Sono circa 430mila le persone potenzialmente occupabili ma attualmente inattive nelle province di Bari e Barletta-Andria-Trani. A questo dato si aggiungono circa 45mila disoccupati e una crescente incidenza del lavoro povero.
A lanciare l’allarme è il segretario generale della Cisl Bari-Bat, Giuseppe Boccuzzi, intervenuto a margine del consiglio generale del sindacato dedicato al tema “Più lavoro, più redditi, più futuro per Bari e Bat”.
Secondo la Cisl, i numeri descrivono un mercato del lavoro caratterizzato da un ampio bacino di persone che non partecipano all’attività lavorativa e da una difficoltà sempre maggiore nel garantire redditi adeguati.
Un enorme potenziale fuori dal mercato
Il dato sulle persone inattive rappresenta, secondo Boccuzzi, uno degli elementi sui quali intervenire per ampliare la partecipazione al mercato del lavoro.
430mila persone nelle due province risultano inattive pur essendo potenzialmente disponibili a lavorare, mentre altre 45mila sono disoccupate.
A questa situazione si aggiunge il problema del lavoro povero: nelle province di Bari e Bat una persona su cinque viene indicata come lavoratore povero.
Il caro vita rischia di accentuare ulteriormente le difficoltà, riducendo il potere d’acquisto dei redditi da lavoro.
Manifattura e investimenti
Per la Cisl Bari-Bat, il problema riguarda anche la capacità del territorio di attrarre nuovi investimenti.
Boccuzzi ha evidenziato le difficoltà della grande manifattura, sottolineando come in alcuni casi gli ammortizzatori sociali finiscano per avere un peso rilevante rispetto alla crescita delle remunerazioni.
Il sindacato chiede quindi di partire dalle proposte contenute nel Libro verde della Cisl e di coinvolgere istituzioni e parti sociali nella definizione di strategie condivise.
L’obiettivo indicato è favorire la creazione di lavoro stabile, sicuro e adeguatamente contrattualizzato.
Sicurezza sul lavoro, servono prevenzione e controlli
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema degli infortuni sul lavoro, con particolare riferimento alla situazione della provincia di Bari.
Per Boccuzzi è necessario rafforzare la cultura della prevenzione a partire dai più giovani, introducendo il tema della sicurezza già nei percorsi formativi.
Parallelamente, secondo il sindacato, le imprese devono considerare la sicurezza come un investimento e non come un costo da ridurre.
A questo deve accompagnarsi un sistema di controlli rigorosi, con sanzioni nei confronti di chi non rispetta le norme.
Castellucci: «La Puglia deve fare sistema»
Sul quadro regionale è intervenuto anche il segretario generale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci.
Secondo il dirigente sindacale, gli ultimi dati sull’occupazione e sulla disoccupazione, insieme a quelli relativi al 2025, mostrano una situazione preoccupante.
A questo si aggiunge una difficoltà nel rilancio dello sviluppo economico regionale.
La Cisl propone quindi di rafforzare il confronto tra le diverse componenti del territorio attraverso un patto di responsabilità, un patto sociale, un patto per lo sviluppo e un patto per il lavoro.
Un nuovo modello per lo sviluppo
Secondo Castellucci, la Puglia deve tornare a costruire una strategia condivisa per la crescita.
Il territorio, che in passato veniva descritto come una delle locomotive del Mezzogiorno, oggi deve affrontare una fase nella quale lo sviluppo appare più lento e l’occupazione continua a presentare elementi di fragilità.
La Cisl chiede quindi il coinvolgimento della politica, sia di maggioranza sia di opposizione, insieme alle parti sociali, per individuare strumenti capaci di rilanciare investimenti, occupazione e redditi.
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