vulnerabili: senza nuove precipitazioni, la caduta delle drupe potrebbe intensificarsi. Ancora più significativo il danno al girasole, attualmente nella fase di raccolta, per il quale le perdite vengono stimate tra il 40% e il 60%.

Calabria, il deficit idrico pesa sulle produzioni

Anche in Calabria la scarsità d’acqua continua a incidere sui raccolti. Negli appezzamenti di olivi privi di irrigazione si registra la cascola delle olive, mentre per il bergamotto le perdite stimate superano il 60%.

Difficoltà vengono segnalate anche negli agrumeti situati nelle aree in cui la distribuzione dell’acqua avviene attraverso turnazioni irrigue.

Più capacità di accumulo per affrontare l’emergenza idrica

Il quadro tracciato da Coldiretti mostra quanto l’agricoltura sia esposta agli effetti degli eventi meteorologici estremi ed opposti. La presenza contemporanea di territori colpiti da precipitazioni violente e aree che continuano a soffrire per la scarsità d’acqua evidenzia i limiti di piogge concentrate in brevi periodi, incapaci di compensare automaticamente lunghi mesi di deficit idrico.

In alcuni casi, inoltre, gli eventi precipitativi intensi rappresentano un ulteriore fattore di rischio per le campagne.

Per affrontare una situazione caratterizzata dall’alternanza tra eccesso e scarsità d’acqua, Coldiretti indica come prioritaria una gestione più efficiente della risorsa. Tra le soluzioni proposte figura un piano per aumentare la capacità di raccolta attraverso invasi dotati di sistemi di pompaggio, così da conservare l’acqua nei periodi di maggiore disponibilità e utilizzarla successivamente quando le coltivazioni ne hanno bisogno.

Una strategia ritenuta essenziale per proteggere produzioni agricole, allevamenti e sovranità alimentare del Paese di fronte a condizioni climatiche sempre più difficili da prevedere.

Fonte: Coldiretti
Redazione

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